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Scoperto l’ultimo “uccello del terrore”: potrebbe aver incontrato i primi esseri umani

La riclassificazione di un fossile ci permette di scoprire qualche dettaglio in più agli uccelli del terrore che potrebbero essere molto più vicini agli umani rispetto alle precedenti stime

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uccelli-terrore iStock

La storia degli uccelli del terrore, che in passato dominavano l’attuale Sud America, potrebbe essere molto diversa da quella ipotizzata fino ad oggi. Tutto ruota intorno a una ricerca effettuata dai paleontologi di un museo brasiliano che hanno trovato le prove dell’esistenza di un piccolo uccello del terrore (il nome è legato all’efficienza nella caccia di questi animali) vissuto circa 25.000 anni fa.

Il ritrovamento di fossili permette di datare diversamente la vita di questi uccelli, che potrebbero essere sopravvissuti fino all’ultima era glaciale. Secondo Victor Hugo Machado , paleontologo indipendente che collabora con il Museo di Scienze Naturali della Pontificia Università Cattolica del Minas Gerais in Brasile, con la scoperta: “Si è aperto un nuovo capitolo. Questo dimostra che le specie più piccole di questa famiglia sono sopravvissute a lungo.”

Una storia antica

Gli uccelli del terrore sono comparsi sulla Terra circa 43 milioni di anni fa. Inizialmente, però, avevano dimensioni relativamente modeste e solo nel corso dei millenni hanno raggiunto dimensioni molto più grandi, arrivando a toccare 3 metri di altezza e circa 300 chilogrammi di peso.

Questi uccelli erano incapaci di volare e, probabilmente, erano specializzati nell’inseguimento delle prede a terra mentre i becchi uncinati venivano utilizzati come accette per colpire le vittime che potevano essere attaccate anche dagli artigli. Gli uccelli del terrore sono stati, in più occasioni, al centro di studi e indagini che hanno permesso di identificarli come grandi predatori del passato.

Una scoperta particolare

Come spesso accade in casi come questo, la nuova scoperta non nasce da un reperto inedito ma da una riclassificazione di un osso ritrovato in passato (si tratta di un reperto degli anni ’80). Quest’osso era stato descritto come appartenente a una specie di avvoltoio.

Questa classificazione lo aveva fatto cadere nel dimenticatoio. Il riesame del reperto da parte di Machado, però, ha aperto le porte a una nuova ipotesi. Il fossile presentava caratteristiche più coerenti con quelle degli uccelli del terrore.

La datazione dell’osso ha permesso di risalire a un periodo ben preciso. Il reperto risale a circa 25.000 anni fa. Questa scoperta conferma altri ritrovamenti simili in passato, con resti di uccelli del terrore risalenti a “soli” 17,5 mila anni fa (si tratta di reperti ritrovati in Uruguay).

Gli uccelli del terrore potrebbero essere entrati in contatto con gli esseri umani, considerando che i primi insediamenti umani in America del Sud potrebbero risalire a circa 25.000 anni fa. I tempi sembrano concordare.

La storia degli uccelli del terrore potrebbe essere riscritta, andando a riconsiderare le date che li hanno visti protagonisti sulla Terra, che dovrebbero essere avvicinate, di molto, ai giorni nostri.

Lo studio completo è disponibile su Wiley Online Library con il titolo A new terror bird (Cariamiformes, Phorusrhacidae) from the Late Pleistocene of Brazil: insights into the last representatives of the family. Il paper porta la firma di Victor Hugo M. Machado, Marcelo F. de Vasconcelos, Luciano Vilaboim Santos, Rodrigo Parisi Dutra, Cástor Cartelle, Bruno G. O. Câmara, Mário A. T. Dantas, Federico J. Degrange