Vittorio Feltri sbotta: "Un calcio nel sedere, se ne pentiranno"

Il giornalista commenta la cacciata da Mediaset di Barbara D'Urso: "Dobbiamo scendere dal piedistallo. Gli spettatori sono delusi dalla rivoluzione"

Letizia Bonardi

Letizia Bonardi

Web Content Editor

Content Editor e aspirante giornalista, appassionata di arte e libri con un amore per la scrittura scoperto quasi per caso.

Tra i diversi nomi illustri che Mediaset ha deciso di far fuori dai prossimi palinsesti spicca senza dubbio quello di Barbara D’Urso: soltanto pochi giorni fa Pier Silvio Berlusconi ha annunciato che la conduttrice non sarà più al timone di Pomeriggio Cinque, programma che ha presentato per ben 15 anni, per essere sostituita da Myrta Merlino. La notizia ha immediatamente diviso l’opinione pubblica, tra chi gioisce per la chiusura di una trasmissione troppo "trash" e chi vede l’esclusione di D’Urso da Mediaset come un errore. Schierato con questi ultimi c’è anche Vittorio Feltri, che ha difeso a spada tratta la conduttrice.

Vittorio Feltri difende Barbara D’Urso

Lo ha fatto in un articolo pubblicato su Libero Quotidiano, nel quale accusa Mediaset e il suo amministratore delegato di aver commesso un grave errore a cacciare Barbara D’Urso, ritenuta uno dei volti di punta di Canale 5. Il direttore del giornale ha tentato di smentire tutti coloro che accusano la conduttrice di produrre programmi trash: "Barbara D’Urso è una stacanovista infaticabile che è in grado di portare a casa il risultato perché la sua tv, per quanto faccia storcere il naso a chi cerca di darsi un tono nonché agli invidiosi, sempre troppi quando si è bravi, funziona, piace, intrattiene, diverte, ma altresì informa, racconta la società, il costume, la cronaca, la vita degli ultimi", ha esordito Feltri nel suo articolo. Secondo il giornalista," difficilmente il Biscione riuscirà a rimpiazzarla", prendendosela poi con la nuova impostazione che Piersilvio Berlusconi sembra voler dare alla sua azienda: "Mediaset le dà un calcio sul posteriore e se ne libera in tutta fretta, addirittura prima della scadenza naturale del contratto, che sarebbe a dicembre. È dunque questo il nuovo corso che si accinge ad inaugurare l’azienda fondata da Silvio Berlusconi a pochi giorni dalla scomparsa di quest’ultimo?".

Secondo Vittorio Feltri, dunque, il rischio è quello di stravolgere completamente il volto di Mediaset, lasciando spazio a personaggi "di sinistra" e limitando tutte quelle trasmissioni che finora sono state alla base dell’offerta televisiva delle sue reti. "Mi auguro che Canale 5 non si trasformi in Rai 3, che non si spersonalizzi, che non si rivoluzioni tanto da divenire qualcosa che i telespettatori non riconoscono più, telespettatori già in gran parte delusi in quanto a settembre non rivedranno più sul piccolo schermo la loro Barbarella". E ancora, rivolgendosi a chi taccia Barbara D’Urso di trash: "Francamente sono stanco della diffusa tendenza a criminalizzare e disprezzare tutto ciò che piace alla gente, ossia che risulta popolare, dal politico al presentatore. Dal mio punto di vista, quello che incontra il gusto degli italiani non è da scartare ma da valorizzare. Il nostro compito non è quello di educare, o moralizzare, o nobilitare. Forse sarebbe opportuno scendere da quel piedistallo sul quale ci siamo messi da soli. E dal quale primo o poi crolleremo. Anzi siamo già crollati".


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