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Scoperto un microbo unico: respira ossigeno e zolfo insieme e sfida le regole della vita

Dagli abissi di Yellowstone emerge un batterio in grado di respirare ossigeno e zolfo contemporaneamente. Una scoperta che sfida i libri di testo

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Microbo scoperto a Yellowstone 123RF

Nel Parco di Yellowstone è stato isolato un batterio, Hydrogenobacter RSW1, in grado di respirare simultaneamente ossigeno e zolfo. Si tratta di un processo mai osservato prima in natura.

La “piccolissima” scoperta, resa pubblica su Nature Communications, promette grandi progressi scientifici. C’è da aspettarsi sicuramente un rinnovato interesse nel campo della ricerca di organismi in ambienti estremi.

L’esistenza di questo batterio potrebbe infatti costituire il ponte di collegamento tra la vita in assenza di ossigeno e quella in atmosfera ossigenata.

Un batterio dal metabolismo unico

Hydrogenobacter RSW1 lancia una sfida alle leggi della biologia tradizionale. A differenza della maggior parte degli organismi conosciuti, il batterio di Yellowstone può usare sia ossigeno che zolfo per il proprio metabolismo. Ed è questa straordinaria capacità ad averne reso possibile la vita nelle sorgenti termali del parco.

La possibilità di adoperare un duplice sistema di respirazione gli ha consentito di sopravvivere a condizioni estreme. Alte temperature e massiccia presenza di zolfo sono un mix perfetto a ostacolare l’evoluzione di qualsiasi altro organismo.

Prima della scoperta, si riteneva che i due processi metabolici non fossero compatibili. Mai era stato osservata una forma di vita in cui respirazione aerobica e anaerobica coesistessero.

La netta divisione tra le due categorie di organismi è determinata in origine dalla diversa disponibilità di elementi all’interno dell’habitat di riferimento. Diverse condizioni ambientali ma anche necessità di sopravvivere. L’ossigeno infatti è tossico per gli anaerobici, potendone danneggiare le strutture molecolari.

Per circa due miliardi di anni la Terra è stata abitata solo da organismi anaerobici. Fu la cosiddetta “Grande Ossidazione” a cambiare per sempre la storia dell’evoluzione sul nostro pianeta. In un tempo lontano, intorno a 2,7 miliardi di anni fa, l’ossigeno cominciò a riempire mari e aria. Cianobatteri fotosintetici cominciarono a convertire la luce del Sole in zuccheri e ossigeno. E da allora la vita aerobica fu non solo possibile, ma necessaria, finendo per diventare la forma predominante.

Nuove frontiere di ricerca

Il batterio di Yellowstone è destinato a diventare il fulcro di nuovi progetti di ricerca. La sua peculiarità appare indiscussa. Secondo gli studiosi RSWO1 sarebbe in grado di isolare l’ossigeno, annullandone il potere di tossina. Questa operazione avverrebbe grazie a complessi meccanismi chimici interni ancora da approfondire. Se da un lato si tratta di un’importante abilità, non è questa però la caratteristica che ci porta a definirlo un batterio prodigio.

È nota l’esistenza in natura di alcune particolari forme di batterio che riescono ad alternare i due metabolismi, accedendo a quello aerobico solo in caso di estrema necessità, avendo per loro un alto costo energetico. QSO1 invece riesce a utilizzare e a trarre vantaggio da entrambi simultaneamente. Non c’è un tasto on off dunque, ma un unico complesso metabolismo ibrido.

Da questa rivelazione nasce la domanda che gli esperti e gli appassionati si pongono. Può Yellowstone con le sue sorgenti termali riscrivere la storia dell’evoluzione della Terra per come la conosciamo? La risposta sembra essere senza dubbio positiva. QSO1 è per strategia di adattamento ed evoluzione, l’anello mancante nel passaggio da un mondo con ossigeno a un mondo senza ossigeno, magari su un altro pianeta.