In Svizzera è boom dell'IA: ben 4 persone su 5 la usano ogni giorno, ecco per cosa
Mentre in Italia l'adozione dell'IA cresce ma a rilento, in Svizzera l'80% della popolazione sfrutta ogni giorno algoritmi e chatbot: ecco per quali attività.

Mentre in Italia un’ampia porzione della popolazione sfrutta quotidianamente l’intelligenza artificiale, addirittura in Svizzera quasi quattro persone su cinque utilizzano abitualmente chatbot e strumenti basati su IA.
E non solo per attività basilari come la redazione di testi o la generazione di immagini. Vediamo infatti come adottano l’intelligenza artificiale in Svizzera.
- Boom dell'IA in Svizzera tra motori di ricerca e piattaforme preferite
- Per cosa utilizzano maggiormente l'intelligenza artificiale
- E in Italia?
Boom dell’IA in Svizzera tra motori di ricerca e piattaforme preferite
A scattare questa fotografia sull’evoluzione dell’IA in Svizzera è stata l’indagine condotta da IGEM-Digimonitor in collaborazione con WEMF AG für Werbemedienforschung, organizzazione di riferimento per la ricerca sui media e sulla pubblicità.
Dai dati raccolti emerge un vero e proprio raddoppio nell’uso di queste tecnologie, con la quota di utilizzatori che è schizzata dal 40% registrato nel 2024 all’attuale 80%.
Entrando nello specifico delle modalità d’uso, il 77% degli intervistati sfrutta le funzioni di IA integrate direttamente nei motori di ricerca tradizionali, mentre il 57% ricorre a piattaforme verticali dedicate espressamente alla ricerca di informazioni. Questo fenomeno ha portato i sistemi di IA a superare persino canali consolidati come YouTube, che si attesta al 34%, o i social media, che si fermano al 28%.
A tal riguardo, evidenzia la ricerca, “gli uomini tendono a fare maggiore affidamento sulle piattaforme di IA, mentre le donne effettuano ricerche leggermente più frequentemente sui social media“.
Per quanto riguarda i singoli strumenti, ChatGPT si conferma in cima alle preferenze con un margine nettamente superiore rispetto a tutti i concorrenti. Ben due terzi della popolazione svizzera, pari al 67% e a circa 4,3 milioni di persone, lo utilizzano almeno saltuariamente, e il 17% lo fa su base quotidiana.
Seguono a distanza rilevante Gemini con il 32% e Copilot con il 30%. Le altre alternative presenti sul mercato mantengono al momento una posizione decisamente più marginale: Meta AI si attesta al 13%, Claude e Perplexity raggiungono ciascuna il 10%, mentre Mistral si ferma al 3%.
Per cosa utilizzano maggiormente l’intelligenza artificiale
Sempre secondo lo studio, gli svizzeri non si limitano più a richiedere la stesura di testi o la traduzione di documenti, ma esplorano nuove funzionalità: il 57% sfrutta l’IA per fare ricerche approfondite, quasi il 40% per ricevere consigli sugli acquisti e una quota crescente la impiega per l’apprendimento mediante tutorial.
Un altro aspetto rilevante riguarda il contesto d’uso: con una percentuale del 76%, l’utilizzo dell’IA nella sfera privata supera di gran lunga quello legato all’ambito lavorativo o scolastico, che si ferma al 61%.
Inoltre, l’intelligenza artificiale è ormai entrata a far parte dei processi di ricerca delle informazioni. Nonostante il motore di ricerca tradizionale rimanga lo strumento online più diffuso in assoluto (utilizzato da ben il 98% degli utenti connessi), attualmente il 77% degli utenti sfrutta le funzionalità IA presenti nei motori classici, mentre il 57% svolge ricerche mirate sulle piattaforme dedicate.
E in Italia?
Spostando lo sguardo sull’Italia, il quadro appare decisamente diverso e caratterizzato da un ritmo di adozione più contenuto.
Stando a una recente indagine curata dal portale Impegnati a Cambiare – Altroconsumo, in collaborazione con Euroconsumers, il 48% degli italiani dichiara di fare uso dell’intelligenza artificiale generativa, con un aumento del 20% rispetto ai rilevamenti del 2024. Tuttavia, la quota di chi la impiega in maniera frequente o giornaliera si ferma al 14%.
A fronte di un incremento numerico degli utenti, si nota però un calo del grado di soddisfazione nei confronti dei risultati ottenuti. La percentuale di persone soddisfatte è al 55%, tre punti in meno rispetto all’anno precedente. E alla domanda quale sia stato l’impatto reale dell’IA sulla vita di tutti i giorni, la maggioranza degli italiani (53%) risponde “nessuno“, mentre soltanto il 34% ne riconosce effettivi benefici, come ad esempio il risparmio di tempo, un dato inferiore del 6% rispetto alla media riscontrata in altri Paesi europei.
Infine, per quanto riguarda l’ambito professionale, il 68% degli italiani dichiara di non aver notato alcun impatto rilevante. L’Italia sconta un netto ritardo nel confronto con gli altri Paesi europei, posizionandosi al 18° posto su 27 per l’integrazione dell’IA nel lavoro.
Ciononostante, sul fronte aziendale si registra un’accelerazione: secondo i dati ISTAT pubblicati nel report “Imprese e Ict”, nel 2025 l’adozione dell’IA da parte delle imprese italiane è raddoppiata, raggiungendo quota 16%.
FAQ
In Svizzera la usa l’80% della popolazione, quasi il doppio rispetto al 40% del 2024. L’IA è ormai entrata nelle abitudini quotidiane di moltissime persone.
ChatGPT guida nettamente con il 67% degli utenti, circa 4,3 milioni di persone. Seguono Gemini al 32% e Copilot al 30%; più distaccati Meta AI, Claude, Perplexity e Mistral.
Soprattutto per cercare informazioni: il 57% la usa per ricerche approfondite. Quasi il 40% la consulta anche per consigli sugli acquisti, mentre cresce l’uso per imparare con tutorial.
Nel privato pesa di più: la usa il 76% degli intervistati, contro il 61% in ambito lavorativo o scolastico. È quindi uno strumento sempre più presente nella vita di tutti i giorni.

















