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Il telescopio Webb cattura un raro “super-jet” stellare, fenomeno cosmico mai visto prima

Ai confini della nostra Via Lattea, una stella massiccia in formazione ha prodotto un rarissimo "super-jet" che ha sorpreso gli scienziati.

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Ai confini della Via Lattea sta accadendo qualcosa di sorprendente: una stella massiccia in fase di formazione erutta un’enorme quantità di gas bollenti, dando vita ad un “super-jet” di rara intensità. Si tratta di uno dei getti stellari più spettacolari mai rilevati all’interno della nostra galassia. A catturare queste strabilianti immagini è ancora una volta il telescopio spaziale James Webb, che ha effettuato una scoperta considerata inimmaginabile dagli scienziati.

Il raro getto stellare nella Via Lattea

Il telescopio spaziale James Webb torna a regalarci delle immagini sorprendenti, grazie ai suoi potenti strumenti in grado di lavorare nella luce infrarossa, penetrando così tra le dense polveri intergalattiche. Questa volta si tratta di un “super-jet” stellare, ovvero un immenso getto di plasma proveniente da una giovane stella massiccia che si trova ancora in fase di formazione. Si forma quando i gas eruttati dalla protostella, in caduta libera attorno ad essa, vengono proiettati lungo il suo asse di rotazione, probabilmente sotto l’influenza di campi magnetici.

Quello che ha così origine è un getto bipolare formato da filamenti di plasma incandescente, che si dipana dalla stella in due direzioni opposte. “Sono rimasto davvero sorpreso dall’ordine, dalla simmetria e dalle dimensioni del getto, quando l’abbiamo osservato per la prima volta” – ha affermato Jonathan Tan della University of Virginia di Charlottesville e della Chalmers University of Technology di Göteborg. La scoperta è stata descritta in uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal, di cui Tan è uno degli autori.

Il “super-jet” proviene da una protostella pesante ben 10 volte il nostro Sole e situata all’interno della nebulosa Sharpless 2-284, ai margini della Via Lattea (a 15.000 anni luce di distanza da noi). I dati raccolti da Webb mostrano come il getto si estenda per circa 8 anni luce: nientemeno che il doppio della distanza che corre tra il Sole e il sistema stellare più vicino, Alpha Centauri. “Prima dell’osservazione non sapevamo davvero che ci fosse una stella massiccia con questo tipo di supergetto. Un flusso così spettacolare di idrogeno molecolare è raro in altre regioni della nostra galassia” – ha spiegato Yu Cheng dell’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone.

Inoltre, grazie ai dati ottenuti con Alma (Atacama Large Millimeter Array, situato in Cile), gli scienziati hanno scoperto la presenza di un secondo nucleo stellare denso: potrebbe trattarsi di un’altra giovane stella massiccia in una fase ancora più precoce della sua formazione, tale da non aver ancora prodotto il suo getto di plasma.

Uno sguardo sull’universo primordiale

Ciò che rende davvero sorprendente questa scoperta non è solamente la dimensione e l’intensità del getto stellare, ma anche l’ambiente in cui si è formato. La protostella si trova infatti al confine della nostra galassia, all’interno di un ammasso che ospita alcune centinaia di stelle ancora in formazione. Questi corpi celesti sono poveri di elementi pesanti, ovvero hanno una bassa metallicità. In futuro, saranno le stesse stelle ad espellere gli scarti delle loro fusioni nucleari, aumentando la metallicità dell’ambiente. Al momento, tuttavia, l’ammasso ricorda da vicino le condizioni dell’universo primordiale, regalandoci uno sguardo inedito sul nostro passato.

“Le stelle massicce, come quella trovata all’interno di questo ammasso, hanno un’influenza molto importante sull’evoluzione delle galassie. La nostra scoperta sta gettando luce sul meccanismo di formazione delle stelle massicce in ambienti a bassa metallicità, quindi possiamo usare questa protostella come laboratorio per studiare cosa è successo nella storia cosmica precedente” – ha commentato Cheng.