Ubisoft fa tabula rasa: cancellati 6 giochi, incluso il remake di Prince of Persia
Ubisoft ha annunciato una nuova riorganizzazione interna con la cancellazione di 6 giochi tra cui c'è anche il remake di Prince of Persia

Ubisoft sta attraversando un periodo molto difficile della sua storia, con risultati ben al di sotto delle attese, anche da parte delle produzioni più importanti, e con varie difficoltà nello sviluppo.
Per invertire la tendenza e tentare un rilancio nel corso del prossimo futuro, Ubisoft ha annunciato un “importante reset organizzativo, operativo e di portafoglio“, descritto nel dettaglio in un comunicato ufficiale.
Nel nuovo piano, la software house ha scelto di fare tabula rasa confermando la cancellazione di 6 videogiochi in sviluppo da tempo e che non rientrano più nella strategia di rilancio aziendale.
Tra i prodotti cancellati c’è anche uno dei titoli più attesi tra quelli annunciati in passato da Ubisoft ovvero il remake di Prince of Persia: The Sands of Time, che era stato annunciato nel 2020.
In aggiunta, altri titoli sono stati positicipati ed è stata confermata una riorganizzazione interna che porterà a nuovi licenziamenti. Ecco le novità annunciate.
Cosa ha annunciato Ubisoft
La nuova strategia è chiara e comporta scelte difficili. Ubisoft, infatti, ha cancellato sei giochi in sviluppo. Tra questi, l’unico nominato in modo esplicito è il già citato Prince of Persia: The Sands of Time Remake.
Sono stati cancellati anche quattro titoli che non erano ancora stati annunciati (tra questi c’erano anche 3 nuove IP) e un titolo dedicato ai dispositivi mobile (ma non sono state fornite ulteriori informazioni).
Da segnalare anche la conferma di una modifica per le tempistiche di lancio di alcuni giorni. In particolare, 7 titoli in sviluppo sono stati posticipati. Tra questi ci potrebbe essere anche il remake di Assassin’s Creed 4: Black Flag.
L’azienda, inoltre, ha confermato la chiusura di alcuni studi e la “ristrutturazione” di altri team, con una nuova ondata di licenziamenti. Per il momento, non sono state fornite informazioni in merito all’entità del taglio della forza lavoro.
Da segnalare anche che l’azienda intende riorganizzare le sue attività, con l’eliminazione del lavoro da remoto e, quindi, con il ritorno obbligatorio in ufficio cinque giorni alla settimana.
Nel breve periodo, queste scelte avranno un impatto anche sui risultati finanziari dell’azienda. Ubisoft intende gettare le basi per una crescita sostenibile e per farlo ha bisogno di fare tabula rasa dei vecchi progetti, arrivando quasi a ripartire da zero per raggiungere obiettivi ambiziosi.
Una riorganizzazione completa
Per il suo futuro, Ubisoft riorganizzerà le sue attività con la creazione di cinque “creative house”. La prima è dedicata ai franchise principali, come Assassin’s Creed, mentre la seconda si occuperà di shooter e giochi multiplayer, come Rainbow Six. Le altre creative house riguarderanno le esperienze live service, i mondi fantasy e narrativi e i giochi casual.
Yves Guillemot, fondatore e CEO di Ubisoft, ha sottolineato: “Stiamo trasformando il modello operativo di Ubisoft per realizzare giochi di qualità eccezionale basati sui due pilastri centrali della nostra strategia: le avventure open world e le esperienze native GaaS. Al centro di questa trasformazione ci sono le nostre Creative House, unità di business integrate che ora combinano produzione ed editoria, unificando così il rapporto con i giocatori”.


















