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Ufficialmente estinto: questo toporagno purtroppo non esiste più

Il suo squittio non riecheggerà più nelle notti dell'Isola di Natale: la IUCN ha dichiarato la specie Crocidura trichura ufficialmente estinta.

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C’è un remoto paradiso australiano nell’Oceano Indiano, celebre in tutto il mondo per la sua straordinaria biodiversità. Si tratta di un ecosistema unico che, purtroppo, è diventato scenario di una brutta notizia: l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha ufficialmente dichiarato estinto il toporagno dell’Isola di Natale.

Addio al toporagno dell’Isola di Natale

Il suo nome scientifico è Crocidura trichura, una piccola creatura che non veniva avvistata ormai da oltre 40 anni. Creatura che, purtroppo, è entrata ufficialmente a far parte della lista delle specie perdute per sempre, sollevando nuovi interrogativi sulla fragilità degli ecosistemi insulari e sull’impatto distruttivo delle specie invasive.

Nonostante le sue dimensioni ridotte, il toporagno dell’Isola di Natale era un tempo una presenza costante e “rumorosa”. I naturalisti europei che esplorarono l’isola negli anni Novanta del XIX secolo rimasero colpiti dalla sua diffusione, scrivevano come “questo piccolo animale sia estremamente comune in tutta l’isola, e di notte il suo stridulo squittio, simile al grido di un pipistrello, può essere udito da ogni lato”.

Uno squittìo che non riecheggerà più nel buio. Purtroppo la scomparsa di questa specie non è un evento isolato, ma il risultato di una catastrofe ecologica iniziata oltre un secolo fa. E sì, la colpa è proprio nostra.

Perché Crocidura trichura si è estinto?

Come sottolinea la ICN, l’estinzione di Crocidura trichura è considerata una conseguenza diretta dell’attività umana. Tutto è iniziato circa un secolo fa, quando l’uomo ha introdotto accidentalmente i ratti neri invasivi, alterando così irreversibilmente l’equilibrato ecosistema dell’isola di Natale.

A oggi, questo toporagno è la terza specie di mammifero a soccombere nell’isola, dopo il ratto bulldog (Rattus nativitatis) e il ratto di Maclear (Rattus macleari). Secondo gli esperti, il “colpo di grazia” sarebbe dovuto alla presenza di parassiti letali, trasmessi dai ratti neri alle specie native sprovviste di difese immunitarie, ma anche di predatori introdotti lo scorso secolo. Basti pensare all’arrivo del serpente lupo asiatico negli anni ’80, che ha aumentato la pressione sulle piccole specie locali, contribuendo alla scomparsa del pipistrello dell’isola di Natale (Pipistrellus tenuis murrayi) e di vari rettili autoctoni.

Il caso di Crocidura trichura rispecchia una tendenza allarmante che riguarda l’intero continente australiano: dal 1788 a oggi, l’Australia ha perso ben 39 specie. “La perdita del toporagno ci ricorda l’enormità della sfida di prevenire ulteriori estinzioni, i diversi modi in cui queste perdite possono verificarsi, la necessità di cogliere le opportunità per proteggere le specie rare e l’importanza di un impegno nazionale e politico per prevenire l’estinzione“, commenta John Woinarski, professore di biologia della conservazione presso la Charles Darwin University.

Spero che il toporagno dell’Isola di Natale non sia estinto; dopotutto ha sfidato i precedenti proclami di scomparsa. Forse da qualche parte, una piccola famiglia di toporagni furtivi sopravvive, sfuggenti, sicuri della propria esistenza e in attesa di dimostrare che i pessimisti si sbagliano”, conclude con un alito di speranza.