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Ecco dove si sta spostando l'uragano Melissa

Allerta per l'uragano Melissa, che si sposta lentamente e promette una generale devastazione lungo il percorso

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Uragano Melissa 123RF

La tempesta tropicale Melissa si è trasformata rapidamente in un uragano di categoria 4. Stando alle previsioni, ci saranno forti piogge record su Giamaica e Haiti, con rischio inondazioni e frane devastanti.

Ci si prepara a fronteggiare una delle tempeste più violente degli ultimi anni. Melissa, classificata come tempesta tropicale fino a pochi giorni fa, era chiaramente destinata a intensificarsi, fino a raggiungere lo status di uragano maggiore. Ciò si traduce in venti di oltre 200 km orari e precipitazioni eccezionali.

Stando al National Hurricane Center, alcune zone della Giamaica potrebbero ricevere tra 250 e 500 millimetri di pioggia entro lunedì 27 ottobre. Una quantità in grado di sommergere intere aree urbane e rurali.

Uragano di categoria 4

Giovedì 23 ottobre l’allerta è divenuta estremamente grave, considerando i venti a 97 km/h. Venerdì 24 Melissa ha raggiunto la forza di un uragano di categoria 1 e domenica 26 ottobre dovrebbe diventare di categoria 3.

L’apice è atteso tra lunedì e martedì prossimi, 27 e 28 ottobre, quando la traiettoria dovrebbe piegare verso nord, lambendo o attraversando la Giamaica, prima di dirigersi verso Cuba. Brian McNoldy, ricercatore dell’Università di Miami, ha definito la situazione come “particolarmente pericolosa”. Il motivo? La tempesta si muove lentamente. Si sposta infatti di 3 km all’ora, più lenta di una persona che cammina: “Questo significa che le stesse aree resteranno sotto pioggia e venti per molto più tempo del normale”.

Il pericolo maggiore: la pioggia

Quando si parla di uragani, generalmente il primo elemento d’allarme è rappresentato dai venti. Gli esperti però sottolineano come il pericolo più letale sia l’acqua. Non mancano esempi recenti: l’uragano Harvey nel 2017 scaricò oltre 1.200 millimetri di pioggia su Houston. Helene nel 2024, invece, causò alluvioni catastrofiche negli Appalachi, dopo precipitazioni continue per giorni.

Ci si aspetta qualcosa di simile dall’uragano Melissa, con circa 50 cm di pioggia tra Haiti e Giamaica. Una condizione aggravata dall’orografia delle isole. Si pensi che le catene montuose interne favorirebbero le frane, amplificando la quantità di pioggia che potrebbe riversarsi al suolo.

Il ruolo del cambiamento climatico

Gli esperti ritengono che l’intensità crescente di questi fenomeni estremi si colleghi al riscaldamento globale. L’aria trattiene infatti più vapore acqueo a causa dell’aumento delle temperature oceaniche e atmosferiche. Ciò trasforma ogni tempesta in una potenziale “bomba d’acqua”. L’analisi è semplice, da questo punto di vista, con maggiore calore che si traduce in più umidità e, dunque, più pioggia.

Inoltre, il lento movimento della tempesta amplifica gli effetti disastrosi: “Essere colpiti da un uragano è sempre pericoloso”, spiega McNoldy. “Ma essere colpiti da un uragano che non si muove è infinitamente peggio”.

Il terreno montuoso della Giamaica e di Hispaniola (comprende Haiti e Repubblica Dominicana) rende la regione particolarmente vulnerabile. L’acqua, spinta dalle piogge torrenziali, scorre velocemente verso le vallate, generando “flash flood” improvvise e colate di fango. In molti casi, anche una pioggia di 30 centimetri può distruggere infrastrutture, strade e abitazioni, ma con 50 centimetri il pericolo diventa “ingestibile per qualunque sistema di drenaggio”