“Devi pagare la TARI”: circola sempre di più il messaggio truffa, come difendersi
Attenzione agli SMS sulla TARI irregolare, sempre più diffusi in tutta Italia e costruiti per sembrare credibili mentre nascondono una truffa ben organizzata

Negli ultimi giorni diversi Comuni e gestori del servizio rifiuti hanno segnalato un aumento di messaggi ingannevoli inviati ai cittadini, costruiti per sembrare comunicazioni ufficiali e legati a presunte anomalie nei pagamenti: è la nuova truffa della Tari, studiata per creare urgenza e spingere a un contatto immediato attraverso numeri indicati nel testo.
Il meccanismo è semplice e replicato su più territori, con variazioni minime ma sempre con lo stesso obiettivo, cioè indurre a compiere un’azione veloce senza verifiche. Come da prassi quando si tratta di truffe, dietro queste comunicazioni si nasconde un sistema che può portare a costi diretti o alla condivisione di dati sensibili, sfruttando fiducia e disattenzione.
- Come si "presenta" questa truffa?
- Come funziona la truffa della Tari?
- Come riconoscerla?
- I modi per prevenire la truffa della Tari
Come si “presenta” questa truffa?
Cerchiamo di spiegare in maniera sintetica le caratteristiche distintive di questo nuovo imbroglio. Come detto, il veicolo è un sms che, per la precisione, segnala una presunta anomalia nei pagamenti, con formule come la sua posizione risulta non regolare o simili.
Il testo invita a contattare un numero indicato direttamente nel messaggio, spesso con tono urgente e senza riferimenti chiari all’ente che lo avrebbe inviato. In molti casi viene riportato un numero e non vengono forniti ulteriori dettagli.
Come funziona la truffa della Tari?
Come divulgato da diversi Comuni (tra cui quello di Napoli) ed enti preposti, il funzionamento di questa truffa si basa su un modello di smishing, una variante del phishing che utilizza gli SMS come vettore di attacco, integrato con tecniche di social engineering.
Difatti, come abbiamo spiegato, il messaggio simula una comunicazione di natura tributaria, facendo riferimento a una presunta irregolarità e introducendo un elemento di urgenza che riduce la capacità critica del destinatario. L’assenza di riferimenti identificativi (come il numero di pratica corretto) e di contatti verificabili e ufficiali, è funzionale a mantenere il testo generico e riutilizzabile su larga scala.
Il flusso operativo prevede un primo contatto tramite SMS e una successiva interazione telefonica attraverso numerazioni a sovrapprezzo, spesso appartenenti a prefissi come 893 o 895. Durante la chiamata, l’utente può essere trattenuto in linea per aumentare il costo oppure indotto a fornire dati personali, fiscali o bancari.
In alcuni casi, la fase telefonica può evolvere in ulteriori tentativi di raccolta dati o in richieste di pagamento, configurando un modello ibrido che combina monetizzazione diretta e acquisizione di informazioni sensibili.
Come riconoscerla?
Come in tanti altri casi simili e collegati a sms, per riconoscere il raggiro bisogna analizzare attentamente sia il contenuto del messaggio sia le modalità con cui viene richiesto il contatto. Lo abbiamo già detto, ma cerchiamo di tenerlo a mente: qualsiasi messaggio truffa, qualsiasi inganno via mail o via SMS presenta un testo estremamente sintetico e generico. Uno dei più comuni è:
La sua posizione Tari risulta irregolare. È richiesto un suo tempestivo contatto al numero 8958009027 per evitare aggravamenti.
Non compaiono nome e cognome, non è specificata la natura dell’irregolarità e, soprattutto, è presente l’invito a chiamare il numero indicato direttamente nel messaggio, senza alcun rimando a canali istituzionali o a siti ufficiali dell’ente.
In un momento successivo, se si compie l’errore (comune se si cede alla fretta e al timore di non avere una posizione regolare) si potrà anche notare che la richiesta di pagamento avverrà proprio tramite telefono e con la richiesta di comunicare tutti i dati della propria carta o del proprio conto, cosa che, ovviamente, autorizza i malintenzionati a svuotarlo nel più breve tempo possibile.
I modi per prevenire la truffa della Tari
La prevenzione passa prima di tutto da una verifica autonoma della propria posizione attraverso i canali ufficiali, evitando qualsiasi contatto indicato nel messaggio ricevuto. In presenza di un dubbio su pagamenti o eventuali irregolarità, è sempre necessario rivolgersi direttamente al proprio Comune o al gestore del servizio rifiuti, utilizzando i numeri pubblicati sui siti istituzionali o già noti, senza richiamare quelli presenti negli SMS.
Un controllo corretto prevede l’accesso alle aree riservate dei portali ufficiali, l’utilizzo di credenziali personali come SPID o CIE oppure il contatto con gli uffici competenti tramite recapiti verificati. In questo modo è possibile essere certi di cosa sta succedendo e ricevere eventuali indicazioni, evitando di esporsi a richieste non sicure.



















