Perché miliardi di stelle marine si sono trasformate in una sostanza viscida
Una nuova ricerca ha identificato il batterio Vibrio pectenicida come causa della misteriosa malattia che sta distruggendo le stelle marine
Per anni gli esperti si sono interrogati su una profonda crisi ecologica inerente le stelle marine. Finalmente è stata raggiunta una risposta, individuando un colpevole. Si tratta del batterio Vibrio pectenicida.
È questo il responsabile della “wasting disease”. Parliamo di una malattia che da più di dieci anni sta trasformando le stelle marine in qualcosa di ben diverso. Un ammasso gelatinoso che va infestando la costa occidentale del Nord America.
I ricercatori sospettavano la responsabilità di un virus ma un nuovo studio, pubblicato su Nature Ecology and Evolution, ha fatto luce sulla causa reale. Il tutto grazie a un’analisi genetica dei fluidi interni delle stelle marine malate.
Cosa fa il batterio Vibrio pectenicida
Il batterio Vibrio pectenicida appartiene alla stessa famiglia del Vibrio cholerae, ovvero quello che provoca il colera (come suggerisce il nome), e di altri agenti patogeni (devastanti per molluschi e coralli).
Nel corso dello studio è stato identificato il ceppo chiamato FHCF-3, che attacca i tessuti delle stelle marine. Ciò che provoca sono svariate lesioni, così come necrosi. Nello stadio finale, poi, comporta la completa liquefazione del corpo. Il tutto in un processo della durata di meno di due settimane.
I ricercatori hanno ottenuto la prova definitiva nel momento in cui hanno infettato degli esemplari sani con colture di FHCF-3. Quasi tutti sono morti rapidamente, replicando di fatto i sintomi della “wasting disease”.
Catena ecologica fuori controllo
Una delle vittime più emblematiche di questa epidemia è stata la stella marina girasole (Pycnopodia helianthoides). Si tratta della più grande al mondo, le cui dimensioni possono raggiungere 1 metro di diametro.
Una specie funzionalmente estinta nella gran parte degli Stati Uniti continentali, considerando il crollo della popolazione dell’87%, anche nelle aree settentrionali.
Una scomparsa che causa effetti devastanti a catena. Le stelle girasole, infatti, controllavano in maniera naturale le popolazioni di ricci di mare. “Semplicemente” impedivano loro di divorare le foreste di kelp, elemento chiave per biodiversità, stoccaggio del carbonio e difesa costiera. Di fatto, la perdita di miliardi di stelle marine comporta una trasformazione di tutta la dinamica ecologica, ha spiegato la prima autrice dello studio e ricercatrice dell’Hakai Institute Melanie Prentice.
Non è stato facile riuscire a raggiungere questa risposta definitiva, perché la malattia presenta sintomi simili a quelli causati dallo stress ambientale o da altri agenti patogeni. L’identificazione della causa reale è stata dunque rallentata non poco.
Sono serviti quattro anni di analisi microbiche e un confronto costante tra individui sani e infetti per raggiungere l’obiettivo. Alla fine i ricercatori hanno notato la presenza costante di Vibrio nel fluido celomatico (potremmo identificarlo come l’equivalente del nostro sangue).
Si guarda ovviamente al futuro e alle prossime azioni da attuare. Il focus della ricerca si sposta ora sulle motivazioni alla base dell’aumento del batterio, ma soprattutto sui metodi possibili per contrastarne la diffusione. Il rischio è che la scomparsa delle stelle marine porti a un crollo delle foreste di kelp, che si teme irreversibile.



















