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SCIENZA

Sotto Yellowstone hanno rilevato 86mila terremoti

Grazie all'intelligenza artificiale, i ricercatori sono riusciti ad individuare oltre 86mila scosse di terremoto finora mai registrate sotto Yellowstone: ecco cosa sappiamo.

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Yellowstone 123RF

Il supervulcano di Yellowstone rappresenta un’area ad alta densità sismica, ma finora le indagini non avevano mai rivelato la vera portata del fenomeno. Solamente grazie all’intelligenza artificiale, infatti, gli scienziati sono riusciti a scoprire oltre 86mila piccole scosse di terremoto che nessuno strumento aveva mai registrato. Si tratta di una situazione inquietante, che tuttavia non sorprende i ricercatori. Al momento non c’è alcuna preoccupazione, ma lo sviluppo di questa tecnologia potrà permettere di compiere enormi passi in avanti nel campo della sicurezza.

Cosa sta succedendo sotto Yellowstone

Lo Yellowstone è uno dei supervulcani attivi più grandi al mondo: situato negli Stati Uniti nord-occidentali, ha un’enorme caldera che si è formata circa 640mila anni fa, a seguito di un’eruzione catastrofica. La camera magmatica del vulcano, svuotandosi improvvisamente, ha fatto collassare la terra situata al di sopra di essa e ha così avuto origine una grande depressione che oggi rappresenta uno dei simboli del Paese. Se il vulcano tornasse ad eruttare, le conseguenze potrebbero essere disastrose: la cenere ricoprirebbe decine di città, rendendo due terzi degli Stati Uniti pressoché inabitabili. Non sorprende, dunque, che gli scienziati pongano grande attenzione all’attività sismica che si verifica al di sotto di Yellowstone, in cerca di segnali allarmanti.

Attualmente, per realizzare modelli sismici attendibili è necessario compiere uno sforzo inimmaginabile, setacciando decenni di dati passati. Un team internazionale proveniente da Stati Uniti, Canada e Colombia, guidato dal sismologo David Shelly, ha realizzato un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale per analizzare questi dati in maniera estremamente più rapida e precisa. Nello studio pubblicato recentemente su Science Advances, è emerso qualcosa di incredibile: nel periodo compreso tra il 2008 e il 2022, l’intelligenza artificiale ha rilevato oltre 86mila terremoti che nessuno aveva mai registrato in precedenza.

Si tratta prevalentemente di sciami sismici, ovvero scosse che si sono verificate a breve distanza l’una dalle altre e che si sono spostate rapidamente in una piccola area geografica. Nulla a che vedere con lo schema, ben più preoccupante, di una singola scossa di terremoto più violenta a cui fanno seguito tanti piccoli sismi – il che potrebbe annunciare un’eruzione imminente. Al contrario, il nuovo modello emerso a Yellowstone è proprio quello che gli scienziati speravano di trovare: una specie di “battito cardiaco” del vulcano, che si verifica a distanze di tempo più o meno regolari e che è causato quasi esclusivamente dall’acqua calda presente sottoterra e dal vapore (quindi non dal magma in risalita).

Perché questa scoperta è così importante

Lo studio condotto a Yellowstone può rivelarsi di grandissima importanza: sebbene in quest’area non siano emersi dati allarmanti, l’intelligenza artificiale ha dimostrato di funzionare con rigore. Questa svolta tecnologica potrebbe aiutare gli scienziati ad individuare modelli sismici nascosti nei vulcani e nelle faglie, scoprendo con anticipo segnali preoccupanti di un futuro evento molto più pericoloso. Ad esempio, i dati analizzati dall’algoritmo potrebbero mettere in evidenza sciami che hanno origine a profondità maggiori dal solito, che durano più a lungo o che si muovono in modo anomalo, rivelando così lo spostamento del magma o una grande faglia che si prepara alla rottura.

La vera sfida, dunque, consisterà nell’applicare l’intelligenza artificiale nello studio di dati sismici storici per ascoltare il “battito cardiaco” degli altri vulcani e individuare eventuali schemi che potrebbero essere finora sfuggiti ai ricercatori. “Sebbene Yellowstone e altri vulcani presentino caratteristiche uniche, la speranza è che queste intuizioni possano essere applicate altrove. Comprendendo i modelli sismici, possiamo migliorare le misure di sicurezza, informare meglio il pubblico sui potenziali rischi e persino orientare lo sviluppo dell’energia geotermica lontano dai pericoli nelle aree con un flusso di calore promettente” – ha affermato il dottor Bing Li, coautore dello studio.