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SCIENZA

Il telescopio Euclid ha fotografato oltre 60 milioni di stelle nella Via Lattea

Un mosaico fotografico senza precedenti cattura il centro galattico in sole 26 ore, offrendo agli astronomi una mappa stellare unica per scovare esopianeti invisibili tramite il microlensing.

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Immagine della Via Lattea fotografata da Euclid Foto Ansa
  • Il telescopio spaziale Euclid dell'Agenzia Spaziale Europea ha prodotto un mosaico senza precedenti del centro della Via Lattea con oltre 60 milioni di stelle.
  • In appena ventisei ore Euclid ha raccolto dati di qualità paragonabile a Hubble ma coprendo un'area molto più ampia, accelerando le osservazioni astronomiche.
  • Grazie al mosaico, gli scienziati potranno usare il microlensing per individuare e misurare esopianeti, potenzialmente scoprendo molti nuovi mondi.

Il telescopio spaziale Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea ha catturato un’immagine senza precedenti del centro della nostra galassia, immortalando in un unico, immenso mosaico fotografico più di 60 milioni di astri. Questo straordinario risultato visivo e tecnologico, ottenuto in appena ventisei ore di attività, non è solo una meraviglia per gli occhi, ma costituisce una miniera di dati che permetterà agli astronomi di studiare gli esopianeti attraverso il fenomeno del microlensing, confermando la presenza di mondi alieni finora solo ipotizzati.

Uno sguardo senza precedenti sulla galassia

La tecnologia applicata all’esplorazione cosmica oggi ha compiuto un passo avanti che ridefinisce i confini della fotografia astronomica (e non solo).

Lo scatto ravvicinato, focalizzato sulla regione interna e più luminosa della Via Lattea, mostra una densità di stelle che sfida la nostra stessa immaginazione.

Il telescopio spaziale europeo Euclid, lanciato in orbita nel “lontano” 2023, ha puntato la sua strumentazione verso il nucleo galattico per una sola giornata, raccogliendo una quantità di dettagli che normalmente richiederebbe mesi di osservazione da terra.

Il risultato finale è davvero formidabile: un mosaico composto da nove singole inquadrature, ciascuna delle quali copre una porzione di cielo decisamente più ampia rispetto alla Luna piena vista dalla Terra.

La capacità di Euclid di combinare un’elevata sensibilità alla luce visibile con un campo visivo straordinariamente vasto lo rende uno strumento unico nel suo genere. Sebbene la sua nitidezza sia paragonabile a quella dello storico telescopio Hubble, Euclid riesce a osservare un’area ben 270 volte maggiore con un solo scatto.

Per comprendere l’efficienza di questa tecnologia, basti pensare che un osservatorio terrestre d’avanguardia come il Keck, situato alle Hawaii, avrebbe impiegato circa duemila ore di lavoro per mappare la stessa identica porzione di cielo.

60 milioni di stelle nella più grande foto del centro della Via Lattea ripresa da Euclid (fonte: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT, image processing by J.-C. Cuillandre and E. Bertin/CEA Paris-Saclay)

La caccia ravvicinata ai mondi alieni

Dietro la bellezza di questa mappa stellare si cela un obiettivo scientifico di fondamentale importanza, che riguarda la ricerca di pianeti al di fuori del nostro sistema solare.

Gli scienziati utilizzeranno l’immensa mole di dati astronomici per analizzare le microvariazioni della luce stellare attraverso il microlensing. Questa tecnica si attiva quando due astri si allineano perfettamente rispetto al telescopio.

La stella situata in primo piano agisce come una vera e propria lente d’ingrandimento naturale, deviando e amplificando la luminosità del corpo celeste retrostante.

Nel caso in cui la stella in primo piano ospiti un pianeta in orbita, la gravità di quest’ultimo genera una minima ma caratteristica alterazione nella luce amplificata, lasciando una firma inconfondibile che ne rivela l’esistenza e permette di calcolarne la massa.

L’astrofisico Jean-Philippe Beaulieu, affiliato all’Istituto di Astrofisica di Parigi e all’Università della Tasmania, ha confermato che l’immagine catturata da Euclid comprende già cinquantuno sistemi planetari noti.

La precisione del mosaico fotografico si rivelerà decisiva per monitorare tali sistemi e per individuarne molti altri nel prossimo futuro.

Negli ultimi vent’anni la tecnica del microlensing ha permesso di scoprire quasi trecento esopianeti, ma l’avvento di questa nuova mappa cosmica promette di accelerare le scoperte, aprendo una nuova stagione per l’astronomia internazionale e per la nostra comprensione dei segreti nascosti nel cuore della Via Lattea.