Maxi multa per Chiara Ferragni, il pandoro "griffato" le costa un milione di euro: la Lucarelli la stronca

L'influencer finisce nei guai a causa di una "Pratica commerciale scorretta" con il suo pandoro, ora dovrà pagare una multa stratosferica con le sue società

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Piovono critiche (e multe) su Chiara Ferragni. Le società dell’influencer avrebbero, secondo l’antitrust, ingannato i consumatori, facendo loro credere che pagavano un pandoro da oltre 9 euro (anziché 3,70) convinti che una parte del ricavato sarebbe andato in beneficenza all’Ospedale di Torino. In realtà, una donazione in cifra fissa era già stata effettuata e il sovrapprezzo è andato a giovare solo all’azienda Balocco e alla sua celebre testimonial. Per questo motivo, l’Antitrust ha comminato una multa di oltre un milione di euro alle società Fenice e Tbs Crew, riconducibili a Chiara Ferragni, e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta. "Le suddette società hanno fatto intendere ai consumatori che acquistando il pandoro Pink Christmas di Ferragni avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino. La donazione, di 50 mila euro, era stata invece già effettuata dalla sola Balocco mesi prima. Le società riconducibili a Chiara Ferragni hanno incassato dall’iniziativa oltre un milione di euro", sottolinea l’autorità.

La sentenza dell’autorità

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato le società Fenice e TBS Crew, che gestiscono i marchi e i diritti relativi all’immagine di Chiara Ferragni, nonché Balocco. L’antitrust contesta loro di aver pubblicizzato il prodotto realizzato insieme (Pandoro Pink Christmas) in maniera fuorviante, facendo credere al pubblico che avrebbe contribuito all’acquisto di un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing, quando in realtà la donazione era stata fatta a monte. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa: "Le società Fenice e TBS Crew hanno incassato la somma di oltre 1 milione di euro a titolo di corrispettivo per la licenza dei marchi della signora Ferragni e per la realizzazione dei contenuti pubblicitari, senza nulla versare all’ospedale Regina Margherita di Torino".

Dove sta l’inganno

A far credere questo sarebbe stato il cartiglio apposto su ogni singola confezione del pandoro in collaborazione, contenente: "Informazioni idonee ad avvalorare la circostanza non vera che l’acquisto del prodotto avrebbe contribuito alla donazione pubblicizzata". In particolare, la multa più salate per le società della Ferragni è legata al fatto che l’influencer abbia pubblicato post e stories sui suoi canali social personali, in cui si lasciava intendere che comprandolo si poteva contribuire alla donazione e che Ferragni vi partecipava direttamente, "Circostanze risultate non rispondenti al vero nonostante le sue società avessero incassato oltre 1 milione di euro", come spiegato da Antitrust. Questa condotta viola per l’autorità i doveri di "Diligenza professionale", liberando considerevolmente la libertà di scelta del consumatore, facendo leva sulle loro sensibilità e sulla propensione a partecipare ad iniziative benefiche.

L’attacco di Selvaggia

Si sa che la giornalista non nutra particolare simpatia per la coppia Ferragnez, in più occasioni ha fatto un’analisi critica del modo in cui sfruttano la loro immagine, evidenziando alcuni elementi contraddittori nella loro seconda stagione di The Ferragnez per Prime Video. Ora Lucarelli torna all’attacco, e lo fa con una frase tanto semplice quanto emblematica: "Insomma, sei ricca, ma evidentemente la ricchezza non ti basta mai. Devi arricchirti pure usando a sproposito la parola beneficenza destinata alla cura di bambini malati", scrive la giornalista sul social. Poi fa un’analisi sul futuro dei Ferragnez e di operazioni commerciali di questo tipo: "Nella vita di Ferragni non cambia niente. Per lei un milione e mezzo sono bruscolini e oggi ha chiuso i commenti, è vero, ma domani li riaprirà e anziché usare la storia dei bambini da curare in ospedale per arricchirsi userà i suoi bambini spammandoli come sempre ovunque generando engagement e dunque ricchezza. Quello che forse un po’ (e dico un po’) cambierà è l’approccio che le aziende avranno con i personaggi in operazioni benefiche. La beneficenza è una cosa seria. E come sapete per me questa battaglia è sacra e non risparmio niente e nessuno, da Ferragni all’ultima delle collette di parrocchia". Era stata al tempo proprio la giornalista a sollevare la polemica sulla poca chiarezza delle donazioni relative al pandoro di Chiara, attraverso un pezzo e sul suo podcast.


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