UE vs Google: sei mesi per aprire Android e condividere i dati
L'UE ha avviato nuovi procedimenti contro Google che sarà tenuta ad "aprire" Android e la ricerca online ad aziende di terze parti

La Commissione Europea ha avviato due procedimenti nei confronti di Google, con l’obiettivo di far rispettare quanto previsto dal Digital Markets Act e, in particolare, alcuni aspetti chiave della normativa europea che, per il momento, Google non avrebbe rispettato, ignorando gli obblighi imposti dal provvedimento.
La notizia è stata riportata da Bloomberg che evidenzia i punti su cui Google dovrà mettersi in regola. Si tratta di una serie di questioni sempre più prioritarie per l’Europa, che non intende fare sconti alle big tech, tenute a seguire quanto previsto dalle normative per poter operare evitando sanzioni. Google ha sei mesi di tempo per conformarsi al DMA.
L’AI al centro
Uno degli aspetti su cui Google deve adeguarsi alla normativa del DMA è quello dell’interoperabilità del sistema operativo Android, in particolare per quanto riguarda l’intelligenza artificiale. La Commissione punta a spingere Google a garantire un accesso completo alle risorse del sistema ai fornitori terzi di servizi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di garantire condizioni di parità.
In particolare, sottolinea Bloomberg, all’azienda americana è stato chiesto di ” rimuovere le barriere tecniche per competere con gli assistenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale su Android”. L’AI è un elemento centrale dell’industria tech, anche per quanto riguarda il settore degli smartphone dove i servizi legati a Gemini hanno un impatto sempre più rilevante.
L’UE vuole ora garantire alle aziende terze la possibilità di un accesso più completo ed efficace ad Android. Da non sottovalutare, inoltre, è la questione legata al motore di ricerca che continua a rappresentare, grazie alla pubblicità, la principale fonte di ricavi per Google.
L’UE vuole che Google conceda ai fornitori terzi di servizi di ricerca online la possibilità di accedere a dati anonimizzati relativi alle ricerche fissando “condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie“.
Il rischio sanzioni UE
Google dovrà prendere delle decisioni per poter affrontare quelle che sono le richieste dell’UE. Il rispetto della normativa DMA è essenziale per poter evitare nuove sanzioni (l’azienda americana è già stata colpita per quasi 10 miliardi di euro di multe dall’UE con quattro diversi procedimenti).
Il rischio per Google è l’arrivo di una maxi-sanzione che, come prevedono le normative vigenti, potrebbe arrivare fino al 10% del fatturato globale dell’azienda. La sanzione massima è uno scenario molto poco probabile, visto che le autorità europee in genere fissano multe più leggere.
In ogni caso, si tratta di un tema di grande attualità e di una questione rilevante per Google che si trova di fronte alla necessità di ripensare i suoi servizi per poter operare in UE nel rispetto delle normative locali. La questione andrà approfondita nel corso dei prossimi mesi, con Google che dovrebbe offrire una risposta alle autorità europee nel corso del prossimo futuro, anche per evitare le possibili sanzioni in arrivo. Ulteriori aggiornamenti arriveranno, di certo, a breve.


















