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Tinder vuole cambiare le regole: meno swipe, più incontri veri grazie all'AI

Meno swipe, più scelte mirate: Tinder punta sull’intelligenza artificiale per ridurre la frustrazione e aumentare le possibilità di relazioni reali

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L’AI per trovare il match giusto, l’AI per trovare l’amore. Tinder decide di affidarsi all’intelligenza artificiale per un’idea tanto semplice quanto brutale: ridurre il numero di profili da valutare ogni volta che si apre l’app.

Invece di scorrere decine di proposte una dopo l’altra, dunque, l’AI entra nel funzionamento quotidiano dell’app di incontri e prova a rendere la scelta più semplice, anche nei momenti più comuni della giornata, quando si usa il telefono senza pensarci troppo. L’obiettivo dichiarato è cambiare il ritmo dell’esperienza, senza stravolgerla, intervenendo su uno dei suoi punti più critici.

Tinder, Chemistry e il fenomeno della swipe fatigue

La scelta di puntare sull’intelligenza artificiale nasce da un problema sempre più diffuso tra gli utenti delle app di incontri: la cosiddetta swipe fatigue. Con questa espressione si indica la stanchezza mentale legata allo scorrimento continuo dei profili, alla necessità di valutare decine di persone in pochi minuti e alla sensazione di dover prendere decisioni rapide senza avere davvero elementi sufficienti.

Nel tempo, questo meccanismo tende a trasformare l’esperienza in un gesto automatico, poco coinvolgente e spesso frustrante. Per rispondere a questo fenomeno, la piattaforma ha iniziato a testare una nuova funzione chiamata Chemistry, progettata per rendere la selezione più mirata.

Usare Tinder123rf

Invece di basarsi solo sulle preferenze espresse con i like o sulle informazioni presenti nei profili, il sistema utilizza una combinazione di domande dirette agli utenti e, con il loro consenso di analisi delle immagini presenti nella galleria del telefono. L’obiettivo è raccogliere segnali più dettagliati su interessi, abitudini e stile di vita.

Come funziona l’AI su Tinder?

Sulla base di questi dati, l’AI elabora una selezione limitata di potenziali match, proponendone uno o due per sessione, anziché decine. In questo modo, l’utente non è più chiamato a filtrare manualmente un flusso continuo di profili, ma riceve suggerimenti già pre-selezionati dal sistema.

Chemistry, almeno nelle intenzioni dichiarate, non sostituisce lo swipe tradizionale, ma lo affianca come modalità alternativa, pensata per chi avverte un calo di interesse verso il meccanismo classico. Secondo quanto riporta TechCrunch, questa funzione rappresenta uno dei primi tentativi concreti di integrare l’AI in modo strutturale nell’esperienza quotidiana dell’app, andando oltre i semplici algoritmi di compatibilità utilizzati in passato.

L’AI contro il dating app burnout

Accanto alla swipe fatigue, un altro problema sempre più citato dagli utenti è il cosiddetto dating app burnout, cioè una forma di stanchezza emotiva legata all’uso prolungato delle piattaforme di incontri. Si manifesta quando l’esperienza smette di essere coinvolgente, i match non portano a relazioni reali e l’app viene aperta più per abitudine che per reale interesse.

Nel tempo, questo meccanismo può generare disillusione, calo di motivazione e progressivo abbandono. Chemistry nascerebbe anche per rispondere a questo fenomeno: i suggerimenti infatti dovrebbero risultare più coerenti con le aspettative personali, riducendo la distanza tra ciò che si cerca e ciò che viene proposto. Nelle intenzioni dell’azienda, questo approccio dovrebbe favorire interazioni percepite come più autentiche e meno meccaniche.

Le ultime funzioni di Tinder (e i dati)

Va detto che la dating app ha già introdotto strumenti basati sull’intelligenza artificiale come Match suggeriti dall’IAPhoto Selector, che esplora la gallery dell’utente per individuare le foto più efficaci e Face Check, che rafforza i sistemi di verifica dell’identità. In questo momento, però, gli sforzi si stanno intensificando perché le nuove registrazioni sono diminuite del 5% su base annua e gli utenti attivi mensili del 9%.

Con l’integrazione dell’AI, Tinder punta ora a rendere più frequente il passaggio dal match alla relazione reale, limitando connessioni superficiali e abbandoni rapidi. Il successo delle nuove funzioni verrà misurato soprattutto sulla loro capacità di trasformare l’attività sull’app in legami più stabili.