Xbox tra passato e futuro, al centro c'è Asha Sharma: il suo "reset" spiegato punto per punto
L'arrivo di Asha Sharma segna una svolta per Xbox. Analizziamo Game Pass, Project Helix, le esclusive e le sfide che attendono Microsoft Gaming

Negli ultimi mesi Xbox si è ritrovata al centro di una delle fasi più delicate della sua storia recente. Tra indiscrezioni su nuovi licenziamenti, dubbi sulla sostenibilità del modello Game Pass, il progetto della prossima generazione di console noto come Project Helix e un possibile ritorno a una politica più aggressiva sulle esclusive, la divisione gaming di Microsoft sembra essere arrivata a un punto di svolta.
Al centro di questo cambiamento c’è soprattutto Asha Sharma, nominata CEO di Microsoft Gaming nel febbraio 2026 dopo il ritiro di Phil Spencer. Una scelta che ha sorpreso gran parte dell’industria: Sharma non proviene infatti dal mondo dei videogiochi, ma da quello dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali, avendo guidato in precedenza la divisione CoreAI di Microsoft.
- Chi è Asha Sharma e perché Microsoft l'ha scelta
- L'ombra dei licenziamenti
- Il nodo Game Pass
- Project Helix e il futuro dell'hardware
- Il ritorno delle esclusive
- La ricostruzione di Jason Schreier, dal flop di Xbox One ad oggi
- Una struttura più snella, ma più focalizzata?
Chi è Asha Sharma e perché Microsoft l’ha scelta
Nonostante un Xbox Games Showcase spaziale, che ci ha colpito per diversi annunci interessanti, la divisione gaming di Microsoft non naviga in acque tranquille e l’arrivo di Asha Sharma rappresenta un significativo momento di svolta.
La nomina di Sharma è già di per sé una rottura rispetto alla tradizione Xbox. Se Phil Spencer era considerato un uomo di videogiochi prima ancora che un dirigente, Sharma arriva da un percorso costruito tra tecnologia, intelligenza artificiale, crescita di piattaforme e modelli di business digitali. Prima di Microsoft ha lavorato anche in aziende come Meta e Instacart, sviluppando competenze legate alla scalabilità dei servizi e all’analisi dei dati.
La sua nomina sembra rispondere a una domanda precisa: come può Xbox tornare a crescere in un mercato in cui il tradizionale business delle console produce margini sempre più ridotti?
Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche Sharma ha parlato della necessità di “resettare” il business e riportare Xbox a una maggiore sostenibilità economica. Un concetto che ricorre spesso nelle sue comunicazioni e che sembra rappresentare il filo conduttore della nuova strategia.
L’ombra dei licenziamenti
Il tema più delicato riguarda i possibili tagli al personale. Diverse indiscrezioni delle ultime settimane parlano di una nuova ondata di licenziamenti destinata a colpire la divisione gaming dopo la chiusura dell’anno fiscale Microsoft. Alcuni report ipotizzano addirittura la chiusura o la cessione di studi acquisiti negli ultimi anni.
In questo clima di incertezza, molti sviluppatori si ritrovano ad affrontare difficoltà comunicative che destabilizzano una progettualità a lungo termine, e stanno cercando di correre ai ripari. Secondo un report di Bloomberg, Ninja Theory, Compulsion e Double Fine sarebbero in trattativa per tornare indipendenti ed evitare così la chiusura.
Il nodo Game Pass
Uno dei dossier più importanti sulla scrivania di Sharma riguarda il Game Pass. Negli ultimi anni il servizio è stato il pilastro della strategia Xbox, ma la sua sostenibilità economica continua a essere oggetto di discussione.
Secondo alcune analisi recenti, tra cui quella di Alinea Analytics, l’aumento dei costi di sviluppo e l’inclusione di produzioni sempre più costose all’interno dell’abbonamento avrebbero ridotto la redditività del modello. Alcuni osservatori ritengono che il servizio abbia persino contribuito a cannibalizzare le vendite tradizionali dei giochi.
La nuova dirigenza sembra intenzionata a ripensare il ruolo di Game Pass, mantenendolo centrale ma inserendolo in un ecosistema più sostenibile dal punto di vista finanziario. Non a caso, Sharma ha più volte insistito sulla necessità di trovare nuovi modelli di business per il futuro dell’industria.
