Libero
SCIENZA

Zanzare aliene in Liguria: nuove specie arrivate nella Regione

In Liguria si è registrata la presenza di nuove specie aliene di zanzare: perché hanno "scelto" proprio questa Regione italiana e che rischi ci sono?

Pubblicato:

Zanzare aliene in Liguria: nuove specie arrivate nella Regione 123RF

In Liguria si è registrata la presenza di nuove specie di zanzare. Storicamente la zanzara tigre (Aedes albopictus) ha ridefinito il rischio in Italia, stabilendosi nel 1990 e diventando un noto vettore per arbovirosi di grande rilevanza clinica come i virus Chikungunya, Dengue e Zika.

Ma le cose sono cambiate, e non in meglio. Le attività di monitoraggio condotte da enti come ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Ligure) confermano l’insediamento di ulteriori specie alloctone, tra cui la zanzara coreana (Aedes koreicus) e la zanzara giapponese (Aedes japonicus). Presenze che rendono più complessa della gestione del rischio di arbovirosi sul territorio.

Cosa ha spinto le nuove specie fino in Liguria?

Le nuove specie di zanzara giunte in Liguria mostrano una notevole tolleranza alle basse temperature. A differenza della zanzara tigre, che sopravvive all’inverno principalmente sotto forma di uova in diapausa, la zanzara coreana e la zanzara giapponese sono in grado di resistere attivamente al freddo. Di conseguenza, non si può associare il rischio vettoriale a una stagionalità vera e propria: il picco è certamente nei mesi più caldi, da aprile a ottobre, ma è necessario monitorare la situazione anche nel resto dell’anno.

Andando all’atto pratico, le zanzare aliene hanno “scelto” la Liguria non certo per le sue bellezze (indiscutibili). Il meccanismo di introduzione di queste nuove specie è direttamente collegato alla logistica globale e al commercio marittimo. È risaputo che il porto di Genova sia un hub logistico internazionale di eccezionale importanza, che funge da porta d’accesso costante per la fauna esotica invasiva. Il commercio via nave e il trasporto di merci sono il mezzo principale per l’introduzione di nuovi vettori.

I rischi

L’insediamento di specie aliene come queste, rappresenta un doppio rischio per la Regione. Da una parte, lo ribadiamo, ci sono le arbovirosi veicolate dalle Aedes – Dengue, Chikungunya e Zika -, di cui la zanzara tigre è il vettore primario in Italia. Dall’altra, invece, il rischio è associato al virus West Nile, un Flaviviridae veicolato principalmente dalla zanzara comune (Culex pipiens). L’estate 2025 ha visto una maggiore attenzione nei confronti di quest’ultimo, mantenendo la Liguria sotto costante sorveglianza.

La gestione del rischio arbovirosi si basa sul Piano Nazionale e sul Piano Regionale di Arbovirosi. In questa cornice, ARPAL – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure svolge un ruolo centrale, monitorando sia la diffusione geografica delle zanzare sia la circolazione dei virus, avvalendosi della collaborazione di enti regionali e nazionali. Le Aziende Sanitarie Locali (ASL), poi, sono responsabili dell’attivazione delle misure di emergenza.

L’obiettivo è proteggere la salute pubblica prima di tutto, ma anche contribuire al controllo delle specie invasive. E qui entra in gioco anche la collaborazione del cittadino: dal momento che le zanzare Aedes si riproducono anche nell’ambiente domestico, la misura preventiva più efficace è l’eliminazione dei ristagni d’acqua, anche nei piccoli contenitori (come sottovasi, bidoni, secchi), che costituiscono l’habitat ideale per la deposizione delle uova. I cittadini possono contribuire anche favorendo la presenza di predatori naturali, ad esempio installando bat-boxes o mantenendo siepi che attraggano uccelli insettivori. La sensibilizzazione sulle buone pratiche di prevenzione rappresenta, come sempre, un pilastro irrinunciabile per il controllo ecologico e sostenibile.

NH Collection Paris Ponthieu Champs-Élysées