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SICUREZZA INFORMATICA

Allerta in tutta Italia: è la truffa del falso CUP, cosa fare e come difendersi

Un messaggio che sembra arrivare dalla sanità, un numero da richiamare e il credito sparisce: funziona la truffa del momento

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La truffa del cup, allerta Adiconsum iStock

È desolante, eppure è così: in tutta Italia è in atto un raggiro meschino, la cosiddetta truffa del CUP. All’improvviso, sullo smartphone arriva un SMS che sembra parlare di salute, di prenotazioni relative a visite mediche o di referti. Un messaggio importante, che può toccare le corde di chi, in effetti, sta passando un periodo complesso.

Così d’improvviso, il telefono non è più un oggetto neutro: diventa un canale di pressione, perché il mittente sembra effettivamente essere il Centro Unico Prenotazioni e l’azione diventa spesso immediata. Anche per questo, durante questi giorni l’allarme è salito in più regioni, con segnalazioni e avvisi ufficiali.

Come funziona la truffa del CUP?

Ma vediamo nel dettaglio come funziona questo insidioso imbroglio. Come abbiamo già accennato, tutto parte da un SMS che si presenta come una comunicazione legata al CUP e che invita a contattare con urgenza un numero telefonico per presunte informazioni personali, spesso con formule generiche proprio perché devono adattarsi a chiunque.

In alcuni casi viene usata anche una dicitura sbagliata o insolita, come Centro Unico Primario o Centro Unico Polivalente, ma l’obiettivo resta identico: far sembrare credibile un contatto che non lo è. Il passaggio critico è la chiamata verso numerazioni a tariffazione speciale (ricorrono i prefissi 89 e, in particolare, 893).

Truffa del falso cup: l'sms

Truffa del falso cup: l’sms

Richiamare quei numeri può tradursi in addebiti elevati o in una perdita rapida del credito, e in parallelo può aprire la porta a richieste di dati personali. Le istituzioni sottolineano che i numeri indicati non appartengono ai canali ufficiali del servizio sanitario e che l’invito a richiamare è già, di per sé, un segnale sospetto.

Come riconoscere i messaggi falsi?

Di base, come riportano moltissimi avvisi e allarmi ufficiali, il primo campanello d’allarme è l’urgenza senza contesto: frasi come comunicazioni che la riguardano o richieste di contatto immediato senza riferimenti verificabili, senza indicare quale prestazione, quale struttura, quale appuntamento, sono né più né meno che modi per agganciare chiunque e spingere a reagire di impulso, soprattutto se in quel periodo ha davvero visite, esami o referti in ballo.

Un secondo elemento ricorrente, vale la pena ripeterlo, è la presenza di numerazioni non istituzionali e palesemente a pagamento, oltre che la presenza di sigle o denominazioni strane del CUP. Prima di fare qualsiasi cosa, vale la pena leggere bene il messaggio e, banalmente, fare anche una ricerca su Google per assicurarsi che il mittente sia davvero quello corretto.

L’allerta in tutta Italia

Le segnalazioni si stanno moltiplicando in tutta la Penisola e arrivano sia dai media locali che da enti istituzionali: la Regione Lombardia ha divulgato un comunicato sui falsi SMS che sembrano provenire«dagli uffici CUP», mentre l’AOU Maggiore della Carità di Novara ha pubblicato un alert ai cittadini sui messaggi che invitano a richiamare numeri che iniziano con 89.

Anche ANCI Umbria ha diramato comunicazioni ai sindaci, facendo un richiamo esplicito alla natura di phishing del fenomeno, così come Adiconsum Palermo. In un quadro così frammentato, la difesa più efficace resta quella di trattare ogni SMS “sanitario” non atteso come un potenziale inganno, e spostare la verifica sui canali ufficiali della propria regione o struttura, senza usare contatti riportati nel messaggio.