Vortice polare, cosa sta succedendo sull’Artico: possibili effetti sull’autunno
Il vortice polare si sta riformando sull’Artico, ma il suo ritorno non preannuncia automaticamente il freddo. Ecco da cosa dipendono i possibili effetti sull’Italia.

- Il vortice polare stratosferico sta riformandosi sull’Artico secondo un andamento stagionale normale, senza indicare da solo un autunno freddo in Italia.
- La sua intensità può però influenzare la circolazione atmosferica, soprattutto se le anomalie in quota raggiungono la troposfera e spostano la corrente a getto.
- La perdita di ghiaccio artico favorisce riscaldamenti stratosferici improvvisi e rende il vortice più vulnerabile, ma restano decisive le condizioni dei prossimi mesi.
Il vortice polare stratosferico sta tornando a formarsi sopra il Mar Glaciale Artico. Il fenomeno è tipico della fase conclusiva dell’estate boreale ed è legato all’avanzamento del ciclo stagionale. La sua ricomparsa, tuttavia, non permette di prevedere un autunno freddo in Italia. Le possibili conseguenze dipenderanno dall’evoluzione della circolazione atmosferica nei prossimi mesi.
- Come si forma il vortice polare stratosferico?
- Quali effetti può avere il vortice polare sull’Italia?
- La riduzione del ghiaccio artico può favorire i riscaldamenti stratosferici
- Perché non è ancora possibile prevedere l’autunno
Come si forma il vortice polare stratosferico?
Durante l’estate, sopra il Polo Nord domina un anticiclone stratosferico. Man mano che la radiazione solare diminuisce, l’atmosfera polare perde calore e la stratosfera (il secondo strato dell’atmosfera terrestre, situato tra i 10 e i 50 chilometri di altitudine sopra la superficie della Terra) comincia a raffreddarsi. Intorno all’Artico prende così forma una vasta circolazione dominata da venti occidentali.
Uno dei primi segnali emerge al livello di pressione di 10 hPa, dove i venti cambiano direzione rispetto alla fase estiva. Le correnti occidentali riprendono a rafforzarsi, mentre il vortice acquista progressivamente intensità.
L’attuale tempistica rientra nella normale evoluzione stagionale. In passato, la formazione è stata osservata già il 20 agosto, come avvenne nel 1961. Il caso più tardivo risale invece al 2 settembre 1974.
Quali effetti può avere il vortice polare sull’Italia?
Il vortice, da solo, non determina il tempo al suolo. Per produrre conseguenze effettive, le anomalie sviluppate nella stratosfera devono propagarsi fino alla troposfera. Quando questo collegamento si instaura, può cambiare la posizione della corrente a getto, con ripercussioni sulle traiettorie delle perturbazioni.
Un vortice particolarmente forte tende a confinare l’aria fredda alle alte latitudini. In questa configurazione, alle medie latitudini può prevalere una circolazione occidentale più mite.
Al contrario, un indebolimento del vortice aumenta la possibilità che masse d’aria artica raggiungano latitudini inferiori. Il freddo, però, non è necessariamente destinato a dirigersi verso l’Italia. La traiettoria delle irruzioni dipende dalla configurazione atmosferica presente nella troposfera.
La riduzione del ghiaccio artico può favorire i riscaldamenti stratosferici
Una ricerca basata su osservazioni e simulazioni climatiche ha individuato un legame tra la riduzione del ghiaccio marino artico e l’aumento dei riscaldamenti stratosferici improvvisi. Questi episodi possono provocare un rapido incremento della temperatura nella stratosfera polare, indebolendo il vortice.
Secondo i dati analizzati, la frequenza dei riscaldamenti stratosferici è passata da 5,5 a 7,6 eventi ogni dieci anni tra i due periodi esaminati. Il numero degli inverni caratterizzati da più episodi è salito da uno a 1,6 per decennio.
Le simulazioni indicano che la perdita di ghiaccio altera il percorso delle onde planetarie e ne favorisce la propagazione verso il Polo. Il vortice può così diventare più vulnerabile ai disturbi. Lo studio collega questo processo a effetti più persistenti sulla circolazione atmosferica vicina alla superficie.
Perché non è ancora possibile prevedere l’autunno
Il ritorno del vortice rappresenta, per il momento, un normale passaggio del ciclo stagionale. Le ricerche sulla diminuzione del ghiaccio artico descrivono tendenze climatiche, ma non costituiscono una previsione per l’Italia nelle prossime settimane.
Per valutare eventuali ripercussioni sarà necessario monitorare l’intensità del vortice e verificare se le anomalie stratosferiche riusciranno a raggiungere gli strati inferiori dell’atmosfera. Soltanto allora sarà possibile capire se questa struttura contribuirà davvero a modificare la circolazione autunnale.
FAQ
Sta tornando a formarsi sopra il Mar Glaciale Artico, come accade di norma nella fase finale dell’estate boreale, quando la stratosfera polare si raffredda.
Non basta a dirlo. Le conseguenze dipendono da come evolverà la circolazione atmosferica nelle prossime settimane e da come si collegherà alla troposfera.
Con il calo della radiazione solare, l’anticiclone stratosferico estivo lascia spazio a una vasta circolazione di venti occidentali attorno all’Artico.
Può aumentare la probabilità di irruzioni fredde verso latitudini più basse, ma la direzione finale delle masse d’aria dipende dalla configurazione della troposfera.
Sì, la riduzione del ghiaccio marino artico è stata collegata a un aumento dei riscaldamenti stratosferici improvvisi, che possono rendere il vortice più fragile.






















