Truffe da manipolazione nei pagamenti digitali: come sta crescendo il rischio in Italia
Le frodi tradizionali calano, ma i cybercriminali usano la manipolazione psicologica per svuotare i conti. I dati del rapporto di Banca d'Italia e le nuove tutele per la sicurezza online.

- In Italia i pagamenti digitali restano complessivamente sicuri, ma i cybercriminali stanno spostando l'attacco sulla manipolazione psicologica degli utenti.
- Le frodi sui bonifici pesano molto economicamente: la maggior parte del valore delle truffe deriva da pagamenti disposti direttamente dalle vittime.
- Per difendersi servono autenticazione forte e prudenza; le future direttive europee potrebbero introdurre rimborsi obbligatori per casi di impersonificazione.
In Italia i pagamenti digitali sono complessivamente sicuri e le frodi tradizionali diminuiscono, ma i cybercriminali stanno cambiando strategia. L’ultimo rapporto di Banca d’Italia rivela che il vero pericolo oggi non è il furto dei dati della carta, bensì la manipolazione psicologica: gli utenti vengono ingannati fino a spingerli a fare da soli un bonifico verso i conti dei truffatori.
- Il nuovo volto del crimine informatico
- Il mirino è puntato sui bonifici
- Le regole per difendersi e le tutele future
Il nuovo volto del crimine informatico
I numeri dicono che il sistema tiene. Nel secondo semestre del 2025 si sono registrate appena dieci operazioni fraudolente ogni centomila transazioni. Significa che l’infrastruttura tecnologica italiana è solida.
Tuttavia, la criminalità si è semplicemente spostata dove la tecnologia non può arrivare da sola: l’errore umano.
La vera emergenza riguarda le truffe sui pagamenti digitali basate sulla manipolazione del pagatore.
Non si tratta di hacker che bucano i server della banca, ma di criminali che usano tecniche di phishing, spoofing o vishing (le finte telefonate da parte di operatori bancari) per convincere la vittima a disporre un pagamento in prima persona.
Quando l’utente inserisce i codici e dà l’ok, la transazione diventa legittima per i sistemi di sicurezza, rendendo tutto più complesso.
Il mirino è puntato sui bonifici
Questo cambio di rotta si nota soprattutto analizzando le frodi sui bonifici bancari. Nei bonifici, la manipolazione psicologica rappresenta ormai il 72% del valore economico complessivo dei raggiri e il 58% del numero totale di frodi.
Il motivo di questo accanimento è puramente economico. Mentre una frode su una carta di pagamento si aggira mediamente intorno agli 80 euro, il valore medio di un raggiro tramite bonifico ordinario tocca i 5.509 euro, che scendono a 2.784 euro se si tratta di un bonifico istantaneo.
I criminali informatici preferiscono concentrare gli sforzi dove il bottino è più cospicuo. Per quanto riguarda i bonifici istantanei SEPA si registra comunque una nota positiva: il tasso di frode in valore è sceso del 38% rispetto al semestre precedente e del 53% su base annua, grazie anche all’introduzione della verifica automatica della corrispondenza tra IBAN e nome del beneficiario.
Le regole per difendersi e le tutele future
I canali online rimangono i più esposti, in particolare l’e-commerce e i trasferimenti verso paesi esterni allo Spazio Economico Europeo.
Per mantenere alta la sicurezza pagamenti online, lo strumento più efficace resta l’autenticazione forte a doppio fattore. I dati dimostrano che dove l’autenticazione a doppio fattore è attiva, i tassi di frode crollano drasticamente.
Il vero nodo da sciogliere riguarda chi paga il conto finale. Attualmente, nei bonifici il 92% del danno economico grava direttamente sulle tasche degli utenti, proprio perché sono stati manipolati a eseguire l’operazione.
Le cose però potrebbero cambiare presto. Il quadro normativo europeo si sta muovendo con le future direttive PSD3 e PSR, che mirano a introdurre rimborsi obbligatori per i clienti nei casi in cui la truffa sia avvenuta attraverso l’impersonificazione dell’intermediario finanziario. Fino ad allora, la regola d’oro è diffidare di messaggi urgenti o telefonate che richiedono spostamenti di denaro improvvisi.
FAQ
I criminali usano phishing, spoofing e vishing per indurre l'utente a eseguire bonifici o fornire codici, rendendo la transazione apparentemente legittima.
Il rendimento è molto più alto: il valore medio di una truffa via bonifico supera di gran lunga quello delle frodi con carta, quindi i truffatori puntano lì.
Le infrastrutture sono solide, ma le tecnologie non eliminano l'errore umano; la manipolazione psicologica aggira i sistemi facendo compiere l'azione alla vittima.
Attiva l'autenticazione a due fattori, diffida di messaggi o chiamate urgenti che chiedono trasferimenti e verifica sempre beneficiario e IBAN prima di pagare.
Le direttive PSD3 e PSR puntano a introdurre rimborsi obbligatori in caso di impersonificazione; fino ad allora il rischio economico ricade spesso sull'utente.
I criminali usano phishing, spoofing e vishing per indurre l'utente a eseguire bonifici o fornire codici, rendendo la transazione apparentemente legittima.
Il rendimento è molto più alto: il valore medio di una truffa via bonifico supera di gran lunga quello delle frodi con carta, quindi i truffatori puntano lì.
Le infrastrutture sono solide, ma le tecnologie non eliminano l'errore umano; la manipolazione psicologica aggira i sistemi facendo compiere l'azione alla vittima.
Attiva l'autenticazione a due fattori, diffida di messaggi o chiamate urgenti che chiedono trasferimenti e verifica sempre beneficiario e IBAN prima di pagare.
Le direttive PSD3 e PSR puntano a introdurre rimborsi obbligatori in caso di impersonificazione; fino ad allora il rischio economico ricade spesso sull'utente.


















