È sempre Cartabianca: Corona furioso con la troupe (“Licenziate questi inetti!”), Berlinguer urla con La Russa per Telemeloni

L'11 giugno 2024 la giornalista e il Presidente del Senato si scontrano più volte, parlandosi l'uno sull'altro, mentre Corona omaggio il padre di Bianca

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

è sempre cartabianca 11 giugno 2024
Fonte: IPA

Durante la nuova puntata di È sempre Cartabianca, in onda l’11 giugno 2024 su Rete 4 e condotto dalla giornalista Bianca Berlinguer, tanti gli ospiti in studio o video collegamento, e tra questi emergono Mauro Corona, che si arrabbia con i tecnici dello show e fa arrossire la conduttrice, e il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il quale si scontra più volte con la Berlinguer per via delle differenze di pensiero su molti argomenti.

È sempre Cartabianca, puntata 11 giugno 2024: cosa è successo

Il primo ospite è Mauro Corona, che dice: "La prima mia idea era di non andare, io fiducia non ne ho di nessuno, ma poi ha prevalso il senso civico. Sono andato a votare con mia figlia e ho votato Santoro. Avrei votato volentieri anche per far eleggere la ragazza imprigionata, la Salis. Mi sono pentito subito dopo perché potevo dare un voto a lei. Per Santoro ho sempre avuto una simpatia e l’ho votato per tentare di dare una novità al Paese. Speriamo che la Salis ottenga l’immunità e che possa fare il suo lavoro da parlamentare europea a favore dei detenuti e delle carceri. Di Vannacci dico che non condivido nemmeno le virgole del suo discorso. È lì con mezzo milione di voto a causa vostra, anche sua Bianchina. Radio, televisioni, giornali… Non sovrapponiamoci, devo eiaculare un discorso, altrimenti poi perdo il filo. L’avete costruito voi, da quando ha fatto quel libro non avete smesso di parlarne, evviva i mezzi di informazione che gli hanno fatto una campagna pubblicitaria incredibile". Bianca Berlinguer risponde alle accuse: "Non le rispondo neanche. Da noi è venuto solo due volte perché ha detto che le mie interviste sono troppo aggressive". "Vannacci era sempre con noi, senza la sua presenza", ribatte Corona. Di Renzi dice che ci vuole carisma ma lui non ne ha affatto.

Subito dopo non mancano problemi di collegamento di una durata quasi infinita: "Mai una volta che non ci sia una cosa che non funziona. L’unica cosa di cui non posso occuparmi. Purtroppo non dipende da me, ma da chi ha in mano il collegamento", spiega la giornalista. "Io sono stanco, licenziate questi inetti. Stiamo qui a perdere tempo perché non arriva la voce", risponde alterato Corona. Subito dopo l’omaggio al padre di Bianca Berlinguer: "Glielo dico io, perché nessuno ha coraggio. Oggi, 11 giugno, sono 40 anni dal giorno in cui è morto suo papà, quindi voglio commemorarlo a modo mio", dice di punto in bianco Corona. La conduttrice è visibilmente commossa, anche per i fragorosi applausi che pervadono lo studio dopo discorso dell’ospite, e lui chiarisce: "Non era nulla di preparato, e domani sarà un anno che è morto Silvio Berlusconi, un altro grande politico e imprenditore". Parlando del caso di una donna che a 63 anni ha fatto la fecondazione assistita a Kiev, Berlinguer chiede a Corona se farebbe un figlio adesso, all’età di 73 anni, e a far arrossire la giornalista è la sua risposta: "Lo farei subito con lei, Bianchina". Quest’ultima ribatte imbarazzata: "Faccia poco lo spiritoso, che poi lei già ne ha 4", ma Corona non demorde: "Eh, verrebbe fuori un bell’affare tra noi".

Ignazio La Russa da Bianca Berlinguer

Alla prima domanda scomoda Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) prima, riferendosi alla dichiarazione sulla Decima Mas di Vannacci, dice che si aspettava la domanda sulla sua affermazione al seggio "Non si scherza con le cose serie", e poi ricorda che lui non si lamenta mai dei quesiti che gli vengono posti, anche se si era preparato per affrontare questo argomento. A confermarlo è Bianca Berlinguer: "Io so che lei risponde a tutte le domande e non si lamenta mai, magari si arrabbia ma altro no". L’ospite risponde alla conduttrice: "La Decima Mas durante la Repubblica di Salò si divise e mi sembra sbagliato tirare in ballo la storia di una medaglia d’oro prima della Repubblica durante una campagna elettorale e usarla per fini strumentali. È una cosa troppo seria". Arriva un’altra domanda sullo stesso argomento ("Quando si parla di Decima Mas tutti pensano a quello che accadde dopo l’8 settembre, nel momento in cui andò con Mussolini e Hitler e si macchiò di crimini spaventosi. Perché evocarla?") e La Russa inizia a irritarsi: "Ma dobbiamo parlare tutto il tempo di questo? Mi posso lamentare?". La risposta è affermativa: "Certo, può fare quello che vuole". Poi La Russa risponde: "Lo deve chiedere a Vannacci. A me ha dato molto fastidio. L’unico effetto della scelta di tirare in ballo la Decima Mas è che ha impedito ai consubin di gridare ‘Decima’". Tanti gli scontri verbali tra i due nel corso dell’intervista, perlopiù dovuti a punti di vista completamente diversi e testardaggine da parte di entrambi: ognuno vuole far valere il proprio pensiero, anche parlandosi l’una sull’altro, come nel caso di Signorelli.

Si parla inoltre dell’egemonia della sinistra, citando la Rai: "Tu sei stata in Rai. Quanti assunti hai visto che votavano a destra?", chiede La Russa. "Era pieno!", risponde la Berlinguer sicura di quanto affermato. "Allora si nascondevano bene", ribatte il politico prima di spiegare: "La Democrazia Cristiana ad un certo punto decise che lei teneva il potere, ma siccome il mondo non consentiva accordi con la sinistra, né tantomeno col partito comunista, al quale lasciò conquistare l’arte, il cinema, la magistratura…" La giornalista lo interrompe: "Erano i più bravi", ma La Russa non ci sta e si arrabbia: "Guarda un po’, non ce n’era uno bravo che non era di sinistra allora… È statisticamente impossibile! Tu conosci la Rai, c’è davvero Telemeloni?" "Io non voglio parlare della Rai, essendomene andata. Mi ero ripromessa di non citarla", dichiara la Berlinguer, che viene poi colpita dall’ospite: "Se sei qui non è certo perché c’è la Telemeloni". Quando il Presidente del Senato cita il padre, la conduttrice dichiara: "Non è stato facile per me oggi essere qui, anche se sono passati 40 anni. Però quest’anno è stato un anniversario particolarmente sentito. La gioia che ci siamo sempre portati nel cuore è che papà è tanto amato, apprezzato da una parte importante di questo Paese, da chi ha militato con lui, ha combattuto con lui, ha sperato in tanti cambiamenti, in un progetto politico. Ma è stato anche apprezzato, rispettato e stimato da chi gli è stato profondamente avversario. Bisogna imparare a essere avversari, anche irriducibili, ma non nemici, perché poi arriverà il momento in cui sarà necessario lavorare insieme per il bene dello Stato". Dopo le sue parole, interviene l’ospite: "È una delle cose che mi riprometto di aiutare a fare, e se ci riuscirò anche poco sarò contento".


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