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Mondiali 2026, arriva il VAR 3D con avatar realistici e nuovo fuorigioco: come funziona

Addio vecchio fuorigioco e polemiche, ora c'è il VAR 3D con avatar di tutti i calciatori: come funzione la tecnologia all'esordio ai Mondiali 2026

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Check VAR per fuorigioco IPA

La tecnologia trova sempre più spazio nel mondo del calcio, tra pro e contro. Nessuno ha da protestare contro la goal line technology, ad esempio, per quanto considerare non goal una palla che è oltre la linea per il 99% della propria superficie costringe di certo ad appellarsi alle altissime sfere.

In molti hanno invece di cui parlare quando si tratta di VAR, eccome. L’uso che se ne fa è soggettivo e muta di partita in partita. Molti episodi simili vengono giudicati in maniera differente, creando più dissapori rispetto al passato.

Qualcosa è però sul punto di cambiare, nuovamente. Ai Mondiali Fifa 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico, il fuorigioco avrà un aspetto totalmente differente. Niente figure bidimensionali a rappresentare i giocatori, bensì un VAR 3D iperrealistico, con avatar ricreati di tutti i calciatori. In tempo reale, dunque, l’intelligenza artificiale proporrà l’azione, analizzandola. Un sistema sviluppato da Lenovo, in collaborazione con FIFA e Hawk-Eye Innovations. Di fatto la più grande rivoluzione tecnologica nella storia dell’arbitraggio calcistico.

Il problema del VAR attuale

Il VAR 3D risolverà, dunque, i problemi attuali in toto? Tutt’altro. Le polemiche resteranno vive, in assenza di un regolamento d’uso degli assistenti dotati di schermi che valga davvero per tutte le circostanze. Qualcosa di codificato al meglio, dunque, che tenga conto di ogni circostanza, almeno in teoria.

Questa tecnologia, però, pone la parola fine almeno a un tipo di discussione. Così come l’orologio mette tutti d’accordo, segnalando all’arbitro se il pallone sia entrato o meno, il VAR 3D dirà scientificamente se si tratta di fuorigioco o no.

Un’innovazione introdotta in realtà durante i Mondiali di Qatar 2022, almeno in parte. I dati erano affidabili e il calcolo preciso grazie alla Semi-Automated Offside Technology (SAOT). Il problema? La gente non lo capiva.

Due linee tracciate su un fotogramma congelato, una piccola figurina stilizzata che poteva sembrare in fuorigioco o meno a seconda dell’angolazione, rendevano poco. Il tutto mostrato poi per pochi secondi sugli schermi dello stadio e in TV. Polemiche infinite garantite e quella sensazione di poca chiarezza nel metodo.

Pierluigi Collina, capo degli arbitri FIFA, si è così espresso durante la presentazione del sistema a Milano: “Con due linee tracciate sul terreno era difficile percepire la posizione reale di una spalla o della testa. Avere una rappresentazione tridimensionale cambia tutto”.

Come funziona il VAR 3D

Il nuovo sistema del VAR 3D si basa su tre pilastri tecnologici. Il primo è quello della creazione degli avatar. Guardando al Mondiale, tutti i 1.248 giocatori delle 48 nazionali partecipanti avranno un “gemello digitale”. I singoli soggetti verranno infatti sottoposti a scansione 3D tramite un sistema di 36 fotocamere ad alta risoluzione disposte in cerchio.

Un processo della durata di appena 100 millisecondi, che produce un avatar tridimensionale personalizzato. Non un “manichino” virtuale, bensì una replica con le fattezze reali del giocatore, dal volto alla corporatura, dall’altezza alla capigliatura.

La tecnologia è nota come 3D Gaussian Splatting, che è un metodo di AI che ricostruisce oggetti tridimensionali a partire da immagini bidimensionali. I dettagli più complessi, come capelli, lineamenti del viso e dettagli della divisa, sono gestiti da algoritmi specializzati. Un sistema di verifica automatica, poi, controlla la postura durante la scansione.

Il secondo pilastro è rappresentato dalle telecamere di tracciamento. Sono 12 quelle installate sotto il tetto in ogni stadio dei Mondiali. Sono separate da quelle sfruttate per le riprese TV. Tracciano il movimento di ogni giocatore in campo, identificando 29 punti del corpo per ognuno di loro. Il tutto con una precisione al di sotto del centimetro (in alcuni casi parliamo di 5 millimetri).

Il terzo pilastro è un pallone intelligente. Questo è connesso, essendo dotato di un microchip interno che invia 500 segnali al secondo. Ciò permette di determinare con esattezza assoluta il momento in cui il passaggio viene effettuato. Ecco risolto il punto critico di ogni decisione legata al fuorigioco.

Cosa vedrà il pubblico

Rispetto al passato, la differenza sarà evidente e immediata nella resa finale. Non più linee piatte sovrapposte al campo, proposte sugli schermi allo stadio e nei salotti dei tifosi. Apparirà invece una ricostruzione 3D della scena.

Gli avatar realistici dei giocatori saranno posizionati nello spazio tridimensionale, esattamente come si trovavano al momento del passaggio. Sarà possibile ruotare la visuale, guardandola da diverse angolazioni, così da capire con chiarezza se una spalla, un ginocchio o la punta di un piede superi la linea dell’ultimo difensore. Una rappresentazione comprensibile finalmente.

La FIFA insiste però sulla centralità dell’arbitro. La decisione finale resta umana. Se l’AI genera dati e visualizzazioni, il direttore di gara è quello che decide, coadiuvato dalla sala VAR. La tecnologia resta dunque uno strumento, non diventa un sostituto.