Giambruno non chiede scusa al Ministro tedesco e risponde alle accuse di negazionismo

Dopo il recente shock mediatico che ha portato il conduttore di Rete 4 ad essere sulla bocca di tutti, Giambruno scende in campo in prima persona per rispondere alle accuse

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Dopo essere stato praticamente sulla bocca di tutti per ben più di una settimana, il compagno di Meloni si concede una lunga intervista al Corriere della Sera per cercare di placare gli animi in merito alla bufera mediatica che si è scatenata su di lui in questi giorni. Vediamo nel dettaglio cosa ha detto e cosa è successo.

Le polemiche degli ultimi giorni e il caso mediatico

Nel caso fosse sfuggito, oltre alla simpatica parentesi relativa al recente cambio di look del conduttore, subito dopo che sui social sono cominciati a fioccare commenti in merito al suo non particolarmente apprezzato "Ciuffo cotonato", ad aver fatto realmente scalpore e aver scatenato una riflessione è stata la risposta stizzita del volto del Tg4 alle riflessioni del Ministro della sanità tedesco riguardo il futuro del turismo in Italia, che ha assunto in diversi tratti dei toni quasi offensivi. Degna di nota è stata anche la puntata della sua striscia Diario del giorno, dedicata al caldo torrido e preoccupante di queste settimane, che dal conduttore è stato più volte liquidato come un semplice caldo estivo, prendendo in giro gli attivisti del cambiamento climatico. Il pubblico e la stampa sono quindi arrivati a chiedersi se, pur ignorando il rapporto che lo lega ad un’importante figura istituzionale, essendo il compagno del nostro Presidente del Consiglio, sia legittimo per un giornalista allontanarsi così tanto dal suo ruolo di conduttore e mediatore durante il suo programma per offendere prima degli attivisti, e poi il Primo Ministro e il ministro della Sanità tedeschi, invitandoli ad "Starsene nella Foresta Nera" invece che tornare in Italia.

Le risposte di Giambruno

Nell’articolo intervista di Candida Morvillo sul Corriere della Sera, il conduttore risponde subito su come si senta ad essere diventato il protagonista mediatico degli ultimi giorni: "È da stamattina che sorrido. Ho fatto una battuta sul ministro tedesco Karl Lauterbach, ma costruirci un "Caso Giambruno" vuol dire proprio che non ci sono altri "Casi" di cui scrivere". In merito alle parole rivolte al Ministro Lauterbach invece taglia corto: "Escludo che un ministro tedesco si possa risentire della battuta di un giornalista italiano". A tal proposito però sarebbe da considerare che esistono battute e battute, e non tutte sarebbero opportune se rivolte ad un’importante carica dello stato, ancor meno se provenienti da un giornalista in diretta televisiva, e se video alla mano tutto sembrino fuorché battute.

L’intervista poi prosegue discutendo del ruolo che lui stesso assume in quanto compagno del Premier: "L’articolo 21 della Costituzione ancora mi autorizza a fare una battuta, o dobbiamo cambiare la Costituzione apposta per me?". Ma se è vero che il diritto alla libertà di parola e di stampa citato da Giambruno sia sacrosanto, è pur vero che a questo diritto si affianca anche l’onere di prendersi la responsabilità delle parole dette. Questo, ovviamente, non implica quindi che poter dire quello che si vuole non abbia mai conseguenze, facendo apparire il riferimento sul cambio della costituzione un po’ fuori luogo e vittimistico.

Quando viene chiesto al conduttore se sia pentito di quanto detto, Giambruno svicola nella risposta: "Noto che, fra tante polemiche, nessuno ha potuto scrivere che la battuta non era condivisibile. Massimo Gramellini, che stimo, ha scritto sul Corriere che tutti la pensano come me". A quel punto l’intervistatrice specifica: "Però, ha anche scritto che lui può dirlo perché non ha parentele illustri, ma che lei dovrebbe astenersi", allora Giambruno risponde piccato: "Quindi faremo l’albero genealogico a tutti i colleghi o solo a me?", spostando l’attenzione su altro e assumendo nuovamente un linguaggio vittimistico, lamentandosi del fatto che lui (forse perché compagno di una figura non così sottovalutabile come il nostro Premier?) abbia gli occhi puntanti addosso più dei suoi colleghi, e focalizzandosi più sulle responsabilità degli altri che sulle sue.

Continuando a ricevere domande sul caso del Ministro, il conduttore ha poi proseguito: "Il tedesco ha detto che il turismo in Italia è destinato a fallire per via del clima: una cosa neanche supportata dai dati. Mi sembra pure da menagramo". In realtà sappiamo non essere esattamente così. Diverse testate parlano delle prospettive di questo fenomeno turistico, numerose sono le testimonianze raccolte dai giornali in merito ai turisti del nord Europa allarmati dal caldo trovato in Italia, e recentemente il capo della European Travel Commission, Miguel Sanz aveva comunicato all’agenzia di stampa Reuterz che: "Possiamo anticipare che l’imprevedibilità di clima e meteo avrà crescente impatto sulle scelte dei viaggiatori in Europa". I dati della ETC mostrano infatti come il numero di persone che sperano di viaggiare nella regione del Mediterraneo da giugno a novembre sia già diminuito del 10% rispetto allo scorso anno, con un 7,6% dei viaggiatori che ora vede gli eventi meteorologici estremi come una delle principali preoccupazioni per i viaggi tra giugno e novembre. Insomma, sembra che il giornalista Giambruno non sia poi così informato sugli argomenti trattati nel suo programma, o forse fa finta di ignorare i dati che arrivano dall’Europa? Eppure non provengono dalla Foresta Nera. Sta di fatto che riguardo alle accuse di negazionismo il compagno di Meloni risponde: "Ho fatto decine di puntate sull’argomento e sui relativi fondi del Pnrr, invitando anche gli ambientalisti più esasperatiNessuno può dire che ho negato il cambiamento climatico. Se sia colpa dell’uomo non lo so: su questo la scienza è divisa e io ho invitato esperti che dicevano che è colpa nostra e altri che dicevano il contrario". Va sottolineato che negare il coinvolgimento dell’uomo nel cambiamento climatico è esattamente quello che farebbe di qualsiasi persona una negazionista in ambito climatico, ma il giornalista Giambruno sembra aver trovato nel suo dare mezze risposte la sua cifra stilistica, quindi difficile fare previsioni su quale piega potrebbe prendere questa storia.


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