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SICUREZZA INFORMATICA

L'IA rende le truffe sulle auto usate quasi perfette: come difendersi

Annunci credibili, documenti in regola e persino il tracciamento Gps: con l'IA le frodi sulle auto usate sono quasi impossibili da smascherare

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Concessionaria auto iStock

L’intelligenza artificiale sta rendendo le truffe sulle auto usate quasi impossibili da smascherare. Ci si ritrova davanti ad annunci credibili, con prezzi realistici, documenti in regola e persino il tracciamento GPS della consegna.

È davvero tutto perfetto e inattaccabile, tranne che per un dettaglio: l’auto non esiste. È proprio quanto accaduto negli Stati Uniti al fotografo Will Matthews, che ha perso oltre 36.000 dollari per un fuoristrada mai arrivato, acquistato su Facebook Marketplace.

È vero che si tratta di un caso d’oltreoceano, ma riguarda tutti. Tutto ciò ci mostra fino a che punto l’IA possa alimentare frodi sofisticate sui portali online. Ecco come funzione realmente tutto ciò.

Il caso dell’auto fantasma

Tutto ha avuto inizio con una Toyota 4Runner TRD Pro. Annuncio pubblicato su Facebook Marketplace a un prezzo perfettamente in linea con il mercato e foto che mostravano il veicolo nel piazzale di una concessionaria in Texas.

L’acquirente aveva anche fatto una verifica, scoprendo che l’azienda “Route 519 Motor” risultava effettivamente registrata e regolare. Convinto della bontà dell’annuncio, Matthews ha completato l’acquisto con un finanziamento bancario. Peccato che l’auto, semplicemente, non sia mai esistita. Così 36.240 dollari sono finiti nelle tasche dei truffatori.

La truffa perfetta: azienda clonata e banca aggirata

Alle spalle dell’annuncio c’era un gruppo criminale che aveva studiato ogni dettaglio. I truffatori avevano clonato la ragione sociale di un concessionario reale, eliminando solo la parola “Company” dal nome. Erano stati così prodotti documenti di vendita, contratti e adesivi da parabrezza identici agli originali.

L’inganno ha superato anche i controlli della banca. L’istituto ha infatti verificato il numero di telaio del mezzo, trovandolo valido nei database pubblici. Ha così liquidato la somma su un conto aperto soltanto pochi mesi prima. Un livello di cura che, senza gli strumenti giusti, è quasi impossibile da smascherare.

Come proteggersi

Una messa in scena costruita in maniera eccellente, sfruttando al meglio le potenzialità dell’AI. La parte più inquietante, però, è probabilmente giunta dopo il pagamento. Alla vittima è stato infatti inviato il link a un portale di tracciamento satellitare fasullo, dove il fuoristrada “avanzava” dal Texas alla California. Il tutto insieme alla foto di un camion di trasporto con loghi e codici reali di una ditta di spedizioni ignara di tutto.

Un modo per prendere tempo, ma non solo. I truffatori hanno anche trovato un modo per rispondere alle chiamate dell’acquirente senza farsi scoprire. In questo caso hanno sfruttato dei centralini VoIP e un modulatore per alterare la voce. Il raggiro è infine venuto a galla soltanto quando il sito ha segnalato la “consegna avvenuta”, ma nessuna auto era mai giunta.

Ricostruendo l’operazione, è emersa una rete internazionale. La pagina Facebook del falso concessionario era gestita dalla Moldavia, in combinazione con una società di comodo registrata in Tennessee. I criminali avevano anche pagato Meta per sponsorizzare l’inserzione e raggiungere più vittime.

A salvare Matthews è stata la raccolta meticolosa delle prove e il ricorso alla FTC Holder Rule, la norma statunitense che, in caso di frode documentata, trasferisce la responsabilità del credito alla banca, che ha così annullato il debito. Per difendersi, i consigli restano validi anche in Italia:

  • diffidare dei prezzi troppo bassi;
  • diffidare dall’eccessiva fretta dei venditori;
  • verificatore tramite canali ufficiali;
  • evitare pagamenti anticipati;
  • vedere sempre l’auto di persona prima di versare un solo euro, laddove possibile.