Mentana, ecco lo speciale-bomba su Giletti: “Non si nasconde nulla”

Il direttore del TgLa7 annuncia su Facebook una serata televisiva per far chiarezza sulla chiusura del talk Non è l’Arena

Marcello Franco

Marcello Franco

Giornalista

Giornalista dal 2015, si occupa principalmente di televisione e dà i voti (spietati) ai principali programmi.

Mentana
Fonte: la 7 youtube

Uno speciale su Giletti in onda al posto di Giletti. Sembra un paradosso, in realtà è la soluzione offerta da Enrico Mentana per analizzare, chiarire e possibilmente risolvere il caso mediatico esploso dopo l’inaspettata chiusura del talk Non è l’Arena, comunicata da La7 lo scorso 13 aprile con una scarna nota stampa. Il direttore del Tg7, volto di punta della rete edita da Urbano Cairo, questo pomeriggio ha preso la parola su Facebook per annunciare ai suoi fan uno speciale televisivo che certamente farà discutere. Ecco quando andrà in onda e di cosa si tratta.

Enrico Mentana, il caso Giletti in uno speciale su La7

"Sul caso Giletti, ci vediamo domenica sera". Con queste parole il Direttore Mentana ha ufficializzato l’inserimento in palinsesto di un approfondimento dedicato al caso Massimo Giletti e alla fine delle trasmissioni di Non è l’Arena, il talk domenicale del giornalista piemontese eliminato a sorpresa dai palinsesti di La7. Lo speciale è in cartello per domenica 23 aprile, in prima serata, quindi proprio nello slot domenicale occupato per anni da Giletti con il suo programma d’approfondimento. "Massimo Giletti è ancora sotto contratto, e la domenica resta libera – ha aggiunto Mentana nel suo post -. E allora per domenica prossima stiamo pensando a una trasmissione che affronti tutte le questioni più scottanti emerse attorno a questa vicenda, adeguata testimonianza del fatto che da noi non si nasconde nulla, soprattutto quando si parla di mafia. E chissà che poi…".

Il giornalista di fede interista, dunque, sarà l’uomo incaricato a far chiarezza sulla situazione, per spiegare ai telespettatori (e forse anche al diretto interessato) i motivi della chiusura repentina di un programma che funzionava bene a livello di ascolti e che settimanalmente creava hype alle stelle sui social con le sue inchieste scottanti su massoneria, politica, servizi segreti e soprattutto mafia, con il caso Baiardo che ha tenuto banco per settimane ed ha causato polemiche durissime.

"Continuo a pensare che queste crisi si superano solo con la chiarezza – si legge ancora nel post su Facebook – so che Giletti non informò l’editore Cairo né della foto fantasma fattagli intravedere da Baiardo, né della conseguente convocazione dai pm fiorentini. È nelle prerogative di un editore sospendere un programma, ma forse Urbano Cairo non poteva immaginare che sarebbero poi emersi tutti questi elementi, che rischiano di dare allo stop di Non è l’arena un segno diverso".

Perché Cairo ha chiuso Non è l’Arena

Proprio i temi troppo roventi toccati da Giletti nelle sue inchieste – secondo alcuni rumor – potrebbero aver causato la decisione di Cairo di chiudere il programma. "Chiediamoci perché ci hanno chiuso. Stavamo preparando tre puntate importanti, delicatissime. Deflagranti. E siamo stati fermati", avrebbe detto Giletti – in un virgolettato riportato da La Stampa – facendo riferimento a tre puntate incentrate sulla strage di Via d’Amelio e sulle accuse di associazione mafiosa nei confronti di Dell’Utri, Berlusconi e D’Alì.

L’altra versione che circola con insistenza riguarda la scelta del conduttore di non rinnovare il contratto in scadenza con La7 (con l’obiettivo di rientrare in Rai), una mossa che avrebbe spinto l’editore a "punirlo" mettendolo in panchina fino allo scadere dell’attuale accordo. Teorie, appunto, che vedremo approfondite nello speciale organizzato da Mentana di comune accordo con il direttore di rete, Andrea Salerno, che ha prontamente condiviso il post del Direttore su Twitter, quasi a mettere l’etichetta aziendale su un programma che servirà – nei piani di La7 – ad allontanare dall’emittente ombre e polemiche causate dal caso televisivo del momento.


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