Gli anni: un film ispirato al romanzo del Premio Nobel Ernaux

L'Accademia di Stoccolma ha assegnato il prestigioso riconoscimento alla scrittrice francese, autrice del libro da cui Sara Fgaier ha tratto un cortometraggio

Annie Ernaux
Fonte: Instagram @nobelprize_org

Oggi, giovedì 6 ottobre, l’Accademia di Stoccolma ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice francese Annie Ernaux. Classe 1940, è autrice di romanzi come Gli anni, Gli armadi vuoti o La donna gelata; il riconoscimento le è stato affidato in quanto "In modo coerente e da diverse angolazioni, esamina una vita segnata da forti disparità di genere, lingua e classe". Sono innumerevoli le sue opere che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della letteratura internazionale. Ma Gli anni è quello che più di tutti ha ispirato generazioni di persone, e in particolare di donne: una storia che ha colpito la regista italiana Sara Fgaier tanto da trarne un film.

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Gli anni, il cortometraggio di Sara Fgaier

Si tratta di un cortometraggio che mantiene il titolo originale, Gli anni. Presentata nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia del 2018, la pellicola si ispira liberamente al romanzo di anni Ernaux, in cui l’autrice si concentra "sulle metamorfosi che le donne hanno subito, sugli eventi che le hanno cambiate: ripenso alle donne degli anni cinquanta, ripenso a mia madre paragonandola alla donna che sono oggi, alla donna del tutto diversa dal passato che sono diventata. Al centro del libro infatti vi è proprio questa evoluzione della donna nel tempo, in un confronto inesauribile fra ciò che era e ciò che è, fra il passato e il presente", come ha spiegato durante l’intervista rilasciata alla tv svedese subito dopo aver ricevuto il Nobel. Fgaier trasporta la storia, ambientata nella Francia del secondo dopoguerra, in Sardegna, unendo frammenti di immagini d’archivio, filmati d’epoca che raccontano la vita delle donne in un’isola che sembra ferma nel tempo.

L’intento di Sara Fgaier, però, non è quello di adattare il romanzo al cinema nel modo più classico, partendo dalla storia di Anni Ernaux per riscrivere la sceneggiatura e farla interpretare ad un gruppo di attori. In questo caso, invece, la regista sceglie di far rivivere il racconto attraverso la sua voce narrante: è lei stessa a leggere alcuni passi de Gli anni, facendo da sfondo alle immagini d’epoca e ai filmati d’archivio.


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