Project Helix e il futuro dell’hardware
L’altro grande tema è Project Helix, nome in codice della prossima generazione Xbox. Da un lato ci sono le dichiarazioni di Asha Sharma che lasciano intendere che si tratterà di una console premium, dall’altro emergono anche riflessioni su un profilo più flessibile.
Nelle intenzioni di Sharma, la nuova macchina dovrebbe accorciare ancora di più le distanze tra i giocatori PC e console. Tuttavia il progetto si scontra con un problema concreto: il forte aumento dei costi di produzione. Sharma ha ammesso che memoria e archiviazione avranno un impatto significativo, complice anche la crescente domanda generata dall’intelligenza artificiale.
Il ritorno delle esclusive
Un altro segnale del cambio di rotta riguarda le esclusive. Negli ultimi anni Microsoft aveva progressivamente aperto le proprie produzioni ad altre piattaforme, alimentando il dibattito sul futuro stesso del marchio Xbox.
Le dichiarazioni più recenti di Sharma suggeriscono però una rivalutazione delle esclusive come strumento per rafforzare l’identità della piattaforma. Alcuni titoli di primo piano in sviluppo, come Gears of War: E-Day e Clockwork Revolution, resteranno legati all’ecosistema Xbox.
Non si tratterebbe di un ritorno totale al passato, ma di una strategia più selettiva volta a utilizzare i franchise più importanti come elementi distintivi del brand.
La ricostruzione di Jason Schreier, dal flop di Xbox One ad oggi
A fotografare il momento attraversato da Xbox è intervenuto anche Jason Schreier, giornalista di Bloomberg e tra le firme più autorevoli dell’industria videoludica, che ha recentemente pubblicato il video-saggio “How Things Got So Bad At Xbox”. L’obiettivo del lungo video è ricostruire il percorso che ha portato la divisione gaming di Microsoft dall’era Xbox One fino all’attuale fase di ristrutturazione.
Secondo Schreier, le difficoltà che sta riscontrando Xbox in questo periodo storico sono frutto di accadimenti che si sono susseguiti dopo la debacle di Xbox One. Nella generazione Xbox 360, l’hardware era ben piazzato sul mercato e competeva in un testa a testa con PS3. Poi l’arrivo di Xbox One, in vendita in bundle con Kinect, con la sua promessa di digitalizzare il gaming e l’obbligo iniziale di una connessione a internet, ha confuso i videogiocatori ed è risultato in vendite ben al di sotto delle aspettative. Praticamente la metà di quanto abbia venduto PS4.
Poi c’è stata la rivoluzione del Game Pass, che nelle intenzioni di Phil Spencer doveva essere una sorta di “Netflix dei videogiochi”, spostando quindi il focus dall’hardware al software.
Le massicce acquisizioni da parte di Microsoft di studi prestigiosi come Activision Blizzard e Bethesda hanno rafforzato l’immagine del brand, a un costo tuttavia altissimo. Tutti questi elementi, insieme alla necessità di dover trasformare l’infrastruttura in un ecosistema sostenibile e redditizio, hanno portato oggi alla ristrutturazione che porta la firma di Asha Sharma.
La figura di Asha Sharma emerge così come quella di una dirigente chiamata a gestire conseguenze maturate nell’arco di oltre un decennio. Nella lettura proposta da Schreier, l’attuale CEO si impone come la manager incaricata di attuare un profondo “reset” dopo anni di cambi di direzione, investimenti miliardari e risultati inferiori alle aspettative.
Una struttura più snella, ma più focalizzata?
A pochi mesi dal suo insediamento, Asha Sharma sta cercando di ridefinire l’identità di Xbox. Colpisce in modo particolare la decisione di ridimensionare alcune iniziative legate all’intelligenza artificiale, dal momento che lei stessa proviene da quel mondo; ma questo forse ci dice qualcosa in più sulla nuova dirigente, e cioè che non ha paura di mettersi in gioco, sparigliare le carte e prendere decisioni difficili.
Resta da capire se questo “reset” riuscirà davvero a invertire una fase complessa per il marchio. Quello che appare evidente è che il futuro della divisione gaming di Microsoft dipenderà in larga misura dalla capacità di Asha Sharma di trovare un equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e identità videoludica. Una sfida che potrebbe ridefinire Xbox per il prossimo decennio.

















