Wikipedia, 25 anni di conoscenza libera e ostinata: ancora per quanto?
Wikipedia celebra i suoi primi 25 anni: l'enciclopedia ha cambiato il web e ora deve fare i conti con nuove sfide e, soprattutto, con la minaccia dell'intelligenza artificiale

Wikipedia celebra i suoi primi 25 anni. L’enciclopedia “libera e collaborativa”, infatti, è stata fondata il 15 gennaio 2001 da Jimmy Wales e Larry Sanger. Sostenuta da Wikimedia Foundation, un’organizzazione non a scopo di lucro americana, Wikipedia è cresciuta nel corso degli anni, diventando un punto di riferimento per la conoscenza. Si tratta della più grande opera enciclopedica mai realizzata. Il nome è la fusione tra wiki (termine hawaiano che significa rapido) e il suffisso pedia (dal greco paideíā ovvero formazione).
Un punto di riferimento per la conoscenza
Wikipedia è diventata subito un punto di riferimento del web. In appena un anno di attività, infatti, l’enciclopedia libera raggiunse quasi 20.000 voci distribuite su un totale di 18 edizioni in lingue differenti. Alla fine del 2004, invece, le edizioni disponibili dell’enciclopedia salirono a 161 (questi numeri sono forniti direttamente dalla pagina di Wikipedia). Nel corso del tempo, sono nati tanti progetti collegati all’enciclopedia (Wikizionario, Wikibooks, Wikisource, Wikispecies, Wikiquote, Wikinotizie, Wikiversità e Wikivoyage) che dal 2003 è sostenuta direttamente da Wikimedia Foundation e dalle donazioni degli utenti.
Un’enciclopedia libera
Uno degli aspetti chiave del successo di Wikipedia è la sua libertà. La piattaforma non ha sistemi di monetizzazione. Non c’è pubblicità e non è necessario attivare abbonamenti per l’accesso a funzionalità premium. L’enciclopedia non è pensata per guadagnare ma per diffondere il sapere e la conoscenza. Come sottolineato in precedenza, l’esistenza di Wikipedia si basa sulle donazioni.
Il carattere partecipativo di Wikipedia è uno degli elementi principali dell’enciclopedia, ma, nello stesso tempo, è anche uno dei fattori che più hanno influito sulle difficoltà registrate dalla piattaforma nel corso degli anni.
L’enciclopedia, infatti, è stata soggetta ad atti di vandalismo, spesso legati a motivi politici, ma anche agli effetti delle “edit wars“, i conflitti interni tra i redattori (volontari) che si occupano della stesura delle voci.
Non sono mancate accuse di faziosità e disinformazione. Nel 2009, Umberto Eco scrisse per L’Espresso un lungo articolo su Wikipedia, confermando di usarla spesso ma di confrontare le informazioni ottenute con altre voci adottando la tecnica che lui stesso definì come la “tecnica dello studioso di professione“.
L’AI contro Wikipedia?
Per il suo futuro, Wikipedia dovrà fare i conti con l’intelligenza artificiale e con tutti gli effetti legati all’utilizzo di questa tecnologia. L’AI può rappresentare una minaccia per l’esistenza stessa dell’enciclopedia. I motivi sono diversi. Per prima cosa bisogna considerare la disinformazione e la possibilità di utilizzare l’AI per modificare rapidamente tante voci, con dati errati. Uno scenario di questo tipo può minare l’autorevolezza dell’enciclopedia stessa anche se il sistema di registrazione delle modifiche rappresenta una prima difesa contro il rischio di disinformazione.
L’AI, inoltre, rischia di diventare un ostacolo all’accesso alla piattaforma. Tecnologie come AI Overview di Google, infatti, offrono risposte, non sempre corrette, come primo risultato di ricerca, recuperando informazioni anche da Wikipedia. In questo modo, le pagine dell’enciclopedia finiscono in secondo piano e non c’è la certezza che l’AI abbia generato un riassunto veritiero, partendo dalle fonti corrette.


















