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SICUREZZA INFORMATICA

C'è un trojan che può prendere il controllo del tuo home banking: se succede, chi ti rimborsa?

La banca deve rimborsare il correntista colpito da un trojan bancario? Una sentenza ribadisce gli obblighi dell'istituto

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Trojan sul telefono iStock

Un trojan bancario è un software malevolo pensato per prendere il controllo del conto corrente della vittima, con l’obiettivo di entrare in possesso dei fondi disponibili. Questi software agiscono in vari modi e tendono ad adottare approcci sempre più raffinati per poter colpire gli utenti.

Le vittime delle truffe legate a un trojan bancario possono ricevere un rimborso. La conferma arriva da una recente sentenza della Corte d’Appello di Palermo (n. 1929/2026), riportata dal Corriere della Sera, che ha confermato quanto definito dall’articolo 2050 del Codice Civile.

Ecco i dettagli:

La banca deve rimborsare il cliente?

Il caso è semplice e, purtroppo, piuttosto comune. Un utente è stato truffato tramite un trojan bancario che ha effettuato un bonifico non autorizzato, sottraendo il denaro dal conto corrente.

La Corte d’Appello di Palermo ha respinto l’appello della banca della vittima, confermando quanto previsto dalla sentenza di primo grado. Il principio che viene confermato è che tocca alla banca rimborsare la somma sottratta in modo fraudolento da terzi.

La norma chiarisce che “chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno”.

Di conseguenza, non è il cliente a dover dimostrare la negligenza della banca ma è l’istituto bancario che deve provare di aver adottato tutte le contromisure per contrastare le truffe.

Nel caso in esame, le consulenze tecniche hanno evidenziato due elementi che hanno comportato il respingimento del ricorso della banca. Al cliente, tramite un trojan, erano state rubate le credenziali di accesso al conto.

La transazione non autorizzata, quindi, è avvenuta da un indirizzo IP mai utilizzato in precedenza dal cliente e, nello stesso giorno, la banca aveva già bloccato altri tentativi di accesso sospetti. Questi elementi avrebbero dovuto attirare l’attenzione della banca che, invece, non ha bloccato la transazione oggetto della truffa.

Non sempre la banca è responsabile

Gli istituti bancari non devono sempre rimborsare i clienti, in caso di frodi. La banca viene esonerata dal rimborso nel caso in cui venga provata una condotta imprudente da parte del suo correntista, ad esempio con la comunicazione volontaria dei codici d’accesso a terzi.

Si tratta di un principio molto importante. Le minacce informatiche sono sempre più efficaci e raffinate e per gli utenti ci sono rischi molteplici. Di conseguenza, è necessario prestare sempre la massima attenzione ed evitare comportamenti imprudenti.

Massimizzando la sicurezza informatica (con sistemi di protezione e aggiornando costantemente il proprio dispositivo) e adottando comportamenti accorti e prudenti (facendo attenzione al phishing ed evitando di installare software da fonti non verificate) è possibile ottenere una protezione efficace.

E’ importante, però, essere consapevoli che la banca non è sempre tenuta al rimborso. L’imprudenza (se provata dall’istituto) può comportare per il cliente un danno economico significativo.