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Allarme UNESCO: tsunami nel Mediterraneo “inevitabile” entro 30 anni

Nel Mediterraneo si sono verificati numerosi tsunami in passato e nei prossimi anni un nuovo fenomeno di questo tipo è "inevitabile" secondo l'UNESCO. La zona più a rischio potrebbe essere la Costa Azzurra

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tsunami iStock

Uno tsunami nel Mediterraneo non può essere considerato un evento impossibile, nonostante la relativa “tranquillità” del mare, secondo diverse analisi e statistiche sarebbe anzi inevitabile. In passato, infatti, eventi assimilabili a tsunami hanno colpito varie volte le coste dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e, in particolare, la Costa Azzurra, in Francia. Si tratta, quindi, di un tema da non trascurare. A chiarire la questione è stata l’UNESCO, alcuni anni fa, mentre a fare il punto della situazione è un approfondimento realizzato da ScienceDaily.com.

Un evento inevitabile?

Già nel 2022, l’UNESCO ha lanciato un allarme in merito al rischio di uno tsunami nel Mediterraneo nel corso del prossimo futuro: “Le statistiche dimostrano che nei prossimi 30 anni c’è una probabilità del 100% che si verifichi uno tsunami di almeno un metro di altezza nel Mar Mediterraneo.” I dati confermano che il Mediterraneo detiene il primato per il maggior numero di tsunami storici registrati, alle spalle dell’Oceano Pacifico.

La maggior parte degli eventi registrati ha colpito la Costa Azzurra, non lontano, quindi, dalle coste italiane. In totale, tra il XVI secolo e i giorni nostri sono stati registrati circa 20 casi di tsunami nell’area della Costa Azzurra. I dati degli eventi dei secoli scorsi, chiaramente, non possono avere la precisione di quelli a cui siamo abituati oggi, ma si ritiene che in molti casi i maremoti siano arrivati a superare i due metri di altezza.

La questione, quindi, non è di secondaria importanza anche perché il tempo di propagazione delle prime onde può essere anche inferiore ai 10 minuti, soprattutto in caso di eventi (frana sottomarina o terremoto) registrati in prossimità delle coste. Se lo tsunami viene generato al largo della costa settentrionale del Nord Africa, invece, per colpire la Costa Azzurra saranno necessari meno di 90 minuti. In ogni caso, il rischio è concreto e non può essere sottovalutato.

Ricordiamo che il tema degli tsunami nel Mediterraneo non è nuovo: su Libero Tecnologia si tratta di un tema già analizzato grazie a uno studio che ne ha confermato il rischio elevato.

L’importanza della prevenzione

Uno tsunami nel Mediterraneo è, quindi, molto probabile. Per questo motivo, è importante farsi trovare pronti, anche se il rischio di un evento particolarmente distruttivo potrebbe non essere altissimo. In Francia, è attivo un sistema nazionale di allerta tsunami, parte del Centre d’alerte aux tsunamis (Cenalt), attivo dal 2012. Tale centro è integrato con il sistema coordinato dall’UNESCO nel Mediterraneo.

Il sistema è pensato per individuare in modo rapido i terremoti che potrebbero generare uno tsunami, attivando subito le contromisure necessarie. La Francia ha già previsto il sistema FR-Alert, per l’invio di notifiche su smartphone alle persone che si trovano in una zona di potenziale pericolo. Si tratta di un sistema simile al nostro IT-Alert.

Questo sistema, però, risulta efficace solo se il terremoto è distante e c’è, quindi, il tempo materiale di allertare la popolazione. Gli tsunami locali o quelli legati a frane sottomarine, invece, hanno un “tempo di reazione” molto contenuto. In questi casi, sarebbe importante sensibilizzare le popolazioni costiere, fornendo tutte le informazioni utili per individuare segnali premonitori di un maremoto.

L’area metropolitana Nizza-Costa Azzurra è particolarmente vulnerabile, soprattutto per via dell’elevata urbanizzazione e dell’affollamento dovuto al turismo. Grazie anche a una ricerca scientifica, condotta dal Laboratorio di Geografia e Pianificazione Territoriale dell’Università di Montpellier, è stato sviluppato un piano di evacuazione in previsione di uno tsunami. Le iniziative adottate a Nizza sono in linea con quanto previsto dal programma internazionale di riconoscimento “Tsunami Ready” (TRRP) dell’UNESCO.