Daniele Luttazzi

Le brevi esperienze televisive del comico, i contrasti con Silvio Berlusconi e i libri pubblicati che hanno dato vita ad altrettanti spettacoli teatrali

Daniele Luttazzi
Fonte: IPA
  • Nome completo: Daniele Fabbri
  • Data di nascita: 26/01/1961
  • Luogo di nascita: Santarcangelo di Romagna
  • Segno zodiacale: Acquario
  • Professione: autore, comico, conduttore
  • Data debutto: 1989
  • Sito ufficiale: link
  • Social: Twitter

Biografia

Daniele Luttazzi è un autore, comico e conduttore televisivo. Nasce in provincia di Rimini nel 1961 e dopo il diploma classico si laurea presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Modena. Le nozioni scientifiche qui apprese tornano poi nei suoi lavori satirici, spesso in forma di metafore per i fatti d’attualità su cui si concentra.

Già da adolescente inizia a collaborare con alcune riviste, sia come autore che come fumettista, poi dal 1988 inizia a scrivere e recitare in monologhi satirici. Appassionatosi a quest’arte, l’anno successivo partecipa a un concorso per giovani comici, La Zanzara d’oro, poi ancora alla rassega Riso in Italy dove si fa notare dal cantautore Renzo Arbore, che lo fa poi esordire in televisione con il programma Rai D.O.C.. Si interessa a lui anche il conduttore Maurizio Costanzo, per il quale quell’estate è opinionista fisso.

Chiamato ancora l’anno successivo al Costanzo Show, abbandona alla prima puntata in polemica con il nuovo stile del programma. È il primo di una serie di contrasti che fa poi escludere Luttazzi da diverse trasmissioni come Fate il vostro gioco e Banane. I materiale rifiutato assieme a quello nuovo inizia però a trovare spazio sulla carta ed escono così i primi libri come Sesso con Luttazzi, Adenoidi e Va’ dove ti porta il clito, che diventano poi spettacoli teatrali in forma di monologhi satirici.

Inizia a farsi un nome sul piccolo schermo verso la metà degli Anni ’90. In questo periodo infatti cura alcune rubriche del programma Magazine 3 e poi si sposta a Mai dire gol, dove rimane dal 1996 al 1998. Per questa trasmissione mette in scena personaggi che diventano celebri come il giornalista Panfilo, il professor Fontecedro e l’annunciatrice Luisella. Questi diventano poi protagonisti dei libri Tabloid e Cosmico.

Terminata l’esperienza con Mai dire gol, inaugura la carriera da conduttore con la prima trasmissione tutta sua: Barracuda, un talk show sul modello americano. Fortemente censurato, il programma viene poi bloccato da Silvio Berlusconi l’anno successivo. È però solo il primo round contro il prorpietario di Mediaset. Due anni dopo infatti Luttazzi ripropone il format col titolo Satyricon ma un’intervista a Marco Travaglio sul libro L’odore dei soldi, porta alla sua chiusura. Nell’aprile 2002 il futuro Premier pronuncia contro lui e i giornalisti Michele Santoro ed Enzo Biagi l’"editto bulgaro", un’accusa di utilizzare la televisione pubblica in maniera criminosa. In risposta, il CdA della Rai allontana i tre.

In seguito Luttazzi non torna più in televisione se non per alcune apparizioni saltuarie a vari talk show. Si dedica piuttosto al suo blog personale (fondato nel 2001), ai suoi libri e ai suoi spettacoli teatrali. Tra le opere cartacee che trovano poi spazio sul palcoscenico si ricordano ad esempio Satyricon, Bollito misto con mostarda e Decameron (quest’ultimo era nato nel 2007 come varietà satirico ma viene sospeso poi anche questo). Agli ultimi anni risalgono poi i libri La guerra civile fredda, Lolito, Bloom Porno-Teo-Kolossal e Infinite Reich.

Vita privata

Daniele Luttazzi è un uomo estremamente riservato. Per questo motivo non circola in Rete nessuna informazione sul fatto se abbia moglie o figli o su dove viva.

Progetti

  • 1993 – 101 cose da evitare a un funerale (libro)
  • 1993-1994 – Magazine 3 (programma tv)
  • 1994 – Locuste. Come le formiche, solo più cattive (libro)
  • 1994 – Sesso con Luttazzi (libro)
  • 1995 – Adenoidi (libro)
  • 1995 – Va’ dove ti porta il clito (libro)
  • 1995-1998 – Mai dire gol (programma tv)
  • 1996 – Gioventù cannibale (libro)
  • 1997 – Tabloid (libro)
  • 1998 – Cosmico! Una valida alternativa all’intrattenimento intelligente (libro)
  • 1999 – Barracuda (libro)
  • 1999 – Barracuda (programma tv)
  • 2001 – Luttazzi Satyricon (libro)
  • 2001 – Satyricon (programma tv)
  • 2003 – La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne (libro)
  • 2005 – Bollito misto con mostarda (libro)
  • 2007 – Decameron (programma tv)
  • 2009 – La guerra civile fredda (libro)
  • 2013 – Lolito (libro)
  • 2022 – Infinite Reich (libro)

Premi e riconoscimenti

  • 1994 – Premio Satira Politica Forte dei Marmi per Va’ dove ti porta il clito
  • 1995 – Premio Regia Televisiva per Magazine 3
  • 1996 – Premio Regia Televisiva per Mai dire gol
  • 1997 – Premio Regia Televisiva per Mai dire gol
  • 1999 – Premio Regia Televisiva per Barracuda
  • 2008 – Premio Riccione TTV per Decameron

Cosa fa oggi Daniele Luttazzi?

Daniele Luttazzi oggi continua a scrivere, sia sul suo blog sia per una rubrica satirica de Il Fatto Quotidiano.

Da dove deriva lo pseudonimo di Daniele Luttazzi?

Il vero nome del comico è Daniele Fabbri, ma ha adottato lo pseudonimo Luttazzi in omaggio al musicista e attore triestino Lelio Luttazzi.

Di cosa parla il libro del 2022 di Daniele Luttazzi?

Quello uscito nel 2022 è l’ultimo libro pubblicato di Daniele Luttazzi e si tratta di una parodia del libro Infinite Jest di David Foster Wallace. In esso il comico porta avanti una satira del consumismo Usa immaginato come nuovo Reich ricontestualizzandolo nella Germania nazista del 1945.

Cosa ha scritto Daniele Luttazzi riguardo al caso di Silvia Romano?

Nel maggio 2020 Daniele Luttazzi ha scritto un pezzo su Il Fatto Quotidiano dove criticava le dichiarazioni fatte da due intellettuali riguardo alla liberazione (ma soprattutto alla conversione all’Islam) di Silvia Romano. I due chiamati in causa erano il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il giornalista Alessandro Sallusti. Il primo aveva accusato la cooperante di essere complice dei terroristi, il secondo invece aveva paragonato la vista di lei con indosso il velo islamico all’immagine del prigioniero di un campo di concentramento che veste la divisa nazista.