Il "Terminator" delle nevi: Unitree G1 macina 130.000 passi in condizioni estreme
Munito di piumino e protezioni in plastica, il "Terminator" delle nevi ha compiuto una grande impresa: il nuovo record stabilito dall'umanoide G1 di Unitree.

Altro che laboratori asettici e fiere tecnologiche. L’ultima impresa della robotica bipedale si è consumata tra i ghiacci di monti Altai nello Xinjiang, in Cina, dove il robot umanoide G1 di Unitree ha dimostrato che il futuro delle macchine intelligenti è pronto ad affrontare il mondo reale. Il "Terminator" delle nevi ha percorso una marcia autonoma di oltre 130.000 passi a una temperatura estrema di -47,4 °C e, così facendo, ha stabilito un nuovo record di resistenza per la sua categoria.
L’impresa del robot umanoide di Unitree
A una temperatura estrema di quasi 50 gradi sotto lo zero, l’elettronica convenzionale smette di funzionare, le batterie perdono istantaneamente capacità e i lubrificanti dei giunti diventano viscosi come la colla. Ma, quindi, il robot G1 come ha fatto a compiere un’impresa del genere, senza subire guasti?
Gli ingegneri di Unitree – tra i principali produttori cinesi di robot umanoidi – hanno adottato diverse soluzioni, modificando la macchina rispetto alla configurazione standard di fabbrica: hanno rivestito il robot con un piumino isolante arancione, così da ridurre gli effetti dello stress termico, aggiungendo dei rivestimenti in plastica per proteggere i giunti degli arti inferiori e i sistemi di batterie.
Con un’altezza di circa 130 cm e un peso di 35 kg e servendosi di algoritmi di Reinforcement Learning e navigazione satellitare, il robot G1 ha effettuato il suo percorso passo dopo passo, evitando di scivolare sulle lastre di ghiaccio o di affondare sulla neve e sì, ci è riuscito alla grande. Stando ai dati diffusi da Unitree, ha coperto un’area di circa 186 metri di lunghezza per 100 metri di larghezza.
Le caratteristiche di Unitree G1
L’Unitree G1 possiede una struttura ultraleggera, realizzata in leghe di alluminio aerospaziale e fibra di carbonio, che nasconde una potenza di calcolo straordinaria. E, se è riuscito a "sopravvivere" al gelo dell’altopiano cinese, lo deve alle sue caratteristiche:
- modulo NVIDIA Jetson Orin capace di 100 TOPS (può elaborare i dati dei sensori direttamente a bordo);
- LiDAR 3D a 360 gradi e telecamera di profondità Intel RealSense (può "vedere" le irregolarità del terreno ancor prima di toccarlo;
- matrice microfonica con cancellazione del rumore (ideale per rendere pulito il controllo vocale);
- numero di giunti che varia da 23 a 43 (può piegarsi, rialzarsi autonomamente dopo una caduta ed eseguire salti mortali).
Con un prezzo di partenza fissato a circa 14.240 dollari sul mercato cinese, questo robot entry-level di Unitree ha un costo contenuto, dimostrando che la tecnologia umanoide può essere accessibile non solo ai giganti come Tesla o Boston Dynamics, ma anche a università e piccole e medie imprese.
I robot non sono solo "giocattoli"
Mentre il "Terminator" cinese macinava passi sui monti Altai, "disegnando" sulla neve un emblema dei Giochi Olimpici (chiaro omaggio dovuto ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 e a un luogo amatissimo dagli sciatori), un messaggio è arrivato forte e chiaro: i robot non sono solo "giocattoli" da esposizione.
Macchine di questo tipo sono in grado di compiere attività specifiche, anche in condizioni ambientali avverse, aprendo la strada a ispezioni industriali, operazioni di ricerca e, perché no, di assistenza domestica in zone pericolose e difficili da raggiungere con gli strumenti canonici.


















