Vi presentiamo l'Uragasauro, un dinosauro dal collo lungo finora sconosciuto
Una nuova specie di sauropode scoperta in Thailandia amplia la distribuzione dei dinosauri dal collo lungo e offre nuove informazioni sull'evoluzione del Giurassico.

- In Thailandia è stata scoperta una nuova specie di sauropode dal collo lungo, Uragasaurus kalasinensis, datata a circa 143 milioni di anni fa.
- La specie è stata identificata a partire da una singola vertebra con caratteristiche anatomiche uniche rilevate anche tramite tomografia, che la distinguono da altri dinosauri noti.
- La scoperta amplia la diffusione dei mamenchisauridi oltre la Cina, suggerendo una distribuzione più ampia e offrendo nuove informazioni sull'evoluzione degli ecosistemi giurassici in Asia.
Scoperto in Thailandia un nuovo dinosauro dal collo lungo vissuto circa 143 milioni di anni fa. Battezzato Uragasaurus kalasinensis, apparteneva al gruppo dei sauropodi e potrebbe contribuire a riscrivere la distribuzione geografica di questi giganti erbivori durante il Giurassico superiore. A sorprendere i ricercatori è il fatto che la nuova specie sia stata identificata partendo da una sola vertebra, rivelatasi però ricca di caratteristiche uniche.
- Un nuovo gigante emerso dalla Thailandia
- Una vertebra racconta una nuova specie
- Che cos'era l'Uragasauro
- Perché questa scoperta è importante
Un nuovo gigante emerso dalla Thailandia
La storia dell’Uragasauro inizia nella Formazione Phu Kradung, uno dei più importanti giacimenti fossiliferi della Thailandia.
Qui un gruppo di paleontologi guidato da Apirut Nilpanapan dell’Università di Mahasarakham ha studiato una vertebra fossile che, dopo approfondite analisi, si è rivelata appartenere a una specie mai descritta prima.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, colloca questo dinosauro dal collo lungo a circa 143 milioni di anni fa, quando l’attuale Sud-est asiatico era ricoperto da vaste foreste attraversate da grandi sistemi fluviali.
Proprio quei fiumi, nel corso di milioni di anni, hanno depositato sedimenti che hanno favorito la conservazione dei resti fossili arrivati fino ai giorni nostri.
Una vertebra racconta una nuova specie
Può sembrare sorprendente che un singolo osso sia sufficiente per identificare una specie sconosciuta, ma in paleontologia accade quando un reperto presenta caratteristiche anatomiche inconfondibili.
Gli studiosi hanno esaminato il fossile sia a occhio nudo sia attraverso tomografia computerizzata. Le scansioni hanno evidenziato una particolare disposizione delle cavità lasciate dall’apparato respiratorio all’interno della vertebra e una singolare struttura a forma di Y nelle creste ossee esterne.
La combinazione di questi elementi non coincide con quella osservata in nessun altro dinosauro noto, motivo per cui i ricercatori hanno proposto la nuova specie Uragasaurus kalasinensis.
Nell’area erano già stati recuperati altri resti attribuibili a sauropodi, ma nessuno mostrava dettagli anatomici abbastanza distintivi da consentire un’identificazione certa.
Che cos’era l’Uragasauro
L’uragasauro apparteneva ai mamenchisauridi, una famiglia di sauropodi celebre per aver sviluppato alcuni dei colli più lunghi mai comparsi sulla Terra.
La maggior parte delle specie di questo gruppo era stata scoperta finora in Cina, dove alcuni esemplari raggiungevano colli superiori ai dieci metri.
Le dimensioni precise del nuovo dinosauro non possono essere ricostruite con certezza perché il materiale fossile è ancora limitato.
Tuttavia, confrontandolo con i suoi parenti più stretti, gli studiosi ritengono plausibile che potesse raggiungere una lunghezza complessiva compresa tra i 20 e i 30 metri, confermandosi tra i grandi erbivori del suo tempo.
Perché questa scoperta è importante
L’identificazione dell’Uragasauro aggiunge un dato significativo alla ricostruzione dell’evoluzione dei dinosauri nel continente asiatico. Finora i mamenchisauridi sembravano concentrati soprattutto nell’attuale territorio cinese.
La presenza di questa nuova specie in Thailandia suggerisce invece che il gruppo fosse distribuito su un’area molto più ampia durante il Giurassico superiore.
Ogni nuova scoperta di questo tipo permette inoltre di comprendere meglio come si siano evoluti gli ecosistemi preistorici e in che modo gli animali si siano spostati tra regioni oggi molto distanti ma che, milioni di anni fa, presentavano condizioni ambientali profondamente diverse.
L’Uragasauro dimostra anche quanto sia prezioso continuare a studiare reperti apparentemente modesti. Una sola vertebra, osservata con tecnologie moderne e confrontata con i fossili già noti, è bastata per rivelare l’esistenza di un dinosauro rimasto nascosto alla scienza fino a oggi.
Il patrimonio paleontologico conserva ancora molte sorprese e ogni fossile può contribuire ad arricchire la storia della vita sulla Terra.

















