Libero
SCIENZA

Come nascono gli uragani? Il caldo torrido c'entra forse qualcosa? La scienza spiega

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla nascita degli uragani, anche in relazione al caldo torrido e ai cambiamenti climatici

3 min di lettura

Gli uragani sono tra i fenomeni naturali più pericolosi e combinano venti impetuosi e piogge torrenziali, causando tempeste molto potenti. Quando arrivano in prossimità della terraferma, inoltre, possono causare danni notevoli, soprattutto per via del vento forte, con il rischio di generare anche dei tornado, che possono accrescere i rischi e i danni causati. La pioggia ad alta intensità può provocare inondazioni. I cambiamenti climatici possono rendere gli uragani più intensi e, quindi, più pericolosi. Ecco i dettagli in merito.

Cosa si intende per uragani

L’attuale classificazione definisce una tempesta tropicale come un uragano quando i venti superano le 74 miglia orarie (circa 119 km/h). Per classificare questi fenomeni si utilizza la scala Saffir-Simpson.

C’è un altro elemento da considerare. Una tempesta può assumere nomi diversi in base  alla regione. Quando si sviluppa nell’Oceano Atlantico settentrionale, infatti, viene definita come uragano.

La stessa definizione riguarda le tempeste nel Pacifico settentrionale,  centro-settentrionale e nel Pacifico settentrionale orientale. I cicloni, invece, sono quelli che si sviluppano nel Pacifico meridionale e nell’Oceano Indiano, mentre i tifoni provengono dal Pacifico nord-occidentale.

Come si formano gli uragani

Ad approfondire e riepilogare la questione legata alla formazione degli uragani è un interessante articolo di National Geographic che ha analizzato il tema, evidenziando alcuni aspetti centrali.

Gli uragani hanno origine come perturbazioni tropicali in acque oceaniche calde con temperature superficiali di almeno 27° C. I mari caldi, infatti, alimentano i sistemi di bassa pressione e possono scatenare fenomeni naturali particolarmente intensi.

Le tempeste che si formano assorbono calore dall’aria calda e umida dell’oceano e lo rilasciano attraverso la condensazione del vapore acqueo nei temporali. Tutto ruota intorno a un centro di bassa pressione, largo circa 30-60 chilometri, che viene chiamato occhio.

La pericolosità degli uragani

Gli uragani possono essere pericolosi in vari modi; il forte vento può comportare danni significativi e le mareggiate possono risultare ancora più devastanti, causando non pochi problemi lungo le coste.

Uno studio del 2014 ha confermato che mareggiate e inondazioni sono gli aspetti più pericolosi degli uragani e sono responsabili dei tre quarti dei decessi dovuti ai cicloni tropicali atlantici.

Ricordiamo che strumenti IA stanno cercando di prevedere gli uragani.

Perché il cambiamento climatico influenza gli uragani

Uno dei fattori più rilevanti per quanto riguarda la formazione degli uragani è il clima e, di conseguenza, il cambiamento climatico può rappresentare un fattore in grado di influenzare in modo significativo la pericolosità di questi fenomeni. Gli eventi meteorologici estremi sono diventati più intensi.

Di conseguenza, oggi il rischio di dover fare i conti con un uragano molto pericoloso è ancora più elevato. L’aumento delle temperature, legato al cambiamento climatico, può avere un impatto sulla formazione degli uragani, soprattutto in alcune aree geografiche.

Da segnalare, inoltre, che le temperature più alte possono rallentare i cicloni tropicali e, quindi, prolungare il tempo di passaggio sulla terraferma, con mareggiate, forti venti e precipitazioni che possono durare di più.