Che Tempo Che Fa: Gianna Nannini e la reunion (esilarante) con Mara Maionchi, Mentana spiazza con le sue Maratone

Ospiti e interviste tra attualità e intrattenimento: cosa è successo nella puntata del 24 marzo 2024 dello show guidato da Fabio Fazio

Valentina Di Nino

Valentina Di Nino

Giornalista

Romana, laurea in Scienze Politiche, giornalista per caso. Ho scritto per quotidiani, settimanali, siti e agenzie, prevalentemente di cronaca e spettacoli.

Cosa è successo nella puntata di domenica 24 marzo di Che Tempo Che Fa? Come di consueto tanti ospiti si sono avvicendati nel salotto domenicale di Nove, ma la più attesa di questa settimana, anche per la rarità delle sue presenze in tv, è la rocker italiana più famosa del mondo, Gianna Nannini.

Che Tempo Che Fa, cosa è successo nella puntata di domenica 24 marzo 2024

La cantante senese viene accolta dal boato del pubblico, dopo 7 anni torna ospite di Fabio Fazio, per parlare del suo nuovo disco Nell’Anima, ma non solo. La cantautrice fa il suo ingresso intonando il primo singolo estratto dal nuovo lavoro per poi accomodarsi, inizialmente addirittura con le gambe sul tavolo, alla scrivania per la consueta intervista con il conduttore.

La conversazione all’inizio verte principalmente sul disco: "sono dodici canzoni tutte nuove", racconta la rocker, "Questo disco è stato un viaggio che ho fatto dentro di me, avevo proposto delle cover di canzoni americane rock soul in italiano, ma non sono state approvate, e così ne ho scritte 12 da zero."

L’intervista va avanti un po’ frammentata, con la cantante che parla con grande entusiasmo del suo lavoro, ma svicola sul resto. Una sola battuta, per esempio, per ribadire il fatto che il 1983 per lei è stata la data della sua vera nascita (coincisa con la nascita come artista),una parola sulla prima traccia dell’album, Stupida emozione "L’ho scritta insieme a Peppino di Capri".

Gianna Nannini spiazza Fazio raccontando perché andava male a lezione di solfeggio

Il conduttore gli chiede se è vero che è una grande fan di Massimo Ranieri, e lei risponde che "L’ho inseguito con il motorino e l’ho anche caricato sulla moto, una moto che poi ha usato per fare un servizio fotografico per una copertina e io ero contenta, anche se non c’ero io, c’era la moto, con lui sopra".

Quando poi Fazio le chiede se andava bene a scuola, la risposta è no, in particolare nelle lezioni di solfeggio e quando la cantante spiega perché lascia spiazzato conduttore e pubblico. Per spiegarlo a Fazio lo fa sedere vicino a lei, come erano seduti lei e il suo professore durante quelle lezioni e poi… mima una molestia subita da quell’insegnante, aggiungendo: "succedono queste cose anche a 13 anni." Il conduttore prima si imbarazza e fa una battuta: "qui oggi, mamma mia…"Poi mette a fuoco la situazione: "Ma che maiale!"

La cantante dice: "No, ma ora è morto", ma poi sottolinea : "E’ una cosa seria, anche perché a quell’età lì non le racconti queste cose, le tieni dentro e poi diventano traumi…"

I ricordi di Gianna Nannini e Mara Maionchi: "Mio padre non voleva che usassi il mio cognome"

La cantante che fino a quel momento era sembrata piuttosto sulle sue, si apre molto di più quando Fabio Fazio fa entrare Mara Maionchi, la discografica che l’ha scoperto e con cui ha lavorato tanti anni. Le due si salutano con un grande abbraccio sulle note di America dice Mara "Io non è che ti ho reso tanto facile la vita."

"Lei mi ha scoperto", ricorda Gianna Nannini, "Alla Numero Uno, la casa discografica di Battisti, sono arrivata lì con degli stivali alla D’Artagnan"

"Gli stivali hanno fatto una certa impressione", le fa eco la discografica, "Poi si è messa al pianoforte e aveva un modo così deciso, così forte di cantare anche con pezzi brutti. Anche con una canzone che era un tr*iaio mi ha commosso perché questa sua comunicazione al di là mi ha subito colpito. Lei mi è sempre piaciuta, poi con Paolucci abbiamo fatto America".

Sul grande schermo appare la copertina di quel disco, in cui è raffigurata la statua della libertà, con una particolare "torcia" in mano, racconta la cantante: "Il mio babbo pensava fosse un missile, quando scoprì che era un vibratore scrisse dicendo: "mia figlia come cantante non si può chiamare Nannini!" Mara Maionchi rispose così: "E’ vero, voleva cambiare nome. Io gli dissi: vada in comune e disconosca la paternità."

