Truffa contro il Portale dell'Automobilista: è pericolosa perché si trova nei primi risultati di Google
Un sito clone inganna gli utenti posizionandosi al secondo posto su Google: ruba codici fiscali e patenti. Ecco come riconoscere la truffa e proteggere i dati personali.

- Una campagna di phishing ha clonato il Portale dell'Automobilista e si è posizionata tra i primi risultati di Google per ingannare gli utenti.
- Il sito falso, creato con typosquatting e estensione .org, richiede codice fiscale e numero di patente per rubare dati sensibili.
- Il CERT-AGID ha segnalato l'attacco, chiesto la rimozione del dominio e raccomanda di verificare sempre la barra degli indirizzi e usare i siti ufficiali.
Una nuova campagna di phishing replica fedelmente il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, posizionandosi ingannevolmente tra i primi risultati di Google. I criminali informatici sottraggono codici fiscali e numeri di patente promettendo una fittizia verifica dei documenti. L’allerta del CERT-AGID è massima.
- Campagna phishing contro Il Portale dell'Automobilista
- Come funziona la trappola del dominio clone
- I dati personali nel mirino dei truffatori
- Le contromisure e i consigli per difendersi
Campagna phishing contro Il Portale dell’Automobilista
La prudenza digitale non è mai troppa, ma cosa succede quando l’inganno si nasconde proprio dove ci sentiamo più sicuri?
Una recente e insidiosa operazione di criminalità informatica sta prendendo di mira gli automobilisti italiani, sfruttando il nome e l’immagine istituzionale de Il Portale dell’Automobilista.
La minaccia, rilevata e analizzata dal CERT-AGID, è strutturata con una precisione tale da trarre in inganno anche gli utenti più scaltri.
Il vero elemento di pericolo risiede nella visibilità della truffa: il portale contraffatto è riuscito a posizionarsi al secondo posto assoluto nelle ricerche su Google, immediatamente sotto il link ufficiale.
Tale posizionamento inganna chiunque utilizzi i motori di ricerca in modo rapido e disattento.
Google
Come funziona la trappola del dominio clone
Gli autori di questo attacco hanno registrato un dominio che sfrutta il meccanismo del typosquatting, ovvero l’utilizzo di un nome simile a quello originale ma contenente piccoli errori di digitazione o cambi di estensione.
In questo caso specifico, i truffatori utilizzano l’estensione .org al posto del legittimo e ministeriale .it.
La clonazione visiva è quasi perfetta. Chi approda sul finto sito del Portale dell’Automobilista si trova davanti a un’interfaccia speculare a quella ufficiale, completa di loghi della Repubblica Italiana e menu di navigazione identici.
Per aumentare la credibilità del raggiro, quasi tutti i collegamenti ipertestuali reindirizzano effettivamente alle pagine reali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Esiste tuttavia un’unica eccezione malevola: un riquadro che invita a verificare le patenti rilasciate in un preciso arco temporale del 2021.
I dati personali nel mirino dei truffatori
Il modulo all’interno del box fraudolento richiede l’inserimento di dati sensibili: codice fiscale, numero della patente e data di scadenza del documento.
Una volta compilati i campi e inviato il form, il sistema mostra un messaggio di errore standard che recita “Dati non trovati”, invitando a verificare i campi.
In realtà, la schermata serve unicamente a non insospettire la vittima, mentre le informazioni personali sono già state trasmesse e archiviate nei server dei cybercriminali.
Il furto di questo specifico pacchetto di dati espone gli utenti a rischi severi. Il possesso combinato di codice fiscale e dettagli della patente consente ai malintenzionati di superare controlli di identità non troppo rigidi, avviando pratiche a nome della vittima.
Inoltre, queste informazioni pulite e verificate alimentano il mercato nero dei forum underground e aprono la strada ad attacchi mirati di spear-phishing, come finti SMS di rinnovo o sanzioni stradali inesistenti.
Le contromisure e i consigli per difendersi
Il CERT-AGID si è attivato per arginare la diffusione del raggiro. L’ente ha inviato le segnalazioni e gli Indicatori di Compromissione alle Pubbliche Amministrazioni, chiedendo contemporaneamente al registrar la dismissione del dominio fraudolento.
È stata inoltre inviata una segnalazione ufficiale a Google per richiedere l’immediata rimozione del link dai risultati di ricerca.
Per evitare di cadere nel phishing del Portale dell’Automobilista, l’attenzione deve concentrarsi sulla barra degli indirizzi del browser.
I siti della Pubblica Amministrazione italiana terminano tassativamente con l’estensione .gov.it o .it. Di fronte a estensioni diverse o a richieste anomale di dati per servizi datati, è fondamentale interrompere la navigazione e accedere al servizio esclusivamente digitando l’indirizzo ufficiale certificato o tramite l’applicazione ufficiale.
FAQ
Controlla la barra degli indirizzi: i siti PA terminano con .gov.it o .it; diffida di estensioni diverse (.org) e di contenuti che richiedono dati sensibili inattesi.
Il modulo fraudolento richiede codice fiscale, numero di patente e data di scadenza per rubare dati e usarli per pratiche o attacchi mirati.
La pagina è quasi identica, con loghi e link reali; si posiziona in alto su Google e reindirizza molte pagine vere per aumentare la credibilità.
Ha inviato segnalazioni, indicatori di compromissione alle PA e richiesto al registrar e a Google la rimozione del dominio fraudolento.
Blocca eventuali pratiche sospette, segnala il furto alle autorità competenti e monitora documenti e possibili comunicazioni di phishing mirato.

















