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Nuova truffa con il Pos contactless: i finti volontari ti svuotano il conto

Una piccola donazione, un Pos contactless e un conto che si svuota senza accorgersene: come funziona la truffa dei finti volontari nei supermercati italiani

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Truffa del Pos 123rf
  • Una truffa nei supermercati del Trentino vede finti volontari usare POS manomessi per far apparire donazioni minime e sottrarre molto denaro.
  • Il dispositivo mostra la somma giusta ma invia alla banca un ordine di pagamento molto più elevato, facendo scattare prelievi fino a 2.000 euro.
  • Le autorità locali avvertono di non usare terminali di sconosciuti, bloccare la carta se sospetti e segnalare immediatamente l'episodio.

Il gesto è lodevole e basta un attimo: grazie ai pos portatili fare una donazione è così semplice, non serve più frugare nel portafogli. Eppure, è proprio dietro questa semplicità che può celarsi un inganno, e in questo caso un inganno studiato nei dettagli.

Nei supermercati italiani sta circolando una truffa che usa proprio i pagamenti contactless come leva, e purtroppo i malviventi si fingono volontari di una Onlus. A lanciare l’allerta è stato un corpo di polizia locale, che ha ricostruito il meccanismo sui propri canali social. Ecco come funziona e come difendersi.

Cos’è la truffa del pos e dei finti volontari?

Ma entriamo nel dettaglio. Una decisa impennata di questi raggiri è stata segnalata nei supermercati del Trentino e, va detto, questa truffa segue uno schema ben rodato: alcune persone, sorridenti e rassicuranti, camminano fra le corsie presentandosi come volontari di una Onlus impegnata ad aiutare bambini malati.

Giocando sull’empatia e sull’emotività, riescono a farsi ascoltare da un numero piuttosto alto di persone, che poi vengono convinte dal fatto che la richiesta di contributo economico è minima (cinque o dieci euro). Il vero tocco di classe dell’inganno, però, è proprio il pos portatile. I truffatori specificano infatti di non poter accettare contanti: solo pagamento elettronico.

Chi si occupa di volontariato o collabora con le associazioni benevole sa che in effetti i volontari hanno l’effettiva indicazione di non accettare contanti: le somme devolute devono essere tracciabili. Sulla carta si tratta dunque di un aggancio abbastanza furbo, perché solo i più attenti o più informati sanno bene che non è concesso neanche l’uso di pos portatili.

Come funziona?

Invece, in questo caso viene proprio usato questo dispositivo e sul display appare la cifra concordata, quella che la vittima ha accettato di donare. Il problema è che il dispositivo è collegato a un sistema esterno.

Questo sistema, nel momento in cui la carta o lo smartphone viene avvicinato, trasmette alla banca un ordine di pagamento molto più alto: gli importi segnalati arrivano fino a 2.000 euro. La vittima non riceve lo scontrino e non si accorge di nulla nell’immediato.

L’ammanco emerge solo ore dopo, controllando l’app bancaria o ricevendo una notifica dall’istituto di credito. A ricostruire la dinamica è stata la Polizia Locale delle Giudicarie, che ha diffuso l’allerta sui propri canali social dopo una segnalazione ricevuta dai Carabinieri della Val Sugana.

Come riconoscere i finti volontari?

Questo significa che non ci si deve fidare mai più di nessun volontario? Certo che no. Bisogna, come in ogni cosa, farsi furbi. Il primo segnale a cui prestare attenzione è il contesto: le associazioni benefiche serie raramente avvicinano le persone tra le corsie di un supermercato senza uno stand ufficiale o l’autorizzazione della direzione.

Chi opera in modo legittimo ha una postazione visibile, materiale informativo e non ha fretta di concludere alcuna transazione. Poi, c’è il mezzo di pagamento. Una Onlus strutturata dispone di canali di donazione tracciabili e verificabili, come bonifici, codici QR collegati a conti certificati o piattaforme di raccolta fondi riconosciute.

La richiesta di usare un POS portatile personale, fuori da qualsiasi contesto ufficiale, è già di per sé un campanello d’allarme.

Cosa fare se si è stati raggirati?

La prima mossa, appena ci si accorge dell’ammanco, è bloccare immediatamente la carta di pagamento. La maggior parte delle app bancarie permette di farlo in pochi secondi direttamente dallo smartphone, senza dover chiamare il servizio clienti. Prima si agisce, minori sono i danni.

Il passo successivo è contattare la propria banca per segnalare la transazione non autorizzata e avviare la procedura di contestazione dell’addebito. È utile conservare tutto ciò che può servire come prova: screenshot delle notifiche, orario e luogo dell’accaduto, eventuali testimoni presenti al momento.

Infine, è fondamentale sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Farlo tempestivamente aumenta le possibilità che le autorità possano intervenire e aiuta a costruire un quadro più completo del fenomeno, utile anche a tutelare chi potrebbe essere raggirato in futuro.

FAQ

Come funziona la truffa del POS dei finti volontari?

I truffatori mostrano un POS con cifra bassa ma il dispositivo è collegato a un sistema che autorizza un addebito molto più alto.

Dove sono stati segnalati gli episodi?

Numerosi casi sono stati segnalati nei supermercati del Trentino e Trentino Alto Adige dalle autorità locali.

Quanto possono arrivare a sottrarre con questa truffa?

Gli addebiti fraudolenti possono arrivare fino a circa 2.000 euro in pochi istanti.

Cosa fare se si sospetta di essere stati raggirati?

Bloccare immediatamente la carta, contattare la banca e sporgere denuncia alle forze dell'ordine.

Come difendersi dai falsi volontari in negozio?

Non usare POS portatili di sconosciuti, verificare l'autenticità dell'associazione e preferire raccolte ufficiali.