La conversazione prosegue con altri divertenti aneddoti come quello, raccontato da Gianna Nannini, di quella volta in cui, insieme, furono testimoni di una rapina in banca a Milano: erano in fila alla cassa quando i banditi si sono asserragliati, ma quando la Maionchi ha visto che la cosa andava per le lunghe, spazientita, ha deciso di uscire dalla filiale dove i rapinatori armati , in teoria, stavano tenendo in ostaggio dipendenti e clienti (loro due comprese), come nulla fosse. Seguita, ovviamente, dalla cantante, entrambe incuranti del rischio di essere colpite da una pallottola. "Quando siamo uscite c’erano i carabinieri che alla fine li hanno presi, ma mi sono presa una sfuriata dal capitano: "Ma lei è matta?!, e vabbè, ma io non avevo voglia di aspettare che questi finissero!"

A chiudere questo momento, la spericolata esibizione di Simona Ventura che ha il coraggio di cantare, accompagnata al piano da Gianna Nannini, le ultime due strofe di Sei nell’anima, tra le risate palesi di chi l’ascolta.

Enrico Mentana: "Le Maratone? Più pesante guardarle che farle!"

Prima volta su Nove per Enrico Mentana, anche lui attesissimo ospite di Fabio Fazio nella puntata di Che Tempo Che Fa di domenica 24 marzo. Il direttore del Tg La7 ha conversato con il conduttore sulla crisi di fiducia verso il giornalismo, ma anche sulla notizia più sfidante che gli è capitato di dare in decenni di carriera: "l’11 settembre, era già successo qualcosa di gigantesco ma non si sapeva bene se stava succedendo qualche altra cosa di altrettanto grave altrove, a quel punto sei nel pieno dell’adrenalina ma devi anche capire e cercare di spiegare una cosa di cui sai poco".

Non si poteva poi non parlare, in generale della tv di Enrico Mentana, dalla fondazione del Tg5, al Tg La7, fino al format seguitissima della Maratona Mentana in occasione di eventi di particolare rilevanza. Alla domanda del conduttore: "Ma come fai? Io ogni domenica dopo cinque ore qui sono stravolto!" E la risposta è: "Io ti dico una cosa, c’è tanta gente che le guarda, e secondo me è più pesante guardarle tutte che farle. La cosa che mi chiedono di più su questo è: "Ma quando vai in bagno"?"

Poi il giornalista è rimasto a parlare con i colleghi Fiorenza Sarzanini e Massimo Giannini nel consueto spazio dedicato alle notizie della settimana. In questa puntata si è parlato dell’attentato terroristico a Mosca, dell’ombra dell’infiltrazione mafiosa che ha travolto il comune di Bari e delle prossime elezioni europee.

Le interviste di Fabio Fazio con Neri Marcorè (neo regista), Giovanni Storti ed Enrico Brignano

Anche Enrico Brignano è stato ospite di Che Tempo Che Fa nella puntata di domenica 24 marzo. L’attore è in partenza per un tour del nuovo spettacolo che lo porterà all’estero: Belgio, Olanda, Germania, Spagna e, con l’occasione ha dato un saggio, esilarante, della sua capacità di esprimersi in quasi tutte le lingue del mondo.

Neri Marcorè invece, ha raccontato al conduttore il suo primo film da regista, Zamora, insieme a uno dei protagonisti, Giovanni Storti. Una storia ambientata nella Milano anni ’60 dove viene catapultato un tranquillo impiegato proveniente dalla provincia, che nella grande città si ritrova con un capo con il pallino del calcio, sport che lui detesta e, per fare bella figura con il capo, e anche con la ragazza di cui è innamorato, si affida a un ex portiere professionista, ormai in totale disarmo.

Luciana Littizzetto, la letterina sul revenge porn

Non è mancato, nemmeno questa sera, lo spazio di Luciana Littizzetto che si è presentata nello studio di Che Tempo Che Fa in compagnia del signor Mauro Manfredi classe 1931, 93 anni, dentista in pensione, ma soprattutto, appassionato alpinista, che tuttora se ne va su e giù per le Alpi marittime ma ha sulle spalle, in tanti anni di arrampicate, "una ventina di 4000 metri", come spiega lui con l’aria di chi dice la cosa più comune del mondo.

La letterina di questa settimana della comica piemontese è incentrata sul tema del revenge porn, partendo dal caso di cronaca che ha coinvolto una dipendente e un giocatore della primavera della Roma. Scrive Luciana Littizzetto, rivolgendosi a tutte le donne e a tutte le ragazze: "ritrovarsi un video intimo in rete è un inferno in cui molte donne sono cadute Esiste un nuovo articolo del codice penale che punisce il revenge porn, peccato che, nel tempo che passa tra il processo e la condanna, una ragazza è già rovinata". E continua: "Se lui ve lo chiede, dite "no", i rischi sono troppo troppo grandi. E’ terribile quello che può succedere e succede sempre e solo per noi, le licenziate, le marchiate a vita restiamo noi donne, tante donne si sono suicidate per questo", per chiudere: "Il sesso sicurissimo si fa con il preservativo e i cinque cellulari chiusi nella tuta gold". Un appello al buon senso nelle ottime intenzioni della comica, ma rimane il fatto che non dovrebbero essere le donne, o in generale le vittime, a preoccuparsi di imporsi limitazioni o di non fare qualcosa, a causa della violenza e dell’inciviltà altrui. Il revenge porn è un reato, ogni responsabilità è di chi se ne macchia.


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