Libero
DIGITAL LIFE

Stop ai call center, nuovo servizio esclusivo per i clienti Tim

TIM dà il potere all'utente: ora il proprietario dello smartphone può bloccare subito i call center

Pubblicato:

Negozio rivenditore TIM iStock

Chiunque abbia un telefono, il che ormai identifica l’intera popolazione dai 5 anni in su, circa, si ritrova a fronteggiare la battaglia contro le chiamate spam. Una condizione totalmente inaccettabile, che ha di fatto generato in molti la connessione mentale call center = truffa.

Siamo ora entrati in una nuova fase, con TIM che ha annunciato l’arrivo di una nuova funzione: Stop Spam. Si tratta di un intervento pensato specificamente per contrastare in maniera più efficace le chiamate moleste provenienti dall’estero. Di seguito tutti i dettagli.

Cos’è TIM Stop Spam

L’ultimo aggiornamento dell’app MyTIM ha introdotto una nuova funzione, TIM Stop Spam. Chi ha la versione 7.2.6 dell’applicazione, dunque, può già usufruire di questa nuova risposta dell’azienda all’evoluzione sempre più aggressiva delle strategie adottate dai call center indesiderati.

Il richiamo alla nuova funzione appare direttamente nella schermata iniziale. L’idea ala base è di certo semplice ma, al tempo stesso, molto potente: dare all’utente il controllo sulle chiamate internazionale.

Di fatto il singolo soggetto può decidere da quali Paesi continuare a ricevere telefonate e da quali no. Un approccio selettivo che prova a colmare una delle principali falle dei sistemi anti-spam attuali.

Come funziona l’anti spam di TIM

Sono molte le strategie adottate dagli operatori per bloccare le chiamate indesiderate. TIM ha scelto di intervenire integrando una funzionalità nell’app MyTIM: per poter attivare la protezione anti spam di TIM è sufficiente premere il pulsante “Attiva protezione”. A quel punto l’app richiede l’accesso alla rubrica. Si tratta di un’autorizzazione necessaria per poter garantire che i numeri esteri salvati nei contatti non vengano mai bloccati. Un dettaglio importante, che evita il rischio di perdere chiamate legittime.

Altro passaggio cardine è il seguente: MyTIM dev’essere impostata come app predefinita per l’identificazione delle chiamate e dello spam sullo smartphone. Occorre di fatto autorizzare all’impostazione di questo filtro.

Soltanto così il sistema potrà intervenire in tempo reale sulle chiamate in arrivo. TIM specifica inoltre che la funzione è disponibile per ora soltanto su dispositivi Android con versione 10 o successiva. Un limite legato alle API di sistema necessarie per questo tipo di controllo.

Resta aperta una domanda cruciale: TIM Stop Spam arriverà anche su iPhone? Al momento non ci sono conferme. Apple è storicamente più restrittiva sulle libertà concesse alle app di terze parti, soprattutto quando si tratta di intercettare e gestire chiamate.

È chiaro come l’obiettivo dell’azienda sia quello di rendere l’integrazione decisamente lineare. Ciò vuol dire che non occorrono competenze particolare per accedere a questo tipo di protezione, che può fare un’enorme differenza sul fronte del rischio truffe.

I filtri tradizionali non bastano

Quella di TIM è di fatto una risposta a un fenomeno ben noto. La sicurezza telefonica non è più garantita e il rischio truffe è ormai elevatissimo, soprattutto per i cittadini meno competenti in fatto di tecnologia.

Purtroppo, dopo l’introduzione dei filtri contro il CLI spoofing (pratica truffaldina d’usare numeri italiani falsificati per nascondere chiamate dall’estero), molti call center hanno semplicemente cambiato strategia.

Invece di mascherare il numero, oggi sfruttano numerazioni estere reali, che nel quadro normativo attuale non vengono intercettate automaticamente dai filtri anti-spam. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un ritorno massiccio delle chiamate moleste, spesso provenienti da Paesi extra Ue. Queste non sono bloccabili e costringono gli utenti a essere disturbati di continuo. Al tempo stesso in molti devono ignorare in toto chiamate estere, il che è facile per chi non ha rapporti al di fuori dell’Italia, per motivi di lavoro o personali.

La possibilità di escludere intere aree geografiche (salvaguardando determinati numeri salvati) rappresenta quindi un cambio di paradigma, perché sposta la logica dalla rilevazione del numero sospetto alla prevenzione a monte.