Incubo per Sabrina Salerno, vittima di una stalker da due anni: "Dice di essere mia moglie"

La soubrette ha rivelato in un'intervista di essere perseguitata da una fan con problemi psicologici. Ha già sporto denuncia più volte, ma senza conseguenze. Ecco i dettagli.


Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Sabrina Salerno
Fonte: Raiplay

Da due anni Sabrina Salerno vive un incubo. Una stalker, una donna francese con problemi di natura psicologica, la perseguita e non le dà tregua. La soubrette lo ha rivelato di recente in un’intervista concessa all’inserto "Specchio" de La Stampa, spiegando di avere più volte sporto denuncia (senza conseguenze) sia in Italia che in Francia. Poi la Salerno ne ha approfittato per lanciare un messaggio a tutte le donne vittime di stalking e violenza. Ecco di seguito i dettagli della storia.

Sabrina Salerno perseguitata da una stalker

"Dal 2021 sono vittima di una stalker". Così ha esordito Sabrina Salerno nell’intervista concessa al magazine de La Stampa, "Specchio", dove ha rivelato per la prima volta l’incubo che da anni la tormenta. La sua stalker è "una donna francese con gravi problemi psicologici", spiega. Nei suoi confronti ha già "sporto denuncia per stalking in Italia e in Francia, sto aspettando il codice rosso, ovvero il procedimento che prevede un intervento immediato. Me la sono ritrovata ovunque, anche nei pressi di casa e la sottoposero a Tso".

Una vicenda dai contorni terribili, che ha finito per segnare in maniera indelebile la quotidianità della soubrette italiana. "Convivo con la paura di trovarmela davanti", confessa la Salerno, "temo la reazione che potrei avere e anche le conseguenze, visto che se qualcuno entra in casa tua armato e ti difendi, qui finisci anche in galera". Poi Sabrina aggiunge altri dettagli, ancora più inquietanti, sulla donna che la perseguita: "Dice di essere mia moglie e che il diavolo ci separa. Ho le scatole piene di questa storia, sono due anni che vivo in ansia". E con una punta di rabbia, la cantante ne approfitta anche per lanciare un appello in difesa di tutte le donne: "Penso alle donne impaurite che non hanno una rete intorno come me. Basta piangere ai funerali e non fare niente per cambiare le cose. Continuano a morire donne, è un fallimento. Bisogna denunciare, ascoltare, inasprire le pene".

Nell’intervista rilasciata a La Stampa, Sabrina ha anche trovato il tempo di svelare un piccolo retroscena a proposito di uno dei suoi più grandi successi, la canzone "Siamo Donne" del 1991. "Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più, pensai: ‘Ma cos’è questa roba?’. Ero sinceramente stupita e schifata dalla banalità del messaggio. Avevo 19 anni e mi sembrava stupido rimarcare certe ovvietà". "Invece mai dare nulla per scontato", ha ammesso in conclusione, "chi avrebbe mai detto che quella frase sarebbe diventata uno slogan?".


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