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SICUREZZA INFORMATICA

Finte sponsorizzate online per vendere condizionatori che non esistono: la nuova truffa

Annunci social promettono climatizzatori di marca a prezzi stracciati, ma a casa arriva solo un ventilatore. Attenzione alla finta sicurezza del contrassegno: i segnali per non farti fregare.

Una truffa online 123rf
  • Con l'arrivo dell'estate proliferano inserzioni ingannevoli sui social che promettono condizionatori a prezzi irrisori per poi recapitare prodotti di scarso valore o pacchi vuoti.
  • I truffatori usano immagini rubate, recensioni false e urgenze artificiali per reindirizzare gli acquirenti fuori dai circuiti sicuri, spesso spostando la conversazione su pagine esterne o messaggistica privata.
  • Il pagamento alla consegna crea un falso senso di sicurezza: una volta incassato il corriere recapita merce diversa e il venditore sparisce, perciò è fondamentale conservare prove e denunciare alla Polizia Postale.

Con l’arrivo del caldo estivo, sulle piattaforme social si moltiplicano le inserzioni ingannevoli che promettono climatizzatori di marca a prezzi stracciati. Si tratta di una vera e propria truffa: gli acquirenti, attirati anche dalla falsa sicurezza del pagamento alla consegna, ricevono a casa ventilatori di scarso valore o scatole vuote, mentre i venditori spariscono nel nulla.

Il raggiro digitale

L’estate porta con sé l’afa e, puntuale come le zanzare, il ritorno di un grande classico del raggiro digitale.

Parliamo della truffa condizionatori online, un fenomeno stagionale che sfrutta il bisogno disperato di refrigerio per alleggerire il portafogli dei meno attenti.

Se navigando su Facebook o Instagram vi è capitato di imbattervi nel climatizzatore dei vostri sogni a un prezzo che definire stracciato è un eufemismo, fermate il dito prima del clic. Nella migliore delle ipotesi state per comprare un costoso mal di testa.

L’esca scorre sul feed

Il meccanismo dietro i falsi condizionatori sui social segue un copione ormai collaudato ma sempre efficace.

I truffatori creano inserzioni sponsorizzate utilizzando immagini rubate a e-commerce legittimi, arricchendo il tutto con recensioni entusiastiche totalmente inventate.

Per spingere all’acquisto impulsivo inseriscono spesso un timer che scorre inesorabile o la dicitura “ultimi pezzi disponibili”. Il prezzo ridotto a una frazione rispetto a quello di listino fa il resto.

Il potenziale cliente viene così reindirizzato fuori dai circuiti ufficiali, concludendo l’operazione su pagine web esterne o persino tramite messaggistica privata, dove ogni tutela del consumatore decade all’istante.

L’illusione della consegna sicura

Il vero colpo di genio commerciale dei malintenzionati risiede nell’offrire il pagamento alla consegna. Molti utenti si sentono al sicuro pensando di sborsare il denaro solo a merce arrivata.

Purtroppo, le truffe con il contrassegno si basano proprio su questo equivoco. Il corriere espresso ha il solo compito di recapitare un collo e incassare la cifra indicata dal mittente. Non è minimamente tenuto a verificare cosa ci sia dentro la scatola, né permette di aprirla prima di aver pagato.

La sorpresa arriva solo dopo: all’interno del pacco si trova solitamente un ventilatore da pochi euro o materiale di scarto. A quel punto il venditore è già evaporato, i profili social risultano cancellati e i contatti telefonici inesistenti.

Identikit del venditore fantasma

Evitare di cadere in questa trappola richiede un briciolo di sano scetticismo.

I segnali d’allarme sono macroscopici: sconti dell’80% su marchi noti, totale assenza di una partita Iva o di un indirizzo fisico nei dettagli dell’offerta, e la richiesta di spostare la conversazione su WhatsApp.

Prima di procedere con qualsiasi transazione, una rapida ricerca sul web digitando il nome del brand seguito dalla parola “truffa” può rivelare le recensioni negative di chi ci è già passato.

Come reagire al raggiro

Se il danno è fatto, occorre muoversi rapidamente. Il primo passo fondamentale è raccogliere e conservare ogni prova possibile, stampando o salvando gli screenshot dell’annuncio, dei messaggi scambiati e della ricevuta.

Successivamente è necessario contattare il proprio istituto di credito per verificare la fattibilità di un blocco del pagamento o di uno storno.

La segnalazione alla piattaforma social aiuta a rimuovere l’inserzione, ma per far valere i propri diritti bisogna sporgere denuncia alla Polizia Postale.

Ricordiamo, infine, che la pubblicità ingannevole viola il Codice del consumo e può essere segnalata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la quale può intervenire per sanzionare queste condotte commerciali illecite.

FAQ

Come riconosco un'inserzione falsa sui social?

Attenzione a prezzi troppo bassi, immagini rubate, recensioni sospette, timer e spostamento della vendita su chat o siti esterni.

Il pagamento alla consegna garantisce sicurezza?

Non sempre: il corriere incassa senza aprire il pacco e potresti ricevere un prodotto diverso o vuoto; il venditore può sparire.

Cosa fare se ho già pagato e ricevuto un ventilatore scadente?

Conserva screenshot, ricevute e messaggi, contatta la banca per bloccare o stornare il pagamento e sporgi denuncia alla Polizia Postale.

Quali segnali fanno pensare a un venditore fantasma?

Sconti irrealistici, assenza di partita IVA o indirizzo, richiesta di spostare la conversazione su WhatsApp sono campanelli d'allarme.

Posso segnalare la pubblicità ingannevole alle autorità?

Sì: oltre a segnalare l'annuncio al social, puoi denunciare la pratica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.