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SCIENZA

Hanno ritrovato una tomba romana di lusso: si tratta di una scoperta davvero insolita

Una sepoltura tanto antica quanto insolita è stata trovata in Francia: tra oggetti preziosi e gioielli in oro, gli archeologi si chiedono ancora chi fosse il ricco defunto.

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Frammenti di vite passate riemergono dove meno te lo aspetti. Nel Sud-Ovest della Francia è stata scoperta una tomba romana di lusso che ha lasciato gli archeologi senza parole: non una semplice sepoltura, ma un ritrovamento eccezionale per complessità e ricchezza dei reperti.

La nuova scoperta a Lamonzie-Saint-Martin

Siamo a Lamonzie-Saint-Martin, comune nel dipartimento della Dordogna, nella regione della Nuova Aquitania. Qui l’INRAP (Istituto Nazionale francese per la Ricerca Archeologica Preventiva) stava conducendo scavi in un sito che, secondo le valutazioni iniziali, avrebbe dovuto rivelare un insediamento del tardo Neolitico e alcune fosse medievali. Questi elementi sono stati effettivamente confermati, ma è emersa anche una “struttura inaspettata e straordinaria”.

Così si è aperta una finestra sull’aristocrazia gallo-romana di 2.000 anni fa. Come si legge nel comunicato dell’Istituto, ciò che rende eccezionale questo ritrovamento non è solo la presenza di oggetti preziosi, ma la struttura stessa della sepoltura. Gli archeologi hanno identificato una tomba-pira (bustum, in latino), testimonianza di un rito particolare: il defunto non veniva cremato altrove (nell’ustrinum) per essere poi trasferito in un’urna, ma la cremazione avveniva direttamente all’interno della fossa. Dopo il rogo, il corpo veniva adornato con offerte e la fossa sigillata, diventando la tomba definitiva.

Secondo il team di esperti dell’INRAP, guidato dall’antropologa Anne Viero, la fossa risale al periodo dell’Alto Impero e ha dimensioni imponenti (2,20 x 1,05 metri).

Un corredo funebre di lusso

Gli scavi hanno restituito un corredo funebre molto particolare. Gli archeologi hanno recuperato un “bicchiere in terra sigillata”, che “potrebbe provenire dalle officine di Montans (Tarn), attive a cavallo tra il I e ​​il II secolo”, e un “lungo oggetto in ferro (…) di difficile identificazione a causa della corrosione”. E ancora una “decina di monete, associate a piccole lamine d’oro”, probabilmente “sesterzi e assi, comuni in questo periodo e coerenti con la cronologia della ceramica sigillata”.

“Tra i 22 oggetti d’oro (lamine, fili e gocce), tre spiccano in particolare: un bracciale costituito da una fascia ritorta che termina con una chiusura ad anello; una probabile bulla (un pendente a forma di bolla che veniva donato ai giovani delle famiglie romane più abbienti) e un anello intagliato“, comunica l’INRAP.

Ed è proprio sull’anello che si è concentrata, in particolare, la curiosità degli archeologi: “Deformato dal calore e dalla caduta nella pira crollata, è ornato da una lunetta a forma di artiglio che un tempo conteneva un piccolo intaglio. Realizzato in un materiale ancora da identificare (cristallo di rocca?), è molto piccolo e reca incise sette lettere dell’alfabeto greco: ΑΛΛΑΛΛΗ (Allallé). Lo studio epigrafico di questo oggetto si concentrerà in particolare sulla determinazione se questo possa essere il cognome del defunto”.

Ma chi era questo defunto?La sua identità resta per ora un mistero, ma il contesto suggerisce si trattasse di una figura di spicco. Potrebbe essere una donna dell’aristocrazia locale, dato che anelli e balsamari erano comuni nelle sepolture femminili di alto rango, oppure un ricco proprietario terriero che controllava i commerci lungo la valle della Dordogna.