Telefonate mute: il Codacons lancia l'allarme contro questa truffa e spiega come difendersi
Una chiamata senza voce può sembrare un errore tecnico. Secondo il Codacons, però, potrebbe essere il primo passo di operazioni pensate per individuare potenziali vittime.

Una chiamata che arriva, il telefono che squilla, la risposta e poi il vuoto. Nessuna voce, nessuna richiesta, solo silenzio. È una scena che molti liquidano come un errore o un disturbo tecnico, ma il Codacons invita a leggere queste telefonate con maggiore cautela. Secondo l’associazione, dietro alcuni di questi episodi potrebbe nascondersi il primo passaggio di operazioni più complesse, costruite per individuare in anticipo i contatti più vulnerabili.
- Come funziona la truffa delle telefonate mute?
- Cosa succede dopo la chiamata silenziosa?
- Come difendersi
Come funziona la truffa delle telefonate mute?
Secondo quanto riferito dal Codacons, queste chiamate possono essere generate attraverso piattaforme informatiche in grado di contattare grandi quantità di numeri in modo seriale. L’obiettivo sarebbe capire quali utenze risultino effettivamente attive e in quali momenti sia più facile trovare qualcuno dall’altra parte della linea.
In questo passaggio preliminare entrano in gioco dati molto semplici, ma comunque utili. Il sistema può rilevare se il numero risponde, per quanto tempo la linea resta aperta e in quale fascia oraria avviene il contatto. Per il Codacons si tratta di una forma di profilazione preliminare che serve a selezionare i numeri ritenuti più “agganciabili”.
Il fenomeno starebbe colpendo consumatori di ogni età, con un’esposizione particolare per anziani e persone fragili. Proprio per questo l’associazione ha acceso i riflettori su un meccanismo che, proprio perché apparentemente innocuo, rischia di essere sottovalutato.
Cosa succede dopo la chiamata silenziosa?
È nel passaggio successivo che il rischio diventa più concreto. Una volta individuati i numeri attivi, questi possono finire in circuiti mirati da cui partono telefonate ben più persuasive. A quel punto il contatto non è più muto. Al contrario, arriva con un’identità costruita per apparire credibile.
Chi chiama può presentarsi come operatore telefonico, addetto bancario, tecnico informatico o perfino come un parente che chiede aiuto urgente. Il Codacons segnala anche un altro elemento che rende il quadro più delicato: l’uso di strumenti di intelligenza artificiale (come spesso accade con le truffa digitali più diffuse nel 2026) capaci di incrociare dati reperibili online, informazioni pubblicate sui social network, contenuti presenti in archivi digitali e tanto altro.
Quando chi telefona dimostra di conoscere un nome o qualsiasi riferimento personale, la conversazione può sembrare plausibile. Proprio questa apparente familiarità può spingere la vittima ad abbassare le difese. Non bisogna sottovalutare neppure la possibile rielaborazione di frammenti vocali, perché anche pochi secondi di registrazione possono, in determinate circostanze, essere utilizzati per rendere più convincente una voce artificiale.
Come difendersi
Il consiglio è di non archiviare queste chiamate come episodi irrilevanti. In presenza di telefonate anomale, l’indicazione è interrompere subito la comunicazione e diffidare da qualunque richiesta urgente di denaro o dati personali.
La verifica dell’identità di chi chiama, sottolinea l’associazione, dovrebbe sempre avvenire in modo autonomo, utilizzando canali ufficiali. Se le chiamate sospette si ripetono dallo stesso numero, può essere utile bloccarlo tramite le funzioni del dispositivo e segnalarlo come spam agli operatori o alle piattaforme telefoniche.
L’allarme ruota attorno a un punto preciso: la truffa non comincia necessariamente quando qualcuno chiede soldi o informazioni sensibili. In alcuni casi parte molto prima, da un contatto silenzioso che serve a osservare e selezionare. Ed è proprio per questo che consapevolezza e attenzione restano oggi la prima barriera di difesa.



















