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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Wikipedia e Internet Archive a rischio: l'IA sta divorando la memoria del web

L'intelligenza artificiale sta riducendo il traffico verso le fonti e inquinando le risposte, danneggiando così Wikipedia e la Wayback Machine di Internet Archive.

5 min di lettura

Internet non funziona uomo disperato 123RF

Cerchi l’ora del tramonto su Google, e invece di andare su un sito web ti ritrovi con AI Overview, il modulo di intelligenza artificiale di Big G che ti anticipa la tua ricerca fornendo direttamente la risposta. Sbagliata, come accaduto ad alcuni utenti.

Un caso banale, che può succedere visto che parliamo di un servizio utilizzato ogni giorno da centinaia di milioni di persone, no? Mica per questo starà morendo il web, no?

Invece sì, in particolare Wikipedia e Internet Archive. Ecco perché.

L’intelligenza artificiale sta rovinando il web: ecco come

Non è strano che Google, che ha fondato il proprio successo sulla capacità di restituire l’informazione corretta, stia perdendo il suo tocco magico?

Se ne sono accorti quelli del blog di ricerca The Walrus, che proprio da questo punto comico hanno voluto sollevare una questione molto più profonda: la struttura che ha custodito la memoria digitale per decenni sta crollando, e l’integrazione massiccia dell’IA sta accelerando il declino.

Come? Ad esempio bloccando l’accesso alle pagine esistenti: l’interposizione dell’intelligenza artificiale crea un filtro soggetto a errori tra l’utente e la fonte originale. Di conseguenza, una pagina di partenza anche se esiste diventa praticamente introvabile. 

Oppure sfruttando un’unica fonte, tipo Reddit. Racconta The Walrus, quelli di 404 Media hanno scoperto che diverse aziende stanno deliberatamente inserendo contenuti su Reddit per condizionare le risposte generate dai motori di ricerca basati su IA, inquinando la base informativa pubblica da cui questi modelli attingono per generare i propri riassunti.

Proprio questi due esempi sono alla base del crollo di due grandi pilastri dell’Internet: Wikipedia e Internet Archive.

Come l’IA sta logorando Wikipedia

Per anni Wikipedia è stata il punto di riferimento dell’informazione online, con miliardi di visite veicolate dai motori di ricerca, diventando così uno dei progetti collaborativi a partecipazione volontaria più importanti al mondo.

Oggi invece, secondo The Walrus, “i sistemi di intelligenza artificiale estraggono e inglobano direttamente i contenuti di Wikipedia quando presentano i risultati“. Così l’utente non ha più la necessità di cliccare sul link per visitare l’enciclopedia.

Wikipedia finisce così per diventare la causa involontaria della propria crisi: con il calo dei visitatori diminuiscono drasticamente sia il sostegno economico dei donatori sia l’arrivo di nuovi contributori volontari, risorse indispensabili per mantenere la piattaforma aggiornata e attiva.

Internet Archive in rovina tra bug e cause legali per l’IA

Destino infausto anche per Internet Archive, ma con tanto di beffa da parte di chi prima la utilizzava. Oltre a salvare dal degrado file audio, documenti storici e libri, la struttura è nota principalmente per la Wayback Machine, la funzione che ha memorizzato centinaia di miliardi di pagine web nel corso degli anni.

Fin dal suo lancio, professionisti come giornalisti, avvocati, storici e ricercatori hanno fatto affidamento su questo archivio per recuperare pagine rimosse, verificare dichiarazioni passate ed esaminare lo storico delle modifiche ai siti.

Oggi però sta crollando, in parte a causa dell’impegno ingegneristico ed economico necessario per sostenere una quantità di dati in continua crescita, e in parte per via di attacchi informatici e complesse controversie legali.

Al punto che, paradossalmente, “le testate giornalistiche hanno iniziato a bloccare i crawler della Wayback Machine per timore che le pagine archiviate possano fornire alle aziende di intelligenza artificiale una fonte indiretta di materiale protetto da copyright“.

Cosa fare per limitare l’intelligenza artificiale?

Trovare delle alternative, ad esempio attraverso Google. Fai una ricerca e scopri che in altri Paesi già stanno sviluppando e adottando delle soluzioni più salubri.

Come ad esempio Qwant, un motore di ricerca sviluppato in Francia e con server situati in Europa adottato da fine 2018 dall’Assemblea nazionale e dal Ministero delle Forze Armate. Sue particolarità: non memorizza la cronologia delle ricerche, non cede i dati personali e non propone annunci pubblicitari basati sul tracciamento degli utenti.

Qualità che l’hanno portata a varcare anche i confini transalpini, fino ad approdare al Parlamento Europeo. A dimostrazione di come la gestione e il recupero delle informazioni non sia una roba di secondo piano, soprattutto quando si parla anche di sicurezza pubblica.

FAQ

Perché l’IA di Google sarebbe un problema per il web?

Perché intercetta le ricerche e mostra risposte già pronte, riducendo i clic verso le fonti originali. Così siti come Wikipedia ricevono meno visite e perdono visibilità, entrate e contributori.

In che modo Wikipedia viene penalizzata?

I sistemi di IA estraggono i contenuti e li riassumono direttamente nei risultati. L’utente legge lì la risposta e non visita più Wikipedia, con effetti negativi su donazioni e partecipazione volontaria.

Cosa sta succedendo a Internet Archive?

Sta soffrendo per costi tecnici elevati, attacchi informatici e dispute legali. Inoltre molti siti bloccano i crawler della Wayback Machine per timore che l’IA usi gli archivi come fonte indiretta di copyright.

Esistono alternative a Google più attente ai dati?

Sì, ad esempio Qwant: è un motore di ricerca europeo che non memorizza la cronologia, non vende i dati personali e non usa pubblicità basata sul tracciamento. È già adottato da istituzioni francesi ed europee.