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Una canzone creata con l'AI è al primo posto delle classifiche negli Stati Uniti

“Walk My Walk” di Breaking Rust è la prima canzone generata da IA a raggiungere il primo posto in classifica: un segnale forte per il futuro della musica

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Una canzone creata con l'AI è al primo posto delle classifiche negli Stati Uniti Shutterstock

In sintesi

  • “Walk My Walk” di Breaking Rust è la prima canzone interamente generata da intelligenza artificiale a raggiungere la vetta di una classifica Billboard.
  • L’evento apre un nuovo capitolo per l’industria musicale, tra entusiasmo per l’innovazione e timori per la perdita di autenticità artistica

Solo pochi giorni fa aveva fatto notizia il fatto che Billboard, la celebre rivista americana che pubblica le classifiche musicali più influenti al mondo, includesse per la prima volta un brano di un’artista basata su intelligenza artificiale, Xania Monet. Oggi quella notizia è già superata: per la prima volta una canzone creata interamente da un sistema di intelligenza artificiale ha raggiunto la vetta delle classifiche statunitensi, e in particolare il primo posto della classifica Country Digital Song Sales di Billboard. Si tratta di un evento inedito che segna una svolta per il mondo della musica, rinnovando gli interrogativi sul ruolo dell’IA nella creatività umana.

Come si chiama la canzone IA prima in classifica

La canzone che ha conquistato il primo posto della classifica Country Digital Song Sales di Billboard si chiama “Walk My Walk” ed è firmata da Breaking Rust, un artista generato interamente dall’intelligenza artificiale.

Il progetto ha rapidamente attirato l’attenzione del pubblico. Su Spotify conta già oltre 2 milioni di ascoltatori mensili, mentre su Instagram il profilo dell’artista supera i 35.000 follower. L’account mostra immagini di un uomo dall’aspetto malinconico, con cappello da cowboy, spesso ritratto sotto la pioggia o lungo una strada deserta. La sua biografia online è  una frase: “Musica per i combattenti e i sognatori.”

Breaking Rust ha iniziato a pubblicare musica nel 2025 e può già vantare numeri da record: la canzone “Livin’ on Borrowed Time” ha superato i 4 milioni di ascolti, “Walk My Walk” oltre 3 milioni e “Whiskey Don’t Talk Back” più di 1 milione.

Walk My Walk di Breaking Rust sembra una canzone fatta da una persona?

Nonostante il ritmo coinvolgente e il suono acustico, “Walk My Walk” già dal primo ascolto non sembra frutto di un compositore umano. Così almeno sostiene Jason Palamara, professore associato di tecnologia musicale all’Indiana University: «Dopo aver ascoltato “Walk My Walk” una sola volta, era piuttosto evidente che fosse un prodotto dell’IA», ha detto a Newsweek.

Secondo Palamara, l’audio appare compresso e presenta un leggero luccichio artificiale, soprattutto nelle voci. Inoltre, i testi sono a suo parere «vaghi e privi di significato», segnalando quanto ancora la musica generata da IA fatichi a trasmettere la profondità emotiva tipica di un artista umano.

Palomara riconosce però che Breaking Rust rappresenta un passo avanti rispetto ad altri esperimenti musicali con IA, che risultavano invece meno riusciti e meno credibili: «È un progresso per l’intelligenza artificiale agentica, capace di creare un personaggio vocale coerente, riutilizzabile in più brani».

La musica generata con IA sarà la fine della musica vera?

La nascita di artisti completamente virtuali riaccende il dibattito: cosa distingue la musica “vera” da quella artificiale? Secondo Palamara, la differenza chiave sta nella connessione autentica con il pubblico.

Alcuni artisti umani stanno investendo proprio su questo: costruire relazioni durature, coinvolgere i fan nel processo creativo e condividere con il pubblico di appassionati esperienze che l’IA non può vivere. «Quel livello di connessione profonda sarà molto difficile da replicare per un’intelligenza artificiale», ha spiegato Palomara.

Anche Josh Antonuccio, direttore della School of Media Arts and Studies della Ohio University, sempre interpellato da Newsweek, concorda: «L’unica cosa che continuerà a distinguere gli artisti umani sarà la loro capacità di creare musica straordinaria e raccontare storie in grado di attrarre i fan».

Secondo Antonuccio, inoltre, l’IA sta già cambiando il panorama musicale: piattaforme come Deezer segnalano che circa il 30% dei brani caricati oggi è generato o assistito da IA.

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