Questa vecchia moneta da 5 lire può valere fino a 30mila euro
Può una vecchia moneta fruttare tanti soldi? Sì, se è davvero rara: come quella da 5 lire, che in alcuni casi arriva ad avere un valore pari addirittura a 30mila euro.

Chiunque sia appassionato di numismatica sa bene che le vecchie monete possono guadagnare valore con il passare del tempo, soprattutto se sono conservate in perfette condizioni e se appartengono ad una serie molto rara (o con errori di conio). Può persino capitare di avere qualche vecchia lira dimenticata in casa, pensando che non abbia ormai più alcun valore, e di ritrovarsi invece con un piccolo tesoretto tra le mani. È il caso di questa moneta da 5 lire, che può fruttare fino a 30mila euro. Ecco cosa sappiamo.
La moneta da 5 lire che vale fino a 30mila euro
Molte persone hanno tenuto da parte qualche vecchia moneta quando, con il passaggio dalle lire agli euro, le prime sono andate pian piano fuori corso. Per alcuni voleva essere solamente un ricordo nostalgico dei tempi andati, altri invece avevano già valutato la possibilità di guadagnarci qualcosa. Le monete antiche acquistano infatti valore, purché ben conservate e magari considerate rare. In alcuni casi, addirittura, si parla di migliaia di euro a fronte di una moneta che, in origine, valeva davvero pochissimi spiccioli. Come la 5 lire d’argento che raffigura il volto di Vittorio Emanuele II, coniata nel 1861.
Si tratta di una delle prime monete emesse dall’allora neonato Regno d’Italia, la quale omaggia il sovrano che già in precedenza deteneva il titolo di Re di Sardegna. È molto rara, perché venne coniata in pochissimi pezzi (si stimano poco più di 20mila) presso la zecca di Firenze, qualche mese prima dell’unificazione d’Italia. In seguito, infatti, la produzione venne spostata in altre città e poi si stabilì definitivamente a Roma. Per individuarla, ci si può affidare ad alcuni dettagli: il valore della moneta espresso in lettere attorno allo stemma di Casa Savoia, così come la dicitura “Firenze” affiancata dal mese e dall’anno di coniatura. Se un esemplare in buone condizioni può essere venduto attorno ai 3mila euro, una moneta in Fior di Conio – ovvero mai circolata – arriva ad essere battuta all’asta fino a 30mila euro.
Il valore delle vecchie monete da 5 lire
Certo, non è da tutti avere in casa una vecchia moneta da 5 lire del 1861: se non siete tra i pochissimi fortunati, potete comunque rovistare nella vostra piccola collezione numismatica alla ricerca di qualche altro pezzo interessante. Come ad esempio le monete da 5 lire con il delfino, coniate dalla Repubblica Italiana tra il 1951 e il 2001. Decisamente molto meno rare, hanno un valore più basso – ma possono comunque darvi qualche soddisfazione. Queste monete sono realizzate in Italma, una lega a base di alluminio, con un delfino stilizzato e il valore nominale “5” sul davanti. Il retro, invece, raffigura il timone di una nave.
Le monete da 5 lire più comuni non possono offrire alcun guadagno interessante: sono state infatti coniate in milioni di esemplari, e se in buone condizioni arrivano ad un valore compreso tra 1 e 5 euro. Il Fior di Conio, invece, tocca i 15 euro. Diversa è la situazione nel caso in cui ci si trovi davanti ad una moneta appartenente ad un’annata particolare, come le 5 lire del 1956. È la più rara in assoluto, e il suo valore (in ottime condizioni) può arrivare a 2mila euro. Anche le 5 lire del 1951, appartenenti alla prima edizione, hanno un buon valore compreso tra 50 e 100 euro.

















