Il telescopio Swift precipiterà sulla Terra. La NASA: "Valeva la pena tentare"
Swift non sarà salvato: i problemi tecnici di LINK hanno fermato il recupero. Senza un intervento, il telescopio dovrebbe rientrare nell’atmosfera entro fine 2026.

- Il tentativo di recuperare il telescopio Neil Gehrels Swift Observatory è stato abbandonato dopo i guasti del veicolo LINK e i problemi di controllo dell’assetto.
- NASA e Katalyst puntano ora a un avvicinamento senza aggancio per raccogliere dati utili, mentre Swift rischia il rientro entro il 2026.
- L’osservatorio, operativo dal 2004, ha studiato i lampi gamma e ha superato ogni aspettativa, ma l’attività solare ne ha accelerato il declino.
Il tentativo di salvare il Neil Gehrels Swift Observatory è ufficialmente fallito. La NASA e Katalyst Space hanno rinunciato a usare il veicolo LINK per agganciare il telescopio e trasferirlo su un’orbita più alta. Alla base della decisione ci sono i problemi ancora irrisolti nel controllo dell’assetto del mezzo di servizio. Senza un intervento, Swift dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre entro la fine del 2026.
Perché la NASA ha annullato il recupero di Swift?
LINK era stato lanciato il 3 luglio a bordo di un razzo Northrop Grumman Pegasus XL dall’atollo di Kwajalein, nell’Oceano Pacifico meridionale. Il piano prevedeva di catturare Swift con i bracci robotici e sollevarne l’orbita. L’operazione si presentava particolarmente complessa perché l’osservatorio non era stato progettato per ricevere interventi nello spazio. Il successo della missione avrebbe aperto nuove prospettive per i servizi commerciali in orbita.
Il progetto era stato affidato a Katalyst nel settembre 2025, con un contratto da 30 milioni di dollari. La missione era nata con una tabella di marcia molto serrata. L’aumento dell’attività solare stava accelerando la perdita di quota dell’osservatorio, lasciando meno di un anno per preparare il tentativo. Il margine di errore era dunque ridotto fin dall’inizio.
Alla fine di luglio, durante i controlli in orbita, LINK ha iniziato a ruotare senza controllo attorno a più assi. Due delle sue ruote di reazione hanno smesso di funzionare. Anche il sistema di propulsori destinato alle correzioni di assetto era disponibile soltanto in parte.
I tecnici sono riusciti a rallentare la rotazione usando i propulsori elettrici e a caricare un nuovo software di volo. Questi interventi hanno mantenuto operativo il veicolo, senza però ripristinare le condizioni necessarie per affrontare in sicurezza la cattura di Swift.
“Non è il risultato per il quale stavamo lavorando, ma non cambia il motivo per cui valeva la pena tentare questa missione”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman.
Secondo Isaacman, il progetto ha offerto a Swift una possibilità di proseguire l’attività scientifica. Ha inoltre permesso di sviluppare competenze utili per le future operazioni di assistenza ai satelliti.
Cosa succederà ora a LINK e al telescopio Swift
La missione di LINK non è stata interrotta del tutto. NASA e Katalyst stanno valutando un avvicinamento a Swift per svolgere operazioni di rendezvous e prossimità. Non è previsto alcun aggancio. L’obiettivo sarà raccogliere dati da impiegare nello sviluppo delle successive missioni di servizio in orbita.
Swift era stato lanciato nel 2004 per studiare i lampi gamma, le esplosioni più violente e potenti dell’intero Universo, seconde solo al Big Bang. Si tratta di brevi impulsi di radiazione elettromagnetica ad altissima energia che liberano in pochi secondi più energia di quanta il Sole ne emetterà in tutta la sua vita. La missione principale avrebbe dovuto durare due anni, ma l’osservatorio ha continuato a operare per oltre due decenni. L’attività solare più intensa ha dilatato gli strati superiori dell’atmosfera. La maggiore resistenza incontrata dal satellite ha quindi accelerato la discesa della sua orbita.
La perdita di Swift priverà la NASA di uno strumento pensato per reagire rapidamente agli eventi cosmici improvvisi. L’agenzia ha annunciato che cercherà nuove soluzioni per mantenere questa capacità. Nel frattempo, farà affidamento sulle missioni già operative per attenuare il vuoto lasciato dall’osservatorio.
FAQ
Il veicolo LINK ha mostrato problemi nel controllo dell’assetto e non garantiva più una cattura sicura del telescopio. Per questo NASA e Katalyst hanno accantonato l’aggancio.
Senza un intervento di recupero, Swift è destinato a rientrare nell’atmosfera terrestre entro la fine del 2026, complice anche la perdita di quota accelerata dall’attività solare.
Il piano prevedeva di avvicinarsi a Swift, afferrarlo con bracci robotici e portarlo su un’orbita più alta. Era un’operazione complessa, perché il telescopio non era stato progettato per essere servito nello spazio.
La missione continua in forma ridotta. NASA e Katalyst stanno valutando un rendezvous senza aggancio per raccogliere dati utili alle future operazioni di assistenza in orbita.
Lanciato nel 2004, Swift ha studiato i lampi gamma e ha superato di gran lunga la durata prevista. È stato fondamentale per osservare eventi cosmici improvvisi e rapidissimi.



















