Nuova truffa sul bollo auto non pagato: il falso portale ACI svuota la carta
Un falso portale ACI segnala un bollo non pagato e chiede 15,87 euro. Dietro il pagamento si nasconde un tentativo di phishing.

- Una campagna di phishing usa il nome dell’ACI per spingere gli automobilisti su siti falsi e raccogliere dati personali e bancari.
- Il finto portale simula un mancato pagamento del bollo, chiede targa e codice fiscale, poi punta ai dati della carta con una presunta sanzione.
- Il CERT-AGID invita a diffidare dei link ricevuti e a usare solo i canali ufficiali con SPID o CIE, verificando con attenzione il dominio.
Una nuova truffa sul bollo auto sfrutta il nome dell’Automobile Club d’Italia per sottrarre informazioni personali e dati delle carte di pagamento. L’allarme arriva dal CERT-AGID, che il 23 settembre ha segnalato una campagna di phishing basata su domini fraudolenti del tutto estranei ai canali ufficiali dell’ACI.
Il meccanismo fa leva sulla paura di aver dimenticato una scadenza. La vittima viene indirizzata verso un sito che riproduce la grafica dell’ente e segnala un presunto mancato pagamento del bollo annuale. La pagina richiama anche le possibili conseguenze della morosità, con l’obiettivo di spingere l’automobilista a pagare.
- Come funziona la truffa del falso bollo ACI
- Il phishing arriva mentre cresce l’interesse per il bollo auto
- Come riconoscere il falso portale ACI?
- Le truffe online nel 2026
Come funziona la truffa del falso bollo ACI
La prima schermata chiede di inserire codice fiscale e targa del veicolo per verificare lo stato del pagamento. Nel passaggio successivo vengono richiesti i dati anagrafici, insieme alle informazioni di contatto e all’indirizzo di residenza.
Alla fine della procedura compare una presunta sanzione da 15,87 euro. È a questo punto che il falso portale cerca di ottenere i dati della carta: prima il numero e il nome dell’intestatario, poi la data di scadenza e il CVV.
Inserire queste informazioni su un sito fraudolento può esporre la carta a utilizzi non autorizzati. Il CERT-AGID ha già richiesto la dismissione dei domini individuati e ha informato l’ente coinvolto.
Il phishing arriva mentre cresce l’interesse per il bollo auto
La campagna compare mentre il bollo auto è tornato al centro dell’attenzione per la nuova misura approvata dal Governo. Per il 2027 è prevista un’esenzione per le automobili con potenza fino a 80 kW, limitata a un solo veicolo per proprietario. L’obiettivo dell’esecutivo è rendere successivamente strutturale la misura attraverso la legge di Bilancio.
Il tema scelto dai truffatori arriva quindi in una fase in cui molti automobilisti stanno cercando informazioni sulle nuove regole. Una comunicazione sul bollo può risultare più credibile proprio perché intercetta questo interesse, soprattutto quando viene presentata come urgente.
Il CERT-AGID, però, non ha indicato alcun collegamento diretto tra il provvedimento del Governo e la campagna di phishing.
Come riconoscere il falso portale ACI?
C’è un dettaglio che può aiutare a riconoscere il tentativo di frode. Il CERT-AGID ricorda che il servizio ufficiale ACI per il pagamento del bollo utilizza i sistemi di autenticazione della Pubblica Amministrazione, tra cui SPID o CIE.
Bisogna quindi diffidare delle comunicazioni inattese che rimandano a siti nei quali vengono richiesti direttamente dati personali o bancari senza passare dall’autenticazione tramite identità digitale.
In caso di dubbio è meglio evitare il collegamento ricevuto e raggiungere autonomamente i canali ufficiali dell’ACI. Va controllato con attenzione anche il dominio: quelli individuati dal CERT-AGID in questa campagna non appartengono all’Automobile Club d’Italia.
Le truffe online nel 2026
La truffa sfrutta un tema molto discusso per aumentare le possibilità di colpire utenti già interessati al bollo auto. Si inserisce inoltre nel crescente fenomeno del phishing online, dove la pressione sull’urgenza è spesso decisiva: pagare subito una cifra contenuta viene presentato come il modo più semplice per evitare conseguenze successive.
Per evitare di cadere nella trappola serve soprattutto attenzione: gli utenti dovrebbero affidarsi esclusivamente ai canali ufficiali e verificare sempre l’indirizzo del sito prima di inserire dati personali o informazioni di pagamento.
FAQ
È una campagna di phishing che sfrutta il nome dell’ACI per rubare dati personali e informazioni della carta di pagamento tramite un falso sito.
La vittima arriva su una pagina che imita l’ente e riceve un avviso di bollo non pagato con conseguenze urgenti, così viene spinta a compilare i moduli.
All’inizio chiede codice fiscale e targa, poi dati anagrafici e di contatto. Alla fine cerca numero della carta, scadenza, nome del titolare e CVV.
Perché il bollo auto è tornato al centro dell’attenzione per le nuove regole annunciate dal Governo, e molti cercano informazioni sulle scadenze.
Il servizio ufficiale usa SPID o CIE. Meglio diffidare di messaggi inattesi e controllare il dominio, raggiungendo i canali ACI in modo diretto.
























