Serena Bortone e l’addio alla Rai? Toffanin stuzzica e lei risponde sibillina: “Mi piace essere sorpresa”

Ospite di Silvia Toffanin nella puntata di domenica 5 maggio la giornalista parla della bufera di polemiche che l’ha vista protagonista nelle scorse settimane (e rimane vaga sul futuro lavorativo)

Valentina Di Nino

Valentina Di Nino

Giornalista

Romana, laurea in Scienze Politiche, giornalista per caso. Ho scritto per quotidiani, settimanali, siti e agenzie, prevalentemente di cronaca e spettacoli.

"Benvenuta a Canale 5!" Con questo saluto (che ha fatto pensar male i maliziosi) e con questo entusiasmo, Silvia Toffanin accoglie negli studi di Verissimo la giornalista Serena Bortone che si racconta, tra pubblico e privato, nella puntata di domenica 5 maggio 2024 dello show domenicale per un’intervista a 360 gradi.

Una rarità, visto che la stessa conduttrice ammette la sua riservatezza: "Sono una persona molto aperta, trasparente, però ho una sfera di ritrosia nelle zone più importante della vita, gli amori, i lutti, quella è la mia zona intima".

La chiacchierata con Silvia Toffanin parte dalla bufera di polemiche che ha visto Serena Bortone protagonista, insieme ad Antonio Scurati, lo scrittore atteso nella trasmissione della giornalista per un intervento sull’antifascismo, cancellato all’ultimo momento dalla Rai. La conduttrice spende poche parole, ma eloquenti: "Io sono molto tranquilla, nella vita cerco sempre di fare la cosa giusta. Se ho avuto più critiche o applausi? Posso dire che se c’è una cosa che detesto è l’autocompiacimento, quando ci casco me ne vergogno perché è un peccato mortale, ma sicuramente sono molto tranquilla".

Sulle critiche ricevute invece dice: "Sugli attacchi sui social posso dire che io sento tenerezza per chi perde tempo a mettersi al pc per attaccare qualcuno invece di andare a spasso, leggere un libro, poi so che ho scelto questo lavoro, con tutti gli onori e oneri."

Di certo, non si pente di nulla, e ribadisce sia di aver agito secondo coscienza sia di sentirsi leale alla Rai, azienda per la quale ha iniziato a lavorare a 18 anni:"Io non sono una testa calda. Io sono una orgogliosa dipendente del servizio pubblico, questo mi sento."

Alla domanda di Silvia Toffanin, se ha paura di pagare un prezzo per la sua presa di posizione, Serena Bortone risponde: "Nella vita tutto ha un prezzo, la libertà ha un prezzo ma la mancanza della libertà ha un prezzo maggiore per me. L’importante è essere se stessi e fare il proprio dovere, una parola che non è più di moda, invece è importante: dovere".

Sull’aver lavorato all’inizio, unica donna in un ambiente maschile e le relative difficoltà, la giornalista racconta: "Quando ero ragazzina pensavo che essere donna era la cosa più divertente, poi ho capito andando avanti che una voce femminile, come la mia, faceva più fatica a essere ascoltata, ma questo è colpa del sistema: patriarcato, maschilismo, chiamiamolo come vogliamo. Io dicevo una cosa e nessuno la sentiva, la diceva il collega maschio e tutti lo ascoltavano, ma quando lui quella cosa la diceva sottolineando "come dice Serena", era importante, perché si cambia insieme. Io sono stata valorizzata dalla Rai, io non sono una vittima".

Alla domanda sul suo futuro lavorativo, la risposta di Serena Bortone rimane piuttosto vaga: "Non mi piacciono i progetti a lungo termine, perché mi piace essere sorpresa dalla vita. Amo il mio lavoro e spero di continuare a farlo con lo stesso divertimento, la stessa serietà e la stella onesta. Per il futuro non so: la vita ci sorprenderà". Che il caloroso saluto iniziale, nei desideri di qualcuno, non si riferisse solo al benvenuto negli studi di Verissimo?


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