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Stop al blocco dei social per gli Under 15 in Francia, è incostituzionale

La normativa francese che bloccava l'uso dei social per gli Under 15 è stata bocciata in quanto ritenuta incostituzionale, ecco cosa succede ora

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Diversi Paesi stanno adottando misure per regolare (e vietare) l’utilizzo dei social network per i minori. Anche l’Ue sta preparando un pacchetto normativo sul tema, che da tempo è al centro del dibattito politico in vari Stati europei.

Nel frattempo, la Francia deve fare i conti con il blocco della legge che imponeva lo stop ai social agli Under 15, recentemente approvata dal Parlamento francese e pronta a entrare in vigore dal prossimo mese di settembre.

La misura è stata bocciata dal Consiglio costituzionale francese che ha stabilito che tale divieto rappresenta una limitazione sproporzionata della libertà di espressione e di comunicazione dei minori. Ecco tutti i dettagli in merito.

Bocciate le modalità del blocco

Il blocco all’utilizzo dei social network è un tema di grandissima attualità, con varie misure già adottate in molti Paesi e anche l’Italia che si sta muovendo per applicare un quadro normativo realmente efficace.

La normativa della Francia è stata bocciata a causa dell’articolo 1. Secondo il Consiglio costituzionale, infatti, il blocco, per come è stato formulato, deve essere considerato come un’ingerenza nella libertà di espressione e comunicazione.

In sostanza, il Consiglio non ha espresso un dissenso rispetto al blocco ai social per gli Under 15 ma ha chiarito che le modalità definite dal testo non sono quelle giuste per poter garantire un rispetto delle regole costituzionali francesi.

Dopo la bocciatura da parte del Consiglio costituzionale, il presidente francese, Macron, ha incaricato il primo ministro, Lecornu, di definire un nuovo testo della legge sul divieto di utilizzo dei social per gli Under 15, con l’obiettivo di arrivare a una misura completa nel più breve tempo possibile.

L’obiettivo è ora quello di definire un testo che sia “giuridicamente solido” e che, soprattutto, sia in grado di tenere conto della decisione del Consiglio costituzionale e della normativa europea. In una nota, l’Eliseo ha chiarito che l’impegno è “portare a termine questa riforma entro la primavera del 2027”.

Gli scenari futuri

Seguendo l’esempio di Paesi come l’Australia e il Regno Unito, diversi Stati intendono intervenire con una stretta reale sull’utilizzo dei social network per i minori, andando a definire un blocco per i giovanissimi.

Anche in Italia si discute su questo tema e si cerca la strada giusta per arrivare a un quadro normativo definito e stabile, in modo anche da seguire quelle che saranno le linee guida della Commissione europea, che intende presentare un pacchetto sul tema a breve.

Maggiori dettagli sulla questione arriveranno in futuro, ma lo scenario diventa sempre più chiaro. Al netto di intoppi, come quello registrato in Francia, gli Stati si stanno muovendo verso un sistema sempre più regolamentato e in grado di tutelare i giovanissimi, limitando o vietando fino a una certa età, l’accesso ai social network.