Perché vietare i social network ai minori di 15 anni può essere un'idea vincente
La Francia ha approvato il blocco ai social per gli Under 15: ecco alcune motivazioni per cui questa scelta potrebbe rivelarsi un'idea vincente

Negli ultimi mesi, molti Stati hanno scelto di introdurre una regolamentazione più rigida per quanto riguarda l’accesso ai social network per i minori. Si tratta di un tema estremamente attuale e che richiede norme ben precise, in grado di indirizzare l’attività delle piattaforme ma anche di regolarne l’utilizzo per i più giovani. L’ultimo caso in ordine di tempo arriva dalla Francia, dove è stato approvato un nuovo divieto all’utilizzo dei social network.
Cosa ha stabilito la Francia
Con l’ok da parte dell’Assemblea nazionale è arrivato il via libera al disegno di legge che vieterà l’accesso ai social network agli Under 15 con l’obiettivo di tutelare la salute mentale e fisica dei più giovani. La normativa entrerà in vigore a partire dal prossimo 1° settembre 2026.
Il provvedimento è stato fortemente sostenuto dal presidente Emmanuel Macron ed è stato approvato a larga maggioranza (130 voti favorevoli e 21 voti contrari). La misura definita dalla Francia rappresenta un punto di svolta per l’UE. Si tratta della prima nazione europea ad adottare questo tipo di divieto per l’accesso alle piattaforme social.
Sulla scia di quanto fatto dalla Francia, che ha ricevuto anche l’ok da parte della Commissione europea, altri Paesi europei potrebbero seguire l’esempio e introdurre blocchi più stringenti e limitare l’accesso ai social per i giovanissimi. Anche in Italia, nel prossimo futuro, si potrebbe registrare un provvedimento di questo tipo. Ricordiamo che TikTok ha già attivato un sistema di verifica dell’età per vietare l’utilizzo della piattaforma agli Under 13. Questi sistemi spesso utilizzano anche l’intelligenza artificiale.
Una misura importante
Negli ultimi anni, la crescita dell’utilizzo dei social network ha coinvolto tutti gli utenti del web con anche i giovanissimi che finiscono “preda” degli algoritmi. Per i sostenitori di misure di questo tipo, i vantaggi legati al blocco ai social sono tanti. Introdurre un divieto all’utilizzo dei social network per i più giovani può avere effetti positivi sulla loro salute e sul loro sviluppo, fisico e mentale.
Il blocco ai social per i minori, infatti, permette di ridurre l’esposizione a contenuti inappropriati alla loro età e aiuta anche a prevenire fenomeni di cyberbullismo e di molestie online, che possono avere un impatto enorme sui più giovani.
Da non sottovalutare il rischio di dipendenza dai social: gli algoritmi hanno l’obiettivo di spingere gli utenti a utilizzare sempre di più le piattaforme, consumando un contenuto dopo l’altro. Si tratta di un meccanismo che può generare una forte dipendenza, soprattutto tra i minori.
La questione può avere un impatto anche per quanto riguarda la protezione della salute mentale (i social possono essere causa di ansia, stress e altre emozioni negative) e la riduzione dell’esposizione alla disinformazione.
Un blocco all’accesso agli Under 15, come quello definito dalla Francia, può favorire lo sviluppo di relazioni “offline” tra i più giovani e può anche garantire una tutela della privacy, riducendo il rischio che il minore divulghi informazioni personali online.
Le normative che fissano un blocco all’accesso ai social da sole non bastano: lo stop alle piattaforme, infatti, dovrebbe rendere sempre più centrale il ruolo educativo dei genitori e della scuola, elementi fondamentali per lo sviluppo e la formazione dei più giovani.





















