Libero
SCIENZA

Il tempo su Marte gira più veloce: quanto è avanti rispetto alla Terra

Un orologio su Marte andrebbe più veloce che sulla Terra: gli astronomi sono riusciti a calcolare qual è la differenza nello scorrere del tempo sul Pianeta Rosso.

Pubblicato:

Marte 123RF

Se fossimo su Marte, avremmo bisogno di un nuovo fuso orario e di orologi in grado di calcolare il tempo in maniera leggermente diversa rispetto a quanto accade sulla Terra. Gli scienziati hanno postulato questo bizzarro fenomeno sulla base della teoria generale della relatività di Einstein, ma individuare con precisione la quantità di tempo di cui il pianeta si discosta in confronto a noi non è stato certo un compito facile. Tutta colpa dell’orbita di Marte, che ha reso l’impresa abbastanza complicata. Ma finalmente abbiamo una risposta: ecco di quanto un orologio marziano è avanti rispetto alla Terra.

Perché su Marte il tempo va più veloce

Iniziamo subito con una cifra così piccola da far girare la testa: su Marte, il tempo va più veloce di ben 477 microsecondi al giorno rispetto alla Terra. Sembrano quisquilie, ma in realtà essere corretti anche nelle misure più infinitesimali – come vedremo più avanti – ha una grandissima importanza. Ma cosa significa questa differenza, in parole più comprensibili? Secondo quanto calcolato dai fisici del National Institute of Standards and Technology (NIST) degli Stati Uniti, il Pianeta Rosso andrà avanti di 1,7 secondi ogni 10 anni in confronto al tempo calcolato sulla Terra. O, per evidenziare ancora meglio quanto irrisoria sia la differenza, ci vorranno più di 344 anni affinché gli orologi su Marte segnino un minuto in più rispetto ai nostri.

Questo fenomeno non rappresenta certo una novità per gli scienziati: è infatti noto che, in base alla teoria della relatività generale di Einstein, il tempo non scorre alla stessa velocità in ogni parte dell’universo. In particolare, a fare la differenza è la gravità. Dove la forza è più intensa il tempo va ad una velocità più lenta, e viceversa dove la gravità è più debole gli orologi scorrono più velocemente. Per fare un paragone, sulla Luna si calcolano 56 microsecondi in meno ogni giorno rispetto alla Terra. Da qui, i calcoli per individuare l’esatta velocità a cui scorre il tempo su Marte.

Il problema è che il Pianeta Rosso, che ha una gravità cinque volte inferiore in confronto a quella sulla Terra, è influenzato anche dall’attrazione gravitazionale degli altri corpi celesti del Sistema Solare. La sua orbita attorno al Sole, infatti, non è perfettamente circolare bensì ellittica: nel corso di ogni suo moto di rivoluzione, la gravità cui la superficie di Marte è sottoposta cambia in modo piuttosto significativo. “Un problema a tre corpi è estremamente complicato. Ora abbiamo a che fare con quattro: il Sole, la Terra, la Luna e Marte” – ha affermato il dottor Bijunath Patla, fisico del NIST e coautore dello studio pubblicato su The Astronomical Journal.

L’importanza del tempo esatto su Marte

Cosa comporta davvero una differenza di appena 477 microsecondi al giorno sul tempo calcolato su Marte? Potrebbe sembrare una bazzecola, ma dobbiamo ricordare che nello spazio abbiamo a che fare con potentissime (e altrettanto delicate) strumentazioni, che richiedono una precisione maniacale. Senza dubbio, un errore seppur infinitesimale influenzerebbe le comunicazioni tra il Pianeta Rosso e la Terra: oggi non ha così grande rilevanza, perché Marte sembra ancora una chimera, ma in futuro le cose potrebbero cambiare.

Quando l’uomo riuscirà a superare i limiti finora toccati nell’esplorazione dello spazio, finalmente posando il piede sul suolo marziano, probabilmente inizierà la vera avventura: forse un giorno avremo colonie su Marte, come in un romanzo di fantascienza. A quel punto, problemi di comunicazione e di navigazione GPS si rivelerebbero davvero molto gravi. “Potrebbero volerci decenni prima che la superficie di Marte sia ricoperta dalle tracce dei rover in movimento, ma è utile studiare ora le problematiche legate all’istituzione di sistemi di navigazione su altri pianeti e lune” – ha dichiarato il dottor Patla.